# Cortisone: farmaci e terapie

> Considerato una specie di panacea, il cortisone è un prodotto molto utile ma potente e, per questo, dotato di effetti anche gravi.

- **Autore:** Dr. Enzo Brizio (Medico di Medicina generale)
- **Pubblicato:** 2016-12-14
- **Aggiornato:** 2020-10-15
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/cortisone-farmaci-e-terapie

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Nella mia quarantennale pratica di pediatra e di medico di famiglia ho constatato molto spesso che, quando si prescrive un prodotto per via orale o iniettiva a base di **cortisone**, il paziente immediatamente esprime **dubbi sulla pericolosità o sugli effetti collaterali**; giusta cautela indubbiamente, che non viene però avanzata in caso di prescrizione di [antibiotici](https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/antibiotici-farmaci-utilissimi-ma-solo-se-utilizzati-in-modo-corretto) o di altre sostanze altrettanto “pericolose”.

Vediamo, quindi, di fare un po’ di chiarezza sul **cortisone**, o meglio sui cortisonici, detti anche steroidi: sono ormoni secreti dalla corteccia (cioè dalla parte esterna) di quelle due piccole ghiandole posizionate sopra i reni e chiamate surreni.
 In natura le ghiandole surrenaliche producono [Cortisone](https://www.paginemediche.it/glossario/cortisone) e cortisolo ma, dopo che queste due sostanze vennero introdotte nella [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) di malattie infettive, molti altri composti sono stati sintetizzati dall’industria farmaceutica, modificando le due molecole naturali: sono, così, stati sintetizzati il prednisone, il prednisolone, il triamcinolone, il desametasone, il betametasone e molti altri, sempre più efficaci e sempre più potenti (caratteristica che rende possibile utilizzarne piccole dosi anziché le dosi “massicce” necessarie utilizzando i prodotti naturali: si pensi, ad esempio, che gli ultimi steroidi sintetici sono circa 500 volte più potenti del cortisolo).

## A che cosa servono i cortisonici?

Le attività svolte da questi ormoni sono molteplici, a seconda dell’organo o apparato su cui vanno ad agire, e destinare ad influenzare quasi tutto l’organismo.

1. Effetto sul **metabolismo dei glicidi**: aumentano la produzione di zuccheri partendo da aminoacidi ed antagonizzano l’azione ipoglicemizzante dell’insulina, con il risultato che la glicemia aumenta (effetto diabetogeno).
2. Effetto sul **metabolismo dei lipidi**: aumentano i lipidi e il colesterolo nel sangue, dopo una somministrazione prolungata e a dosi elevate. Oltre a questo, ridistribuiscono il grasso sottocutaneo in senso centripeto e causano quindi la caratteristica obesità da steroidi, con faccia “a luna piena”, tronco ingrossato e arti relativamente sottili.
3. Effetto sul **metabolismo proteico**: consumano le riserve proteiche per aumentare glicidi e lipidi, per cui il bilancio azotato delle proteine diviene negativo, mentre aumenta il contenuto proteico dentro il fegato, a causa dell’aumentato turn over degli aminoacidi.
4. Effetto sul **metabolismo dell’acqua e degli elettroliti**: trattengono il sodio e aumentano l’eliminazione del potassio, sia a livello renale sia nelle ghiandole sudoripare, intestinali e salivari. Il risultato è che l’acqua viene “trattenuta” maggiormente nell’organismo (ottenendo il risultato comunemente definito di “gonfiare” il paziente).
5. Effetto sul **sangue**: diminuiscono gli eosinofili (globuli bianchi interessati nei fenomeni allergici), che vengono sequestrati nella milza e nei polmoni. Aumentano invece i neutrofili (altri globuli bianchi che intervengono nelle infezioni in difesa dell’organismo), per iperproduzione midollare.
6. Effetto sull’**apparato cardiocircolatorio**: a dosi elevate provocano ipertensione arteriosa, sia aumentando il volume plasmatico sia sensibilizzando le arteriole all’azione dell’adrenalina e della noradrenalina (che restringono naturalmente le arteriole stesse). L’azione sinergica sulle due catecolamine suddette costituisce il motivo per cui**i cortisonici sono considerati sostanze “dopanti”**per chi fa attività sportiva agonistica: sicuramente le prestazioni fisiche migliorano, ma è un miglioramento dovuto a sostanze chimiche e non ad allenamento, per cui il loro uso è giustamente proibito.
7. Effetto sul **connettivo**: diminuiscono la produzione di collagene ed inibiscono la ialuronidasi, con il risultato che diminuisce la difesa e la riparazione del connettivo.
8. Effetto sull’**infiammazione**: tutta la dinamica dell’infiammazione viene profondamente alterata, con diminuzione della dilatazione dei capillari, riduzione dell’essudazione, rallentamento della formazione di fibrina e del movimento dei leucociti, riduzione o abolizione della produzione di anticorpi. Tutte queste azioni spiegano il motivo per cui **i cortisonici sono tra i più potenti anti-infiammatori in commercio** e si utilizzano anche nelle patologie infettive, in cui la componente infiammatoria è importante.
9. Effetto sul **sistema nervoso centrale**: provocano eccitabilità, con modificazioni dell’encefalogramma ed eventuale ricomparsa di fenomeni epilettici in pazienti affetti da tale malattia. Anche a livello psichiatrico possono produrre alterazioni, sia in senso eccitativo (maniacale) sia in senso depressivo. L’azione eccitante contribuisce ovviamente a rendere proibiti i cortisonici negli atleti.
10. Effetto sull’**apparato gastrointestinale**: stimolano la secrezione acida e la secrezione di pepsina nello stomaco, con diminuita formazione di muco gastrico. Il risultato è un’azione lesiva sulla parete gastrica, che può arrivare alla formazione di ulcere (probabilmente solo in soggetti predisposti).
11. Effetto sulle **ossa**e sul **Calcio**: in base all’azione sul collagene, la matrice ossea viene ridotta, così come la formazione di nuovo osso, mentre contemporaneamente il riassorbimento del vecchio osso rimane immodificato. Il risultato è l’induzione di una grave osteoporosi, con indebolimento della struttura ossea e facilità alle fratture.
12. Effetto su altri **ormoni**: sopprimono la secrezione del TSH, per cui talora si osservano miglioramenti della funzionalità tiroidea in pazienti affetti da malattia di Basedow e trattati con cortisonici. Aumentano inoltre l’azione dell’adrenalina e della noradrenalina, per cui vengono utilizzati in caso di shock.

Come si vede, le azioni dei cortisonici sono veramente molte e differenti e la cautela nel loro utilizzo è più che giustificata, tanto più che gli [EFFETTI COLLATERALI](https://www.paginemediche.it/glossario/effetti-collaterali) sono altrettanto numerosi, in base al loro meccanismo di azione multicentrico. La prima regola quindi da osservare nella prescrizione di un cortisonico è quella di **non utilizzarlo assolutamente se non si è certi della diagnosi**, per non compiere un grave errore terapeutico.

L’indicazione elettiva è data dall’insufficienza delle ghiandole surrenaliche, ma queste sono situazioni patologiche per fortuna rare. In genere, i cortisonici vengono invece prescritti in molte altre situazioni patologiche che nulla hanno a che vedere con la corteccia surrenalica.

## Quando viene prescritto il cortisone?

Vediamo le principali situazioni in cui il ricorso al cortisone è abituale.

- **Artrite reumatoide**: il cortisone viene utilizzato solo in casi particolarmente gravi, dal momento che sono necessarie dosi talmente elevate da provocare inevitabilmente effetti collaterali.
- **Malattie del collagene**: il cortisone è impiegato soprattutto per diminuire o abolire le recrudescenze di malattie quali [lupus](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/lupus-eritematoso-sistemico-cause-sintomi-e-trattamento-del-les), polimiosite, arterite temporale e sclerodermia.
- **Malattie allergiche**: asma bronchiale, rinite allergica, febbre da fieno, edema angioneurotico e malattie allergiche cutanee, compreso il pemfigo, sono classiche indicazioni della terapia con cortisonici.
- **Malattie oculari**: congiuntivite, uveite e coroidite sono tutte patologie in cui è presente una forte componente infiammatoria, per cui l’uso del cortisone è efficace e raccomandato. Occorre solamente stare attenti a non utilizzarlo nelle infezioni corneali da herpes simplex, dal momento che potrebbe causare una riacutizzazione dell’infezione.
- **Malattie del sangue**: leucemie, porpore, anemie emolitiche, aplasie midollari sono tutte indicazioni specifiche dei cortisonici.
- **Nefrosi**: sono indispensabili, tanto che nel bambino affetto da sindrome nefrosica l’uso dei cortisonici prolunga la sopravvivenza a 5 anni del 60%-75%.
- **Colite ulcerosa**: i risultati migliori si ottengono abbinando alla via orale anche quella locale mediante enteroclisi.
- **Malattie del fegato**: nelle epatiti croniche evolutive la terapia con cortisone è efficacissima, mentre il rapporto benefici/danni pone in seria discussione il suo uso nelle epatiti acute semplici.
- **Malattie infettive**: avendo effetti anti-infiammatori e anti-infettivi il ricorso al cortisone è giustificato, anche se nelle forme virali ha un effetto favorevole a breve termine ma non diminuisce le complicanze tardive né la mortalità. Questo è uno degli usi più frequenti nella pratica quotidiana, ma occorre tenere presente due cose: da un lato i cortisonici possiedono indubbiamente un effetto anti-infiammatorio, ma dall’altro **esercitano anche un’azione inibente sul sistema immunitario**. Quindi, in caso di malattie causate da virus e non da batteri, il loro uso potrebbe essere controproducente: i virus causano poca infiammazione ma necessitano, per essere distrutti, di un sistema immunitario perfettamente efficiente e non minato dall’azione inibente del cortisone.

Come si vede, le occasioni di usare i cortisonici sono tante, al punto che nella prima metà del ‘900 veniva considerato una specie di **panacea universale** dotata di potere quasi taumaturgico. Adesso conosciamo meglio gli ormoni surrenalici e i loro moderni derivati chimici, e possiamo dire che i cortisonici sono prodotti utilissimi, a volte insostituibili, ma anche molto potenti e dotati di effetti collaterali talora gravi. Il loro uso deve quindi essere ponderato ed accorto, seguendo scrupolosamente la prescrizione del medico ed evitando in maniera assoluta la autoprescrizione. **Per i soggetti che praticano sport a livello agonistico l’uso degli steroidi è proibito**, per cui occorre riferire il loro uso alle autorità sportive in caso di assunzione anche “innocente” di un prodotto a base di cortisonici.

Per quanto riguarda le **vie di somministrazione**, queste sono sostanzialmente tre:

- orale (quella più usata, soprattutto con i cortisonici di ultima generazione, che sono facilmente assorbiti e non necessitano di dosi elevate); 
- parenterale (intramuscolare o endovenosa, riservata alle patologie più impegnative);
- locale (sia a livello cutaneo sia a livello mucoso).

Occorre a questo punto precisare un’ultima particolarità dell’uso dei cortisonici: dal momento che interferiscono con la funzione surrenalica, se vengono somministrati per un periodo di tempo superiore a 15 giorni, **inibiscono la secrezione spontanea del cortisolo da parte dei surreni**. In tal caso, al termine della terapia occorre sospendere la loro somministrazione gradualmente e non di colpo, per evitare che l’organismo si ritrovi con i surreni “bloccati” e non in grado di riprendere la funzionalità immediatamente. Questa sospensione scalare è comunque necessaria solamente dopo un periodo di uso di cortisonici di almeno 2 settimane: se vengono somministrati per pochi giorni (come accade nelle indicazioni più semplici e comuni) il surrene non rimane “bloccato” e la procedura non è necessaria, nonostante molti medici la attuino abitualmente.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
