# Cura e prevenzione del tumore al seno

> I controlli per la prevenzione del tumore al seno dovrebbero iniziare intorno ai 30 anni, con visita senologica ed ecografia annuali.

- **Autore:** Dr. Cesare Gentili (Specialista in Ginecologia e ostetricia e Oncologia)
- **Pubblicato:** 2021-11-29
- **Aggiornato:** 2023-09-28
- **Tag:** 555,356,569,56,277,281,240,593,317
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/cura-e-prevenzione-del-tumore-al-seno

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Il [tumore al seno](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/carcinoma-mammario-il-tumore-al-seno) è la neoplasia più diffusa ed è la prima causa di morte per tumore nella popolazione femminile. Studi statistici hanno rilevato che **una donna su 8 ammala di un carcinoma mammario**. Nel 2021 in Italia sono stati stimati circa 55.000 nuovi casi.

## Esami da fare per la diagnosi di tumore al seno

Le metodiche per una diagnosi corretta sono ormai entrate nell’uso quotidiano e risultano molto efficaci, anche in caso di lesioni piccole: 

- **esame clinico**: consiste nella ispezione e palpazione dei seni allo scopo di verificare la presenza di noduli, alterazioni o secrezioni del capezzolo e della pelle, edemi regionali.
- [**Mammografia**](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/esami/mammografia-come-si-esegue-e-quando-farla): è l'esame più importante per porre diagnosi poiché permette di verificare l'esistenza di noduli, microcalcificazioni, segni di infiltrazione e distorsione del tessuto. La mammografia consente di rilevare anche lesioni di pochi millimetri e, con i nuovi apparecchi, di prelevare un campione per la biopsia.
- **Ecografia**: è utile come integrazione dell'esame clinico e della mammografia, soprattutto nel caso di donne giovani con seni che risultano densi e, quindi, “opachi” alla mammografia.
- **Esame citologico con aspirazione tramite ago sottile**: conferma o esclude la diagnosi di tumore in presenza di esami strumentali dubbi.

## Come curare il tumore al seno?

**Il tumore può essere trattato con terapie locali**, che hanno lo scopo di rimuovere la parte malata, **e generali (terapie sistemiche)** che hanno lo scopo di prevenire le recidive e le metastasi o di rendere operabili masse tumorali in stadio avanzato.

Tra le terapie locali, **l'intervento chirurgico è il trattamento di elezione**. Se il tumore è piccolo, si asporta solo la parte malata. All’intervento segue, per evitare recidive locali, una radioterapia sulla mammella residua. Nel caso di tumori più grossi e o di seni piccoli, dove il risultato estetico potrebbe risultate non soddisfacente, si preferisce l’asportazione del seno seguita da una ricostruzione protesica. In questo caso non è necessaria la radioterapia complementare.
 La chirurgia ha un ruolo importante anche nella stadiazione della malattia, consentendo, attraverso l’asportazione dei linfonodi ascellari e l’analisi istologica dei primi linfonodi ascellari (linfonodo sentinella), di valutare l’estensione della malattia. In caso di presenza di cellule tumorali in tali linfonodi, è necessario procedere alla rimozione completa di tutti i linfonodi ascellari (linfadenectomia o “svuotamento ascellare”).

Per quanto riguarda le terapie sistemiche,**la terapia endocrina** è molto efficace per i tumori caratterizzati dalla presenza di recettori per ormoni steroidei (detti ormono-dipendenti) e mira a contrastare l'effetto degli estrogeni sulle cellule tumorali.
 La **chemioterapia**, efficace per i tumori non ormono-dipendenti, consiste nella somministrazione di un farmaco o di una combinazione di farmaci (detti antiblastici o citotossici) per alcuni giorni al mese (cicli) per circa 6 mesi. La chemioterapia a seconda del modo di somministrazione può essere effettuata in ospedale, dal proprio medico o anche a casa. I chemioterapici hanno la funzione di bloccare la crescita di cellule tumorali residue che, nonostante l'intervento chirurgico o l'eventuale radioterapia, possono essere ancora in circolo.

## Prevenzione del tumore del seno

**Prevenzione primaria**
 Poche sono le misure attuabili per evitare l’insorgenza del tumore al seno. Purtroppo, tra i molteplici fattori che condizionano l’insorgenza di un tumore alla mammella, solo pochi sono controllabili con le abitudini personali:

- **l’esercizio fisico**
- **il [controllo del peso](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/indice-di-massa-corporea-imc-come-si-misura-e-che-cosa-indica)**
- **una dieta povera di grassi animali e ricca di alimenti tipici della dieta mediterranea** (olio d’oliva, pesce azzurro, frutta, verdura, cereali)
- **assunzione moderata di alcol**.  

**Prevenzione secondaria o diagnosi precoce**
 In assenza di una autentica prevenzione primaria, si possono evitare i danni derivanti dalla malattia. Il modo più efficace è l’**adesione ad adeguati [programmi di screening](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/prevenzione-donna-gli-esami-da-fare-in-base-all-eta)** (controlli periodici) al fine di effettuare una diagnosi precoce. Scopo dello screening in assenza di segni di malattia è individuare un tumore quando è ancora molto piccolo, curabile con efficacia e con terapie poco invasive.

La diffusione su larga scala dei programmi di screening mammografico, a partire dalla seconda metà degli anni ’90, ha contribuito a determinare, in Italia, riduzione della mortalità e di mastectomia. Lo screening viene eseguito, ogni due anni, sulla popolazione femminile compresa tra i 50 ed i 69 anni; è ancora dubbia la reale utilità dello screening al di sotto e al di sopra dei due limiti di età.

Tuttavia, è consigliabile, e molte donne sempre di più lo richiedono, effettuare il cosiddetto screening spontaneo, ovvero **un programma di controlli personalizzato anche prima dei 50 anni**. Non esistono linee guida sulla età di inizio e sulla periodicità dei controlli che dovrebbero pertanto essere pianificati assieme al medico di fiducia.

**I controlli dovrebbero iniziare intorno ai 30 anni**, con visita senologica ed ecografia annuali, integrando dopo i 40 con mammografia ogni due/tre anni. L’[autoesame del seno](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/esami/autoesame-del-seno), sebbene da non considerarsi un vero strumento di diagnosi precoce, è tuttavia un importante strumento diagnostico. Infatti, solo la donna che ha imparato a conoscere il proprio seno è in grado di individuare piccolissimi cambiamenti da segnalare al proprio medico.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
