# Terapie contro il virus HIV

> Le terapie contro il virus HIV si basano sui farmaci antiretrovirali, che allungano la vita delle persone contagiate, riducendo significativamente i sintomi della malattia.

- **Pubblicato:** 2015-06-22
- **Aggiornato:** 2015-06-22
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/terapie-contro-il-virus-hiv

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## I progressi della Scienza

 Negli anni ’80, quando si è manifestata l'epidemia di HIV, le persone contagiate avevano un’**aspettativa di vita** tragicamente breve. Ma negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi avanti nella [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) dell'infezione da HIV, per merito di:

- Migliore comprensione della patogenesi dei danni prodotti dal [Virus](https://www.paginemediche.it/glossario/virus) HIV
- Capacità di determinare la carica virale nell’organismo
- Formulazione di nuovi farmaci con una potente attività anti-retrovirale
- Comprensione della necessità di utilizzare combinazioni di più farmaci contemporaneamente
- Comprensione della necessità di attaccare il virus con forza e prima possibile
  

## Le terapie

 I progressi della ricerca scientifica e l'introduzione di terapie che riducono la replicazione virale hanno nettamente migliorato la **qualità di vita** e prolungato la **sopravvivenza**delle persone sieropositive.

 Oggi sono disponibili numerosi **farmaci anti-retrovirali** approvati dalla **Food and Drug Administration**.
  
 Per il trattamento dell'infezione da [HIV](https://www.paginemediche.it/glossario/hiv-10303) la comunità scientifica propone le terapie **HAART**(Highly Active Anti-Retroviral Therapy: Terapia Anti-Retrovirale Altamente Attiva), costituite generalmente da combinazioni di più **farmaci antiretrovirali**, che permettono di ridurre la carica virale e migliorare la situazione immunitaria dell’organismo.
  
 Le terapie antiretrovirali devono essere assunte sia dai malati di AIDS sia dai soggetti sieropositivi. Questi trattamenti **non guariscono** l’infezione, nel senso che il virus resta nell’organismo **per tutta la vita**, ma:

- Diminuiscono notevolmente la quantità di virus presente nell’organismo
- Abbassano il rischio di contagiare altre persone
- Nei soggetti sieropositivi impediscono la conclamazione dell’AIDS
- Nei soggetti con AIDS già conclamato tengono sotto controllo segni e sintomi della malattia
- Prolungano notevolmente l’aspettativa di vita (**cronicizzazione**)
  

## Aderenza al trattamento

 Affinché il controllo dell’infezione sia davvero efficace, è necessario che la persona contagiata assuma le terapie prescritte **con regolarità e per tutta la vita**.

 Ma l’aderenza alla terapia si scontra con vari fattori:

- **Complessità**: gli schemi terapeutici richiedono l'assunzione di numerosi farmaci diversi, ciascuno preso a orari prestabiliti; il che può risultare complicato per il paziente.
- **Durata**: il paziente in trattamento con anti-retrovirali è un malato cronico che deve assumere costantemente e per sempre i farmaci, al fine di prolungare la sopravvivenza. 
- **Tossicità**: i farmaci anti-retrovirali possono provocare effetti collaterali anche pesanti, che talvolta obbligano alla sospensione del trattamento. 
  

## Resistenze ai farmaci

 L’adesione corretta e costante alle terapie prescritte è indispensabile non solo per tenere sotto controllo il virus HIV, ma anche per evitare che il virus sviluppi una **resistenza ai farmaci**.

 Se i farmaci vengono assunti in modo non corretto, infatti, oppure quando – in caso di tossicità – si sceglie di diminuire il dosaggio anziché sostituire il farmaco, si facilita la comparsa di resistenze alla terapia: il virus presente nell’organismo sviluppa varianti di se stesso, compresi **ceppi virali resistenti** ai farmaci antiretrovirali. 

 Il problema delle resistenze ai farmaci è il principale motivo di insuccesso di una terapia antiretrovirale. È importante, quindi, determinare in modo esatto a quali farmaci il virus presente nella singola persona è diventato resistente: per questo vengono effettuati appositi **test di resistenza**.
  

## Profilassi post-esposizione

 La profilassi post-esposizione (**PEP**o **PPE**) serve a **ridurre la probabilità** di diventare sieropositivi in seguito a un episodio a rischio. Prevede l’assunzione di farmaci antiretrovirali **entro 48 ore** dalla possibile esposizione al virus HIV e per i seguenti **28 giorni**. 

 La PPE è indicata particolarmente per gli operatori sanitari che sono stati esposti a fluidi biologici infetti, ma anche per coloro che hanno avuto un episodio a rischio di contagio, come chi ha subìto uno stupro o anche nel caso di rottura del profilattico con un partner infetto.
  
 L’opportunità di prescrivere la PPE viene valutata caso per caso dal medico sulla base di linee guida internazionali.
  

## Vaccini

 Da qualche anno sono in corso di studio diversi vaccini anti-HIV.
  
 Si stanno studiando sia **vaccini preventivi**, da somministrare a individui sani per prevenire il contagio, sia **vaccini terapeutici**, da somministrare a individui già infetti per potenziare la risposta immunitaria specifica e controllare l’evoluzione della malattia.
  
 Saranno necessari ancora anni di sperimentazione clinica per accertare che i vaccini siano **sicuri ed efficaci**, prima che vengano messi in commercio.

 **Fonti: **

- [http://www.salute.gov.it](http://www.salute.gov.it/portale/home.html)
- [http://www.who.int](http://www.who.int/en/)
- [http://www.niaid.nih.gov](http://www.niaid.nih.gov/Pages/default.aspx)
- [http://www.cdc.gov](http://www.cdc.gov/)
- [http://www.iss.it](http://www.iss.it/)

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