# Differenti tipi di vaccino

> Una volta identificato il responsabile di una determinata malattia infettiva, un microrganismo o una sua tossina, è possibile adottare diverse strategie per sviluppare un vaccino specifico.
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- **Pubblicato:** 2012-12-05
- **Aggiornato:** 2022-03-17
- **Tag:** 34,299,289,561,286,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/vaccini-differenti-tipi

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Una volta che sia stato identificato il **responsabile**di una determinata **malattia infettiva**, un **microrganismo**oppure una sua **tossina**, è possibile adottare diverse strategie per sviluppare un**[Vaccino](https://www.paginemediche.it/glossario/vaccino) specifico**. Le radici di queste strategie risalgono a **Jenner e Pasteur**, che hanno rispettivamente scoperto il **vaccino contro il vaiolo** e contro la **rabbia**.

Obiettivo di ogni vaccino è indurre una**risposta immunitaria** dell'organismo verso un componente specifico del [Microrganismo](https://www.paginemediche.it/glossario/microrganismo) (‘antigene’), attivando nello stesso tempo una ‘memoria immunitaria’ di questa prima risposta. È anche possibile riunire in uno stesso vaccino più antigeni, in modo da fornire una **protezione multipla** con un’unica somministrazione.

Esempi di [Vaccini](https://www.paginemediche.it/glossario/vaccini) ‘polivalenti’ sono il **DTP**, che protegge contro **difterite, tetano e pertosse**, e il **MoRuPar**, che protegge verso **morbillo, rosolia e parotite**.

I vaccini sono **classificati**in base alle**tecniche di preparazione**:

- **vaccini inattivati**, ottenuti a partire da microrganismi uccisi;
- **vaccini attenuati**, ottenuti da microrganismi vivi, ma resi incapaci di causare malattia;
- **vaccini sintetici**, ottenuti manipolando in laboratorio materiali prelevati dal microrganismo.

## Vaccini inattivati

Sono prodotti uccidendo il microrganismo responsabile della malattia con il calore o con altri metodi. Sono **vaccini sicuri** perché i microrganismi trattati in questo modo non possono ritornare alla **forma patogena**.

Sono anche stabili, tanto che non è di solito necessario **conservarli in frigorifero**: per questo motivo, sono vaccini particolarmente adatti per l’utilizzo nel**terzo mondo**.

Hanno però uno **svantaggio**: la maggior parte dei vaccini inattivati induce una **protezione immunitaria**relativamente debole, che richiede la somministrazione di diversi richiami. Sono esempi di vaccini inattivati quello **antinfluenzale**e il vaccino **contro l'Epatite A**.

## Vaccini vivi attenuati

Per preparare un vaccino vivo attenuato, il **microrganismo**in causa è ‘coltivato’ in laboratorio in condizioni particolari per fare in modo che esso, da una parte perda la sua capacità di provocare malattia, dall’altra conservi la cosiddetta ‘capacità immunogenica’ d’indurre una **risposta immunitaria**nel soggetto vaccinato.

Questi vaccini richiedono di solito speciali accorgimenti di conservazione, ma hanno il vantaggio di determinare una buona risposta immunitaria con un'**unica somministrazione** o al massimo con un solo richiamo. Con l'eccezione del vaccino **antipoliomielitico**, assunto per via orale, generalmente i vaccini vivi attenuati sono somministrati per iniezione: per esempio quelli per la [**febbre gialla**](https://www.paginemediche.it/benessere/viaggi-e-vacanze/febbre-gialla-quando-vaccinarsi), il **morbillo**, la **rosolia**e la **parotite**.

Poiché esiste la possibilità, anche se rara, che la forma attenuata del microrganismo possa riconvertirsi nella **forma** patogena e provocare malattia, i vaccini vivi attenuati non andrebbero mai somministrati a individui con deficit del sistema immunitario: per esempio i pazienti che assumono **farmaci immunosoppressori** oppure le **persone****sieropositive**per infezione da **HIV**.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
