# Allarme zecche a Belluno: 7 ricoveri in ospedale per encefalite

> In poco più di 20 anni si sono registrati circa 200 casi, un numero che riflette la necessità di sensibilizzare non solo le persone, ma anche il mondo medico.

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-07-01
- **Aggiornato:** 2016-07-01
- **Tag:** 34,299,51,574,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/allarme-zecche-a-belluno-7-ricoveri-in-ospedale-per-encefalite

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Roma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - Allarme **zecche**in provincia di Belluno. Sono arrivati a sette i ricoverati all'ospedale San Martino della città veneta per Tbe, la meningoencefalite da morso di zecca. Dal 1994 a oggi sono stati segnalati in quest'area 194 casi, ovvero poco meno della metà di quelli registrati sull'intero territorio nazionale. La malattia, che nel 70% dei casi si manifesta proprio con [Meningite](https://www.paginemediche.it/glossario/meningite) o meningoencefalite, può anche avere esiti molto gravi e permanenti, sino alla paralisi, spiega in una nota la Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit).

 "Non abbiamo mai avuto decessi, nonostante i quasi 200 casi registrati dal 1994 ad oggi. Ma in realtà la mortalità può arrivare sino al 2%", sottolinea Ermenegildo Francavilla, direttore Unità operativa di Malattie infettive dell' ospedale di Belluno e componente Simit.
 "Questa malattia - continua l'esperto - esiste e non va sottovalutata. Ma si può prevenire con il **vaccino**. Occorre sensibilizzare non soltanto le persone, ma anche il mondo medico, che a volte è incapace di riconoscere queste patologie in quanto ritenute improbabili. Anche il morso potrebbe non essere avvertito: più della metà dei malati ha scoperto di potersi essere infettato soltanto dopo analisi approfondite".

 La meningoencefalite da zecche, o meningoencefalite primaverile-estiva, è una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale, causata da un arborvirus appartenente al genere Flavivirus. L'[Encefalite](https://www.paginemediche.it/glossario/encefalite) da morso di zecca è stata identificata per la prima volta in Italia nel 1994, proprio in provincia di Belluno. Le zecche, e in particolar modo Ixodes ricinus e Ixodes persulcatus, sono sia 'vettori' che 'serbatoi'. Anche le zecche del genere Dermacentor (zecca del cane) ed Haemaphysalis possono trasmettere l'infezione.

 "Attualmente è soprattutto il Nord Est italiano ad essere interessato", precisa Francavilla. "I primi casi furono descritti in Toscana nel 1975, successivamente nel 1992 in Trentino e infine nella provincia di Belluno nel 1994. Altri focolai sono stati descritti in Friuli e nel 2003 nella provincia di Treviso. Questa patologia potrebbe però essere presente anche in altre aree geografiche, soprattutto quelle montane: è quindi opportuno che i medici di base e il personale sanitario tutto tengano conto di questa possibilità".
 Nel 70-90% dei casi la malattia decorre in maniera asintomatica. Nei casi sintomatici il **tempo di incubazione**è variabile: dopo un primo episodio simil-influenzale si ha un periodo di relativo benessere della durata di 7-10 giorni, cui segue la malattia vera e propria. Il morso della zecca spesso non viene avvertito perché nella saliva dell'animale è contenuta una sostanza che ha un effetto [Anestetico](https://www.paginemediche.it/glossario/anestetico) nelle ghiandole salivari. È opportuno che chi si rende conto di essere stato morso da una zecca prenda contatto con un medico. "È indispensabile informarsi e informare sui viaggi fatti nel mese precedente la comparsa dei sintomi, così che il medico abbia tutti gli strumenti per diagnosticare la patologia", conclude Francavilla.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
