# Chirurgia rara: l'eroe col bisturi da Genova a Oslo

> Carlo Gandolfo, il mio sogno è curare rara condizione senza chirurgia, sono convinto sia possibile

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-03-04
- **Aggiornato:** 2016-03-07
- **Tag:** 13,307,60,563,255,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/chirurgia-l-eroe-col-bisturi-da-genova-a-oslo-pensavo-a-uno-scherzo

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Roma, 4 mar. (AdnKronos Salute) - Un giovane chirurgo appassionato di sport e medicina di nicchia, che si è visto arrivare via mail la richiesta di andare in Norvegia per **curare un neonato con una rara malformazione congenita del cervello**. "All'inizio pensavo a uno scherzo, ma poi ho controllato le firme: era tutto vero", racconta all'AdnKronos Salute **Carlo Gandolfo**, **neuroradiologo interventista**dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova, 42 anni, **responsabile del Team interventistico endovascolare**dell'ospedale pediatrico ligure, **che in febbraio ha operato con successo a Oslo due bambini affetti da questa rara patologia.**

 **La dilatazione aneurismatica dell'ampolla di Galeno**, questo il nome della malattia, "è costituita da una matassa di arterie - spiega Gandolfo, in una video intervista in onda prossimamente su 'Doctor's Life', canale 440 di Sky - che convergono all'interno di una vena. Sia le arterie sia la [Vena](https://www.paginemediche.it/glossario/vena) si trovano al centro esatto dell'encefalo di un neonato. La si può immaginare come una grossa medusa, con una testa e i tentacoli. Il sottotipo più diffuso è quello neonatale, e la [Chirurgia](https://www.paginemediche.it/glossario/chirurgia) ha una chance di successo intorno al 20-50%, dunque molto basso".

 Si tratta di "chirurgia rara", sottolinea. Un tipo di intervento su cui a Genova c'è una grande esperienza. "Insieme alla mia équipe del Gaslini ho eseguito circa 28-30 trattamenti di questa rata patologia, mentre all'estero oltre ai due casi ad Oslo ho operato alcuni bimbi anche a Parigi, Londra e Barcellona. Nel tempo al Gaslini si è creato un gruppo di professionisti dedicati a questa patologia. Non sono certo io l'artefice del successo del nostro centro - si schermisce Gandolfo - ma hanno tutti contribuito: rianimatori, neuroradiologi, neurochirurghi".

 Un'esperienza di cui i colleghi norvegesi sono venuti a conoscenza. Così hanno scritto a Genova e si è deciso per l'intervento. "Ricordo benissimo la sensazione nel momento in cui ho messo piede nella loro sala operatoria - racconta il chirurgo - Non conoscevo la stanza, i macchinari, il personale. Lì era pieno di gente incuriosita, anche dal fatto di un italiano che era nella loro sala a operare un loro bambino. La sensazione che ho provato? Era quella di dire: ma chi me l'ha fatto fare. Me ne volevo tornare a casa, tra le mie mura. Ma oramai eravamo lì e bisognava continuare. Poi però,**nonostante queste preoccupazioni iniziali", i piccoli pazienti sono andati "molto bene**e di questo sono davvero molto felice".

 Ma perché concentrarsi su questa [Patologia](https://www.paginemediche.it/glossario/patologia) così rara? "Per indole personale: mi sono sempre voluto dedicare a cose di nicchia, sia nello sport che in altri ambiti - dice Gandolfo - E questa è una specialità chirurgica orfana e davvero di nicchia, su una patologia rara: ai congressi siamo sempre quattro gatti a parlarne. La centralità del Gaslini ha determinato un passaparola che ha fatto sì che mi chiamassero da Oslo". Cosa dire a un giovane collega che vuole scegliere questa strada? "Gli suggerirei di pensarci bene, poi di studiare tanto, soprattutto anatomia e fisiopatologia. Quindi di frequentare all'estero per diversi anni, come ho fatto io".

 **Il medico che libera il cervello dei bimbi dalla 'medusa' sogna di sconfiggere questa patologia senza bisturi.** "La sfida che mi piacerebbe vincere e su cui sto lavorando - confida - è determinare la cura della patologia senza passare attraverso la chirurgia. Sono convinto che si possa curare farmacologicamente, vedremo cosa accadrà nei prossimi anni. Ma mi piacerebbe anche - conclude - sensibilizzare il pubblico e la politica sulle patologie rare e determinare una spinta a centralizzare in poche strutture queste patologie, per aumentare le conoscenze di tutte queste malattie rare, in particolare di quella che mi riguarda".

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
