# Contro la meningite è necessaria una profilassi efficace e sicura

> La profilassi avviata entro le 48 ore dal contatto è efficace e sicura. Tuttavia quanto più precoce è il trattamento, tanto maggiori sono le probabilità che abbia successo.

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-08-02
- **Aggiornato:** 2016-08-03
- **Tag:** 51,34,60,299,255,277,286,574,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/contro-la-meningite-e-necessaria-una-profilassi-efficace-e-sicura

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Roma, 2 ago. (AdnKronos Salute) - Contro la **meningite**la [Profilassi](https://www.paginemediche.it/glossario/profilassi) d’emergenza efficace e sicura. Lo assicura Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, a poche ore dalla morte della ragazza italiana che aveva partecipato alla Giornata mondiale della gioventù a Cracovia.
 "In caso di stretto contatto con un soggetto affetto da [Meningite](https://www.paginemediche.it/glossario/meningite) è possibile proteggersi con una **profilassi d’emergenza**, ovvero con una [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) antibiotica specifica per il tipo di germe responsabile, su prescrizione dell’autorità sanitaria", sottolinea Villani. "La profilassi avviata entro le 48 ore dal contatto è efficace e sicura. Tuttavia quanto più precoce è il trattamento, tanto maggiori sono le probabilità che abbia successo e che la malattia guarisca senza esiti. Purtroppo le meningiti sono malattie molto gravi e anche quando la diagnosi viene fatta tempestivamente, e la terapia antibiotica praticata subito e in maniera adeguata, la possibilità di guarire completamente è inferiore al 50%".

 Esistono **forme batteriche e virali** dell'infezione, entrambe possono essere mortali. Il **contagio**avviene per via aerea, ma occorre un contatto molto ravvicinato. Nella prima fase della malattia, ovvero nelle prime 7-10 ore, i sintomi sono quelli di una normale influenza. Dopo 10 ore le manifestazioni cominciano a caratterizzarsi: mal di testa molto intenso, rigidità del collo e febbre elevata. Nell’ultima fase, tra le 20 e le 36 ore, si presentano i sintomi gravi e tipici della meningite: perdita di conoscenza, convulsioni, macchie sul corpo.

 "La meningite è una malattia difficile da riconoscere nelle fasi iniziali. La diagnosi viene fatta in genere quando si manifestano i sintomi più tipici e spesso, purtroppo, è già troppo tardi", aggiunge l'esperto.
 Le categorie più a rischio sono i **bambini**nella primissima infanzia e i giovani dai 15-18 anni ai 24-25 anni. "Queste ultime sono epoche della vita in cui sono frequenti le occasioni di convivialità, in cui si sta insieme, magari si beve dallo stesso bicchiere o si mangia con le stesse posate e le situazioni di socializzazione favoriscono il contagio", prosegue Villani.
 In Italia si registrano circa 1.000 nuovi casi ogni anno e 1 persona su 10, tra chi si ammala, muore. Tre su 10 riportano esiti gravi e permanenti. Malgrado i progressi della medicina nella rianimazione e nell'assistenza al paziente, la mortalità non è diminuita e circa il 10% delle persone ammalate perde la vita. Il 50-60% guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze anche molto gravi (15 bambini su 100 hanno complicanze così gravi da richiedere protesi acustiche o degli arti, cicatrici invalidanti, seri problemi alla vista, deficit neuro-motori) con un costo umano, sociale e sanitario altissimo.

 L'unica arma per difendersi, per proteggere soprattutto i bambini e chi è più vulnerabile all'aggressione dei batteri, è la **vaccinazione**. Oggi sono disponibili vaccini specifici per la meningite da Haemophilus influenzae di tipo B e per le forme - le più frequenti - causate dallo pneumococco e dai ceppi principali (A, B, C, Y, W 135) del meningococco. Sebbene sia importante seguire l’apposito calendario, è possibile vaccinarsi contro la meningite a qualsiasi età.

 "Vaccinarsi è fondamentale - conclude Villani - In mancanza di vaccinazione, infatti, il batterio responsabile della malattia circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore. Chi non si vaccina non danneggia solo se stesso, ma mette a repentaglio anche gli altri. Attualmente accade anche che siano giovani adulti che non hanno effettuato i richiami vaccinali, o anziani non vaccinati, a contagiare bambini e neonati".

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
