# Cura e prevenzione dell'ictus cerebrale: qual è la situazione in Europa?

> Aumenta il numero delle persone con disabilità causate da ictus. Un dato che rende necessaria l'azione dei Paesi europei per un migliore percorso di cura.

- **Autore:** Massimo Canorro  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2017-05-12
- **Aggiornato:** 2018-03-19
- **Tag:** 28,31,574,51,277,356,555,589,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/cura-e-prevenzione-dell-ictus-cerebrale-qual-e-la-situazione-in-europa

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Da manifestazione acuta a malattia cronica. Così, “a**nche se in Europa il tasso di mortalità legato alla malattia è diminuito nel corso degli ultimi vent’anni, l’[ictus cerebrale](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/ictus-cerebrale) rimane una catastrofe umanitaria** che si verifica sotto i nostri occhi, perché più persone sopravvivono all’ictus e sono sempre più le persone che rimangono con gravi disabilità”. Parole di Jon Barrick, presidente di *Stroke Alliance for Europe*, organizzazione che riunisce 30 associazioni di pazienti di Paesi europei, che insieme a Valeria Caso, presidente della *European Stroke Organization*, ha presentato davanti a decine di membri del Parlamento europeo l’atteso **report sull’iter dell’ictus in Europa**, illustrando le principali conclusioni dello studio ***“Burden of Stroke”*** condotto dal *King’s College* su 35 Paesi europei in contemporanea.

## L’ictus in Europa

I dati indicano che **tra il 2015 e il 2035 si registrerà, in totale, un incremento del 34% nel numero complessivo degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Ue**, dai 613.148 casi nel 2015 agli 819.771 nel 2035. In merito al numero delle persone colpite da [Ictus](https://www.paginemediche.it/glossario/ictus) come condizione cronica, le stime mostrano che passerà da 3.718.785 nel 2015 a 4.631.050 nel 2035 (un incremento del 25% pari circa a 1 milione di persone nel vecchio continente).
 Il costo complessivo dell’ictus in Europa è stimato nel 2015 in 45 miliardi di euro ed è destinato ad aumentare, includendo i costi derivanti dall’assistenza sanitaria e i costi indiretti a carico delle famiglie e delle società.

Riprende Barrick: “Il peso economico e sociale complessivo dell’ictus aumenterà drammaticamente nei prossimi vent’anni a causa dell’invecchiamento della popolazione. **Gli organi decisionali in Europa devono individuare il modo migliore per combattere l’ictus cerebrale e rendere più facile la vita per coloro che sopravvivono all’ictus** e alle loro famiglie”.

E in Italia? Dati recenti indicano che negli ultimi vent’anni l’incidenza di primi episodi di ictus si è ridotta del 29%; sono 930.000 coloro che riportano effetti invalidanti provocati da questa [Patologia](https://www.paginemediche.it/glossario/patologia) e 120.000 i nuovi casi registrati ogni anno.

## Un registro nazionale per il controllo dell'ictus cerebrale

Il confronto a livello europeo sull’ictus e sull’assistenza sono basilari per aiutare ciascun paese a mettere in campo **strategie di prevenzione efficaci** per questa patologia, fornendo un’assistenza adeguata e supportando chi viene colpito da ictus. *Stroke Alliance for Europe* – di cui fa parte anche “A.L.I.Ce. Italia Onlus” (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale) – invita ogni paese a istituire un registro nazionale per l’ictus per mantenere un adeguato controllo sulla patologia.**Il registro permetterebbe di monitorare le risorse e le prestazioni erogate nel corso dell’intero iter di cura, così come la condivisone dei risultati consentirebbe**, ad ogni paese,**di apprendere dagli altri**, rinforzando e velocizzando il processo di miglioramento dei modelli di cura per l’ictus adottati dalle singole realtà.

È fondamentale che ogni Paese membro della Comunità Europea abbia una strategia per l’ictus a livello nazionale, supportata dal governo, e che comprenda l’intero percorso di cura dell’ictus, ovvero: diffusione della conoscenza tra la popolazione della prevenzione, diagnosi e trattamento; modelli di rete; riabilitazione specialistica per trattamenti a lungo termine; integrazione sociale e adesione alla vita comune.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
