# Dalla realtà virtuale una nuova terapia contro la depressione

> Vestire i panni di un avatar offre benefici interessanti nel trattamento della depressione

- **Autore:** Health & News 
- **Pubblicato:** 2016-02-18
- **Aggiornato:** 2020-03-02
- **Tag:** 542,575,61,62,547,593,426,555,569
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/dalla-realta-virtuale-una-nuova-terapia-contro-la-depressione

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La psicoterapia è indubbiamente una delle armi più efficaci per trattare la depressione, ma **grazie alla realtà virtuale è possibile studiare nuove forme di [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) che sono molto promettenti.** Come riportato dalla [BBC](http://www.bbc.co.uk/news/uk-35558447), un piccolo studio condotto presso ICREA, Università di Barcellona, su iniziativa dei ricercatori dell'University College di Londra, ha scoperto che **mettersi nei panni di un avatar che rappresenta il proprio alter-ego può aiutare i pazienti ad alleviare i sintomi della depressione.**

Come funziona questa seduta di psicoterapia virtuale? Il paziente si siede e indossa un elmetto che permette di vestire i panni di un avatar che si muove e agisce proprio come lui (utilizzando la tecnica dell' “embodiment” che produce movimenti speculari del corpo). Nella stanza virtuale appare un bambino che piange e a quel punto il paziente deve rivolgergli domande per capire il suo stato d'animo, confortarlo, invitarlo a ricordare momenti felici o ripensare a persone care. Dopo qualche minuto le parti si invertono, il paziente impersonifica il bambino triste che viene consolato da una persona adulta e simile in tutto e per tutto a se stesso. Il nodo della terapia, messa a punto da Chris Brewn, è proprio questo: **arrivare a trovare consolazione in se stessi.**

La tecnica è stata testata con risultati incoraggianti su 15 pazienti, 10 donne e 5 uomini di età compresa tra 23 e 61 anni che erano in cura per depressione. Tutti i pazienti hanno partecipato a tre sedute della durata di 45 minuti e alla fine dell'esperimento soltanto due persone hanno riferito di non aver tratto alcun beneficio. Quattro hanno goduto di una riduzione clinicamente significativa dell'intensità dei sintomi depressivi e gli altri hanno notato un miglioramento perdurato fino a un mese dopo la terapia.
 Naturalmente, si tratta di un campione di pazienti ancora troppo piccolo per poter cantare vittoria, ma indubbiamente i risultati di questa piccola sperimentazione pongono le basi per trial futuri più ampi.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
