# #endFGM, la campagna social contro le mutilazioni femminili

> Ogni anno 3 milioni di bambine sono costrette a subire mutilazioni genitali. Queste pratiche hanno un grave impatto sulla salute fisica e psicologica.

- **Autore:** Mara Pitari  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2018-02-01
- **Aggiornato:** 2019-02-01
- **Tag:** 263,27,281,582,605,255,569,555,547
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/endfgm-la-campagna-social-contro-le-mutilazioni-femminili

---

Ogni anno **3 milioni di bambine sono costrette a subire mutilazioni genitali**. Per questo, la **Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf)**, che si celebra anche quest’anno il 6 febbraio, è tra le più sentite: per sradicare questa brutale violenza, bisogna lavorare ancora moltissimo sul piano culturale.

Da qui le campagne e le iniziative che ogni anno vengono realizzate per la difesa dei diritti delle bambine e delle donne. Un fenomeno che viola i diritti umani e che purtroppo coinvolge ancora **più di 200 milioni di donne** in 30 Paesi del mondo. A parte Yemen, Iraq e Indonesia, si trovano tutti in Africa. Queste pratiche, di cui esistono diverse tipologie e che vengono fatte a età diverse a seconda delle comunità e dei paesi, hanno un **impatto grave sulla salute fisica** (emorragie, problemi urinari come l'[incontinenza](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/incontinenza-urinaria-sintomi-e-terapia), infezioni vaginali) e psicologica delle donne ([depressione](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/depressione-maggiore), problemi relazionali, [ansia](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/disturbo-d-ansia-generalizzato-che-cos-e-e-come-riconoscerlo) e simili)

## Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: le iniziative sui social

Tra queste c’è la **campagna avviata da ActionAid** che nel 2018 adotta nuovamente l’immagine del soffione, espressione del desiderio di libertà. I testimonial di quest’anno sono i volti noti di Matteo Caccia, Cristina Bowerman, Michela Andreozzi, Lella Costa, Stefania Rocca, Amanda Sandrelli, Marco Di Costanzo e Andrea Lucchetta. Si può aderire alla campagna sui social attraverso l’**hashtag #endFGM** e condividendo il post con il soffione che sarà pubblicato martedì 6 febbraio sul profilo Facebook di ActionAid Italia.

«Vogliamo sensibilizzare e mobilitare il maggior numero di persone possibile, perché in futuro – spiega ActionAid - nessuna bambina subisca ancora questa pratica violenta e pericolosa».

Per saperne di più, l’associazione rimanda al reportage del [progetto Uncut](http://www.zona.org/it/progetti/uncut/), proiettato a Milano per l’edizione 2017 della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili e tra i vincitori del premio Anello debole al festival di Capodarco, dedicato al sociale. Anche l’**Aidos**, l’Associazione italiana donne per lo sviluppo, lancia online i risultati del **progetto avviato con Unfpa e Unicef in Burkina Faso e Uganda**: su sito e social disponibili i video prodotti all'interno di workshop a tema.

## Le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili

**«Tolleranza zero» è  il grido di allarme di Unicef** che nel 2017 ha dichiarato: «Le mutilazioni genitali femminili danneggiano in modo permanente i corpi delle ragazze, infliggendo**un dolore lancinante**; causano **gravi traumi emotivi** che possono durate per tutta la vita; aumentano il rischio di complicazioni potenzialmente mortali durante la [gravidanza](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/diagnosi-condotta-alimentazione-tutto-quello-da-sapere-sulla-gravidanza), il lavoro e il parto, mettendo a repentaglio la vita della madre e del bambino; negano alle ragazze la loro autonomia e **violano i loro diritti umani**. E nonostante tutti i progressi fatti per abolire questa violenta pratica, milioni di ragazze – molte delle quali sotto i 15 anni – saranno costrette a subire questa pratica quest’anno».

## Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: i numeri del fenomeno

**Quarantaquattro milioni di ragazze subiscono la mutilazione genitale prima dei 15 anni**, in molti paesi viene effettuata prima dei cinque anni di età. Da oltre quarant’anni le donne africane combattono per riappropriarsi del loro corpo e della loro femminilità, anche se per molte la mutilazione è una pratica così radicata da non riuscire a concepire la possibilità di abolirla. Il primo passo è ancora oggi quello più difficile da fare: **ammettere di essere vittime**. Intanto, rivela l’Unicef, **Somalia (98%), Guinea (97%) e Djibouti (93%) sono i Paesi con l’incidenza più alta di mutilazioni genitali** subite dalle bambine e dalle ragazze.

Pur essendo concentrate in Africa, le mutilazioni genitali sono praticate anche in alcune comunità dell’Asia, dell’America Latina e degli Stati arabi. Con la globalizzazione, anche le ragazze che vivono in comunità di emigrati sparse per il mondo sono a rischio.

## Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: 57mila le vittime in Italia

Neppure l’**Italia** è esente dal fenomeno. Un vero e proprio database non esiste, sebbene sia stato chiesto al Parlamento di adoperarsi. **La legge n.7 del 9 gennaio 2006 punisce con il carcere dai 3 ai 12 anni chi pratica la barbarie della mutilazione**, ma prevede anche lo stanziamento di 5 milioni di euro l’anno per le indagini sulla diffusione della violenza e per campagne informative.

«Dal 2006 – però – sono stati stanziati soltanto 6,5 milioni e con la spending review , i finanziamenti sono scomparsi», dice la giornalista Emanuela Zuccalà, autrice del documentario Uncut. Intanto, secondo uno studio condotto nell’ambito del progetto europeo Daphne Mgf e coordinato dall’Università degli Studi di Milano Bicocca, **nel nostro Paese «il numero di donne straniere maggiorenni con mutilazioni genitali femminili si attesterebbe tra le 46mila e le 57mila unità**».

Qui si inserisce il progetto After, finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea dedicato all’empowerment delle donne in 5 stati membri: oltre Italia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda.

---

*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
