# Epatite C, 270.000 casi tra chi non si cura e chi non sa di averla

> Milano, 6 nov. (Adnkronos Salute) - "In Italia si stimano circa 200 mila persone con Hcv ancora da trattare, a cui vanno sommati almeno altri 70 mila

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2019-11-06
- **Aggiornato:** 2019-11-06
- **Tag:** 648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/epatite-c-270-000-casi-tra-chi-non-si-cura-e-chi-non-sa-di-averla

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Milano, 6 nov. (Adnkronos Salute) - "In Italia si stimano circa 200 mila persone con Hcv ancora da trattare, a cui vanno sommati almeno altri 70 mila casi che probabilmente non sanno ancora di aver contratto il virus". Così Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana malattie infettive e tropicali, ha illustrato i numeri sulla diffusione del virus dell'epatite C in occasione della premiazione del contest 'Giovani video-maker per una nuova visione: storie per vincere l’epatite C. Insieme l’eliminazione è possibile', iniziativa promossa da Gilead per favorire la corretta informazione e la prevenzione sull’epatite C.
"C'è un sommerso enorme - ha aggiunto Andreoni - e nonostante questo non sono state prese fino ad oggi iniziative significative per farlo emergere. Ci troviamo così in una situazione paradossale: quella di avere una terapia che funziona e di non fare nulla affinché le persone che ne possono beneficiare siano messe nella condizione di saperlo".
L'epatite C è una malattia subdola che può rimanere asintomatica per molti anni prima di manifestarsi. Dopo 20-30 anni di infezione, però, il 20% dei pazienti sviluppa cirrosi epatica e fino al 5% tumori. I farmaci antivirali ad azione diretta di seconda generazione (DAAs) – nello specifico gli inibitori delle polimerasi e gli inibitori delle protesi virali, disponibili in Italia dal 2014 – hanno rivoluzionato la storia di questa malattia, rendendo possibile eliminare l’infezione in pochi mesi nella quasi totalità dei casi (oltre il 95%).
"Occorrono massicce campagne di informazione per tutti i cittadini e di formazione per i medici di famiglia - ha concluso Andreoni - soprattutto per rendere capillare la diffusione del test, che deve essere gratuito e fruibile anche per chi vive nelle zone più remote del Paese".

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
