# Esiste un'interazione tra batteri intestinali e sistema nervoso centrale

> Cureremo malattie grazie a batteri intestinali che agiscono sul sistema nervoso? Gli scienziati si interrogano sull'argomento.

- **Pubblicato:** 2015-02-05
- **Aggiornato:** 2016-07-30
- **Tag:** 51,574
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/esiste-un-interazione-tra-batteri-intestinali-e-sistema-nervoso-centrale

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È apparsa di recente sul *Journal of Medicinal Food* - ad opera di un gruppo di scienziati della Foundation for Integrated Medicine di New York - una summa di tutte le ultime ricerche sulla relazione tra composizione della [**flora batterica intestinale**](https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/intestino-il-nostro-secondo-cervello) e sistema nervoso centrale nell’uomo.

Vediamone i punti salienti:

- Il **microbioma** di un uomo adulto contiene di norma **5 diversi gruppi di batteri** e quelli maggiormente rappresentati sono Firmicutes e Bacteroidetes, mentre Actinobacteria, Proteobacteria e Verrucomicrobia sono solo il 2% del totale;
- Una **dieta ricca di proteine** animali favorisce la crescita dei Bacteroides; in chi segue una [**dieta vegetariana**](https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/dieta-vegetariana-e-vegana-pro-e-contro) o una ricca in monosaccaridi hanno la meglio, invece, i Prevotella; mentre un elevato consumo di oligosaccaridi favorisce la crescita dei Bifidobacteria, il ceppo più rappresentato nell’intestino dei neonati allattati al seno;
- I [Batteri](https://www.paginemediche.it/glossario/batteri) che popolano il nostro intestino sono centinaia di miliardi e contengono circa 4 milioni di geni batterici diversi, la maggior parte dei quali codifica enzimi e proteine strutturali che agiscono sul funzionamento del nostro [Sistema immunitario](https://www.paginemediche.it/glossario/sistema-immunitario) e sulla regolazione del metabolismo;
- Il microbioma intestinale, però, può influenzare anche la salute del cervello. Alcune componenti della struttura dei batteri - come i lipopolisaccaridi - esercitano continuamente una blanda stimolazione sul sistema immunitario e quando questa stimolazione diventa eccessiva si può verificare una crescita incontrollata di batteri nell’intestino tenue o un’aumentata permeabilità intestinale che a loro volta determinano un’infiammazione sistemica o a livello del sistema nervoso centrale;
- Alcune proteine batteriche possono dare reazioni con alcuni **antigeni** umani e questo può condurre a **malattie autoimmuni**;
- Ci sono enzimi batterici in grado di determinare la produzione di metaboliti neurotossici, come ammoniaca e acido D-lattico; ma anche alcuni metaboliti '*buoni*' - come gli acidi grassi a catena corta (SCFA) - possono esercitare un’azione neurotossica. Gli SCFA, infatti, possono inibire l’infiammazione, ma anche avere un ruolo nella patogenesi dei disordini dello [**spettro autistico**](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/autismo-che-cos-e-e-quali-sono-i-sintomi) (ASD);
- Per quel che riguarda ormoni e neurotrasmettitori, è noto che alcuni batteri intestinali sono in grado di produrne delle '*copie*' identiche e i batteri inoltre possiedono dei recettori specifici per questi ormoni che, se stimolati, possono influenzare la crescita e la virulenza dei batteri stessi;
- Batteri intestinali infine sono in grado di stimolare direttamente i neuroni del sistema nervoso enterico e inviare così segnali al cervello, attraverso il nervo vago;
- Attraverso tutte queste vie i batteri intestinali riescono quindi ad interagire con il funzionamento del sistema nervoso centrale, fino a modificare il nostro sonno e ad influenzare la reattività allo stress dell’asse ipotalamo-ipofisi-surreni. I batteri intestinali possono arrivare ad influenzare la memoria, ma anche il nostro umore e le **funzioni cognitive**.

Alla luce di tutto ciò è chiaro allora perché una delle nuove frontiere della ricerca sia cercare di alterare la composizione del microbioma così da correggere o trattare alcune condizioni patologiche. Ci si sta provando attraverso modifiche della dieta o mediante la somministrazione di prebiotici o di **probiotici**.

 **Per approfondire guarda anche: “Probiotici e lattanti“**  

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
