# Estate: 1 italiano su 5 è a rischio scottatura

> I dati raccolti dal Centro medico Santagostino di Milano sulle abitudini degli italiani in estate in tema di protezione della pelle.

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-07-06
- **Aggiornato:** 2016-07-07
- **Tag:** 17,262,584,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/estate-1-italiano-su-5-e-a-rischio-scottatura

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Milano, 6 lug. (AdnKronos Salute) - Vizi e virtù degli italiani sotto il sole: quasi tutti utilizzano una crema protettiva, ma uno su 5 usa uno schermo troppo basso rischiando scottature; quasi uno su 4 smette di spalmarsela dopo i primi giorni o la prima settimana di vacanza; oltre uno su 10 non rispetta la raccomandazione di evitare l'esposizione nelle ore più calde della giornata; più di uno su 8 si limita a un'unica applicazione all'inizio del bagno di sole; oltre la metà mette mano al tubetto troppo tardi, quando già si trova in spiaggia, e in troppi non usano cappello e occhiali scuri. Risultato: più di 2 connazionali su 5 riportano eritemi e sfoghi da raggio selvaggio. Questa, in sintesi, la fotografia scattata dal **Centro medico Santagostino di Milano**, attraverso un questionario al quale hanno risposto 266 persone (82% donne, 18% uomini), con una distribuzione abbastanza uniforme tra fasce d'età.

 Ecco quindi i numeri della tintarella all'italiana. Il 96,2% dei connazionali quando si espone al sole usa una crema solare, il 39,8% con un grado di protezione compreso tra 15 e 30, il 34,2% tra 30 e 50, il 13,5% tra 6 e 15, il 7,9% pari a 50 o oltre, il 4,5% inferiore a 6.
 "Circa un quinto degli intervistati utilizza una **protezione**che, a prescindere dal fototipo, risulta **troppo bassa** - calcola Salvatore Infusino, dermatologo del Centro Santagostino - Una protezione inferiore a 15-20, infatti, soprattutto nei fototipi chiari può essere inadeguata". Il 51% del campione usa lo stesso fattore di protezione per viso e corpo, l'altra metà distingue.
 E ancora: il 75% dice di utilizzare la protezione per tutta la vacanza, il 12,4% per la prima settimana e il 10,9% solo per i primi giorni. Oltre il 23%, quindi, abbandona lo scudo solare prima del tempo. Invece "la protezione dev'essere usata sempre, anche quando la pelle è già abbronzata", ammonisce l'esperto.

 Dall'indagine emerge poi che il 27,2% del campione applica la crema solare ogni 2 ore, il 23,3% ogni 3, il 10,8% ogni ora, il 19% con una frequenza superiore alle 3 ore, il 12,3% all'inizio della giornata di sole e basta. "La maggior parte degli intervistati applica la protezione con i giusti intervalli di tempo", commenta Infusino, ricordando che "la frequenza di applicazione dipende anche dal tipo di veicolo utilizzato: la crema dura di più, spray e latti hanno una minore durata protettiva soprattutto se si suda o se si fa il bagno".

 Il 58,6% degli intervistati applica la crema subito prima di mettersi al sole per l'abbronzatura, mentre solo il 39,5% fa passare 20-30 minuti tra l'applicazione e l'esposizione al sole. "In realtà - precisa il dermatologo - perché abbia effetto, la protezione deve essere applicata almeno mezz'ora prima dell'esposizione al sole. L'ideale è applicare la protezione già a casa, prima di andare in spiaggia e dedicarsi all'abbronzatura". Quasi il 90% del campione è attento anche al dopo, utilizzando **prodotti idratanti/doposole** dopo l'esposizione: "Idratare la pelle dopo il sole è fondamentale per mantenerne la tonicità e per avere un'abbronzatura più uniforme e duratura", conferma lo specialista.

 Chi ha figli under 14, almeno in generale, si dimostra molto attento alla loro pelle: il 41,6% dei genitori usa una crema con protezione da 50 in su, il 23,4% con un fattore compreso tra 30 e 50, l'11,7% tra 15 e 30, ma c'è ancora un 19,5% che usa protezioni inferiori a 6 anche per le pelli delicate dei **bambini**. "È fondamentale evitare le scottature in età pediatrica ed adolescenziale - rammenta Infusino - Numerosi studi confermano infatti che le bruciature in queste fasce di età rappresentano un importante [Fattore di rischio](https://www.paginemediche.it/glossario/fattore-di-rischio) per lo sviluppo di **tumori della pelle**in età adulta".

 Oltre la metà del campione - risulta ancora dal sondaggio - acquista le creme solari in farmacia, il 34% al supermercato, il 22,9% in profumeria, il 16,5% "dove capita". Il 40,2% degli intervistati evita di esporsi al sole nelle ore più calde, il 14,7% dichiara di usare questa precauzione solo nei primi giorni, un buon 35% valuta al momento cosa fare e il 10,2% si espone anche nelle ore più calde senza problemi. "È invece buona norma evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata, dalle 12 alle 16, in cui l'irraggiamento solare è al massimo dell'intensità. In queste ore l'abbronzatura è minore e ci si brucia più facilmente", puntualizza Infurino.

 Che le precauzioni prese dai connazionali al sole non siano sufficienti lo dimostra un altro dato: il 42% dichiara che gli capita di frequente o a volte di avere **eritemi**o altri **sfoghi cutanei** dopo essersi esposto al sole.
 Un'altra buona abitudine trascurata è l'attenzione ai **nei**: il 53% dice di non prestarvi attenzione prima di esporsi. "In generale - osserva il dermatologo - è fondamentale proteggere tutta la pelle, non solo i nei. Solo in una piccola percentuale dei casi il melanoma cutaneo insorge su un neo preesistente, mentre in oltre il 90% insorge su [Cute](https://www.paginemediche.it/glossario/cute) sana così come le altre neoplasie cutanee, il [Carcinoma](https://www.paginemediche.it/glossario/carcinoma) a cellule basali e il carcinoma a cellule squamose, che insorgono sempre su cute danneggiata dal sole".

 Ultimo punto, gli aiutini. Soltanto il 16,2% del campione usa degli **integratori**a base di carotenoidi o altri antiossidanti prima dell'esposizione solare, e il 42,8% non indossa o lo fa raramente cappello e occhiali da sole. Solo il 18%, infine, si protegge dai raggi solari anche in contesti diversi da quello vacanziero, come la città: il 32,7% mette la crema in città solamente se si mette a prendere il sole. "**Cappello**e **occhiali da sole** dovrebbero diventare un'abitudine - conclude l'esperto - mentre gli integratori sono utilissimi nei soggetti di fototipo chiaro. Proteggersi anche al di fuori del contesto vacanziero è un modo per ridurre i rischi tumorali e gli inestetismi causati dal sole".

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
