# Fibrillazione atriale: oltre 300 interventi di crioablazione al Maria Cecilia Hospital

> La crioablazione è la tecnica alternativa alla radiofrequenza e all'ablazione chirurgica per la cura della fibrillazione atriale.

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-06-28
- **Aggiornato:** 2016-06-29
- **Tag:** 31,431,9,563,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/fibrillazione-atriale-oltre-300-interventi-di-crioablazione-al-maria-cecilia-hospital

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Roma, 28 giu. (AdnKronos Salute) - Sono oltre 300 gli interventi di **crioablazione**che il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna) - ospedale di alta specialità Gvm Care & Research accreditato con il Servizio sanitario nazionale - esegue ogni anno per curare l’[Aritmia](https://www.paginemediche.it/glossario/aritmia) cardiaca più diffusa al mondo, la **fibrillazione atriale**. Con questi dati la struttura si conferma tra i centri in Italia e in Europa con il più ampio numero di casi sottoposti a terapia non farmacologica.

 "In Europa soffrono di [Fibrillazione atriale](https://www.paginemediche.it/glossario/fibrillazione-atriale) circa **10 milioni di persone**: la previsione degli specialisti è di quasi 20 milioni di malati nel 2030, con costi di gestione sanitaria pari a 3.000 euro l’anno a paziente" spiega Saverio Iacopino, direttore dell’Unità di aritmologia ed elettrofisiologia.
 "La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più diffusa al mondo e porta un **aumento del battito** che diventa rapido ed irregolare. Può comparire improvvisamente anche in soggetti a cuore sano e impedisce un’efficace contrazione delle cavità atriali, ripercuotendosi sulla funzionalità dei ventricoli e sul flusso sanguigno".

 "La crioablazione è la tecnica alternativa alla radiofrequenza e all’ablazione chirurgica - continua Iacopino - Oggi siamo in grado di garantire una **migliore qualità di vita** al paziente. Questa metodica consente infatti una minore [Incidenza](https://www.paginemediche.it/glossario/incidenza) di recidive, minori complicanze, riduce fortemente l’esposizione radiologica per tecnici e malati e richiede una sedazione molto meno profonda".

 La crioablazione, pur essendo nota da circa 30 anni, è stata riscoperta nel 2012 grazie all’introduzione di appositi dispositivi medici a forma di palloncino, in grado di sfruttare l’**energia fredda** - la temperatura media varia dai -40 ai -45 gradi - per cicatrizzare, tramite ghiacciatura, il tessuto da cui origina il problema elettrico. Nella crioabalazione l’energia fredda si somministra in modo più omogeneo rispetto alla radiofrequenza.
 "Si introduce infatti il device a forma di palloncino, del diametro di 30 millimetri - spiega l’esperto - nell’atrio sinistro, in corrispondenza dei vasi polmonari allo scopo di ottenere **cicatrizzazioni**uniformi, costanti, senza i possibili problemi correlati alla manualità della termoablazione".

 "Il dispositivo contiene un piccolo catetere/sensore capace di riprodurre i segnali elettrici da eliminare; in questo modo si è in grado di capire dove, nel corso della procedura, il segnale cessa di propagarsi. Se il potenziale elettrico s’interrompe entro 1 minuto dall’inizio della procedura, maggiore è l’efficacia, a lungo termine, del trattamento", assicura. Nata come presidio per la fibrillazione atriale di tipo parossistico, cioè nei casi in cui disturbo del ritmo è inferiore ai 7 giorni, la crioablazione viene oggi sempre più utilizzata anche per la fibrillazione atriale di tipo persistente (disturbo del ritmo superiore ai 7 giorni).

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
