# L'importanza del vaccino antirabbico, una giornata dedicata alla prevenzione

> Si celebra il 28 settembre la Giornata Mondiale contro la Rabbia. Focus dell'evento: l'importanza della vaccinazione per prevenire la malattia.

- **Autore:** Massimo Canorro  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2017-09-28
- **Aggiornato:** 2019-09-27
- **Tag:** 253,263,299,34,48,584,289
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/giornata-mondiale-contro-la-rabbia

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Talvolta si pensa che determinate malattie siano un retaggio del passato. Ma **la [rabbia](https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/rabbia-o-idrofobia-vaccino-e-prevenzione-della-malattia)**, intesa come malattia, esiste ancora. Non a caso, proprio oggi 28 settembre, si celebra la [**Giornata Mondiale contro la Rabbia**](https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/giornata-mondiale-contro-la-rabbia-50550) (*World Rabies Day*), un appuntamento dedicato a un tema poco dibattuto: l’importanza della prevenzione e del [vaccino antirabbico](https://www.paginemediche.it/benessere/storia-della-medicina/pasteur-ed-il-vaccino-antirabbia). Basti pensare che la rabbia è una malattia trascurata che va a colpire le popolazioni vulnerabili, concentrandosi, in particolare, sulle comunità rurali isolate, dove le vittime più frequentemente hanno un’età giovanissima.

Sul sito [rabiesalliance.org](https://rabiesalliance.org/world-rabies-day) è possibile trovare tutte le informazioni sull'evento e il calendario completo delle attività previste in occasione della Giornata Mondiale contro la Rabbia.

## Zone a rischio rabbia

Secondo le stime proposte da specifici studi sulla malattia della rabbia, questa patologia – il cui virus si trasmette attraverso il contatto con la saliva degli animali infetti – è in grado di causare, a livello mondiale, circa 160 decessi al giorno (ogni anno sono quasi 59.000 le persone che muoiono per aver contratto la rabbia). Dato ancor più allarmante:**il 40% dei decessi coinvolge bambini e ragazzi di età inferiore ai 15 anni**.

Sono l’India e l’Africa, in particolare, a registrare ogni anno il tributo più gravoso. Si tratta, infatti, dei territori nei quali si concentrano le zone più a rischio di contagio. Qui i cani non sono soltanto animali da compagnia ma assumono un ruolo fondamentale nella società per la protezione del bestiame, per la difesa delle abitazioni e per la caccia. Considerando che il 99% dei casi di rabbia umana è provocato dal [morso di un cane infetto](https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/morsi-e-punture-come-intervenire), la **vaccinazione** diffusa di questi animali costituisce un metodo efficace per eliminare la malattia.

## Campagne di sensibilizzare per la vaccinazione contro la rabbia

Ancora oggi la rabbia è una **malattia mortale**. Una volta che i sintomi della rabbia – febbre alta, stato confusionale, ansia, difficoltà a deglutire, ipersalivazione, terrore dell’acqua, allucinazioni e paralisi – sono manifesti, la patologia avanza velocemente e non lascia scampo.

Le **campagne di vaccinazione di massa** hanno ridotto, in modo notevole, il rischio di trasmissione all’uomo, anche grazie alla creazione di network di veterinari addetti al controllo della patologia. Campagne di sensibilizzazione per promuovere la vaccinazione e corsi informativi per figure professionali realizzati nelle zone più coinvolte possono avere una funzione decisiva. In queste iniziative di prevenzione rientra anche la Giornata Mondiale contro la Rabbia.

## Europa libera dalla rabbia

La vaccinazione degli animali da compagnia è fondamentale per la prevenzione della rabbia. Secondo la definizione dell’OIE (*Office International des Epizooties*), un paese può essere ritenuto libero da rabbia quando:

- la malattia risulta tra quelle sottoposte a denuncia;
- è in funzione un efficace sistema di sorveglianza della malattia;
- tutte le misure di controllo e prevenzione sono state implementate;
- non si sono verificati nell’uomo e negli animali da almeno 2 anni casi.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
