# Gli effetti di internet sul cervello

> Nell'era digitale la teconologia è diventata un nostro alleato prezioso sotto diversi aspetti modificando anche il nostro cervello. In che modo?

- **Autore:** Mara Pitari  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2019-08-02
- **Aggiornato:** 2019-08-02
- **Tag:** 250,555,602,426,569,51,61,468,589,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/gli-effetti-di-internet-sul-cervello

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Cervelli iperconnessi. Nell’era di Internet, degli smartphone e dei tablet, l’epoca dell’essere connessi sempre e ovunque, qualcosa sta cambiando nella nostra testa: **alcune aree cerebrali risulterebbero potenziate mentre altre facoltà si starebbero indebolendo**.

Lo dice un gruppo di ricercatori di diversi Paesi, che ha pubblicato sulla rivista *World Psychiatry*un lungo articolo intitolato **The online brain: how the Internet may be changing our cognition**, riportato recentemente dal Corriere della Sera.

## Il cervello connesso: come la rete agisce sulle strutture e le facoltà cerebrali

L’apprendimento di una abilità nuova può **espandere le aree del cervello che ne sono coinvolte**. È la **neuroplasticità**: la caratteristica del nostro organo cerebrale di modificarsi in base alle azioni e agli stimoli che arrivano dall’ambiente.

Succede per attività analogiche: il riferimento è alla “**prova del giocoliere**”, un esperimento condotto da un gruppo di neuroradiologi e psichiatri tedeschi dell’Università di Regensburg che dimostrava come **chi aveva imparato in tre mesi a lanciare in aria e recuperare al volo delle palline mostrava**, alla risonanza magnetica, **un’espansione bilaterale a carico della sostanza grigia cerebrale** nell’area temporale media e nel solco intraparietale posteriore sinistro.

**Succede lo stesso anche per quanto riguarda le azioni che hanno a che fare con il digitale** alle quali, per altro, la nostra mente è esposta in maniera continuativa e non soltanto per un periodo di tempo limitato (come era stato appunto l’esperimento del giocoliere, pubblicato poi sulla rivista *Nature*).

## Gli effetti di Internet sul cervello

Secondo gli scienziati, **la prima conseguenza dell’uso prolungato di Internet è la frammentazione dell’attenzione**. Che significa?

Una cosa banalissima: la distrazione continua, data dall’arrivo di notifiche sul cellulare, il controllare costantemente i social network, aprire la casella di posta elettronica ogni tre per due: sono tutti elementi che costringono a interrompere continuamente l’attività, lavorativa e non solo, nella quale si è impegnati, generando, così, non solo la perdita di concentrazione ma soprattutto situazioni di [stress](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/insonnia-e-stress-un-binomio-che-si-puo-sconfiggere) e [nervosismo](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/cortisolo-come-ridurre-l-ormone-dello-stress).

**Si attiva così un complesso multitasking** che porta a rallentamenti, cambi di rotta, intervalli, perdita del filo. **Mente, chi dice di non essere multitasking** per giustificare la propria incapacità di portare avanti più di un’attività, se poi naviga costantemente in rete. Chi si distrae continuamente da quello che sta facendo, **ottiene risultati peggiori** e in tempi più lunghi. In questo, l’esposizione a Internet non è una buona cosa.

## L'effetto internet sulla memoria

**L’effetto Internet riguarda anche la memoria**: quella a lungo termine diventa più difficile da recuperare quando la disponibilità di informazioni in rete è pressoché infinita. Dunque quella individuale **si impigrisce se per le informazioni si dipende da un “archivio” esterno alla nostra mente**. La connettività funzionale di aree del cervello, come il giro temporale, coinvolto nella formazione della memoria a lungo termine, si riduce così come diminuisce anche la sincronizzazione di alcune aree cerebrali, sempre coinvolte nella formazione della memoria.

**L’esposizione digitale del cervello agisce anche sull’amigdala**: piccola formazione a forma di mandorla situata vicino al lobo temporale e implicata nelle emozioni e nelle relazioni sociali. **Esiste una correlazione tra le dimensioni dell’amigdala e l’ampiezza delle relazioni sociali**di un individuo. Questa correlazione, si è visto, vale anche per le “relazioni” attraverso i social network.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
