# I medici la invitano a non fare ricerche su Google: muore a 19 anni per un tumore

> La giovane inglese aveva reperito utili informazioni su Internet, ma i suoi medici l'avevano ignorata invitandola a non fare più ricerche su Google.

- **Pubblicato:** 2015-06-18
- **Aggiornato:** 2015-07-20
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Una **ragazza** inglese di **19 anni è morta** a seguito di un **raro [Tumore](https://www.paginemediche.it/glossario/tumore) al fegato** e dopo essere stata ignorata dai medici.

**Bronte Doyne** aveva un **[Carcinoma](https://www.paginemediche.it/glossario/carcinoma) epatocellulare fibrolamellare** ed era stata operata presso l’ospedale di Nottingham. L’intervento era riuscito e i medici le avevano detto che era guarita e non avrebbe più dovuto preoccuparsi. Ma Bronte ha continuato a star male e si è messa in cerca di **informazioni su internet** relative alla sua malattia. Molte occasioni di confronto e notizie utili le ha trovate sul sito ufficiale della **Fondazione del [Cancro](https://www.paginemediche.it/glossario/cancro) fibrolamellare**, che ha sede negli Stati Uniti, ma una volta riferite queste informazioni ai medici la giovane è stata liquidata in modo frettoloso più di una volta ed invitata a non fare ricerche inutili su Google.

“*Non si trattava semplicemente di una ricerca qualsiasi su Google, ma di una Fondazione seria legata alla Casa Bianca*”, spiega la mamma di Bronte al *Telegraph*. E le paure della ragazza non erano affatto infondate. Il suo diario e i suoi profili social sono ancora oggi pieni di dolore, paura di un ritorno della malattia, solitudine e frustrazione **per non essere capita dai suoi medici**.

“*Ci hanno detto che l’operazione avrebbe curato totalmente il tumore ma le informazioni trovate online dicevano altrimenti. Abbiamo chiesto insistentemente se c’erano possibilità secondo loro che il cancro tornasse, e loro ci hanno detto che le nostre preoccupazioni non avrebbero aiutato mia figlia*”, prosegue la mamma di Bronte che è stata ricoverata soltanto dieci giorni prima di morire e solo una settimana prima era stata mandata via dall’ospedale con scortesia e freddezza.

**Stephen Fowlie**, direttore dell’ospedale di Nottingham, si è giustificato dicendo che ogni terapia possibile è stata offerta a Bronte ma sfortunatamente nessun intervento si è rivelato risolutivo per questa forma di cancro estremamente aggressiva. “*Mi scuso per il modo in cui abbiamo comunicato con Bronte e con la sua famiglia. Non abbiamo ascoltato con sufficiente attenzione e avremmo dovuto accogliere Bronte nel centro oncologico prima di quanto accaduto*”, ha dichiarato ai media.

**Keith Girling**, direttore medico dei Nottingham University Hospitals, ha ammesso che questa triste vicenda mette in luce quanto, nell’**era di Internet**, i pazienti e le loro famiglie possano essere molto **ben informati**  in quanto hanno accesso a una miriade di informazioni che può aiutarli a capire cosa può essere meglio per loro. “*A fronte di alcuni siti che sono imprecisi e fuorvianti non possiamo ignorare che ne esistono altri che aiutano i pazienti a compiere delle scelte e li rendono sempre più esperti del loro male*”, ha concluso Girling.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
