# Il "mormorio" delle onde cerebrali: uno studio ci dice a cosa serve

> Un recente studio americano rivela il ruolo del "rumore" delle onde cerebrali: sono loro a coordinare l'attività cerebrale e la coscienza.

- **Autore:** Paginemediche 
- **Pubblicato:** 2018-04-10
- **Aggiornato:** 2018-06-19
- **Tag:** 253,574,575,51,61,468,589,555,569,356,598,547
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/il-mormorio-delle-onde-cerebrali-uno-studio-ci-dice-a-cosa-serve

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L’incessante**attività elettrochimica del cervello è alla base di ogni stadio della nostra coscienza** che si realizza **mediante le onde ritmiche elettromagnetiche** (o onde cerebrali).

Queste onde cerebrali **sono delle fluttuazioni ritmiche dell’attività cerebrale elettrica del cervello che governa** principalmente **l’azione dei pensieri e dei ricordi**. A seconda del tipo di attività nella quale il cervello è occupato, le onde attivate variano di frequenza calcolabile in ‘cicli al secondo o Hertz (Hz) e misurabile con apparecchi elettronici, come la risonanza magnetica o l'[elettroencefalogramma](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/esami/elettroencefalogramma). 

Gli scienziati suddividono comunemente le **onde in “quattro bande”**, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e **che riflettono le diverse “attività del cervello”**. I quattro stati più comuni di queste onde sono:**Delta, Theta, Alpha e Beta** che determinano le attività che vanno dalla piena coscienza dello stato di veglia dell’attività quotidiana, sino a stati mistici dettati dall’iperconcentrazione

## Il ruolo delle onde ritmiche cerebrali: la scoperta degli scienziati

**Osservando in diretta il cervello** attraverso la risonanza magnetica **è possibile vedere lente onde di attività elettrica che percorrono il cervello** in modo a ritmo di manciate di secondi. Il ruolo dei queste onde ritmiche è stato approfondito in uno studio sui topi da parte di un gruppo di neuroscienziati della Scuola di Medicina della Washington University di St. Louis (Missouri).

Queste onde, difatti, **produrrebbero uno strano “ronzio”** del quale ancora non si è riusciti a risalirne l’origine. A quanto pare, non si tratterebbe di un rumore, bensì dell’attivazione di un particolare compito che dal cervello prenderebbe forma.

L’enigmatico ronzio** è stato indagato attraverso 2 differenti approcci**. Il primo ha studiato l'attività elettrica a livello cellulare, il secondo l'ha analizzata strato per strato, sulla superficie esterna del cervello.

**Questo mormorio regolare** (che si manifesta anche quando non direttamente impegnati in qualche attività), **sembrerebbe avere un ruolo sia nel coordinare la complessa attività cerebrale sia nella coscienza**. Queste onde elettriche, dunque, sembrano originarsi in maniera autonoma negli strati più profondi del cervello dei topi, per poi diramarsi nelle varie aree cerebrali aumentandone l’attività elettrica.

Difatti, **nel momento in cui queste zone stanno per essere raggiunte dalle onde, i neuroni diventano più reattivi**. Inoltre, il ronzio continuerebbe (sebbene la direzione dell’onda sia invertita) anche quando i topi sono in anestesia generale, prova, secondo gli studiosi, che il sussurro potrebbe avere un ruolo fondamentale nel gestire la comunicazione neurale nei diversi stati di coscienza.

## La comunicazione a lunga distanza delle aree cerebrali

Per gli autori dello studio, questo segnale molto lento, ritmico e incessante, sarebbe un interessante**punto di partenza per aprire nuove opportunità di comunicazione “a lunga distanza”** fra le diverse aree cerebrali. In alcune condizioni particolari, come la schizofrenia, il ritmo delle onde pare alterato e qualcosa nella macchina organizzativa del cervello sembra andare storto, e anche questo fatto quantomeno suggerisce l'esistenza di nuove strade di ricerca nell'ambito dei disturbi neurologici (come i [disturbi del linguaggio](https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/dislessia-sintomi-cause-e-suggerimenti) e le [malattie neurodegenerative](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/alzheimer)) e quelli psichiatri ([disturbi depressivi](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/depressione-maggiore) e disturbi comportamentali).

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
