# Influenza: quanto ci ammaliamo davvero?

> Uno studio rivela: gli adulti si ammalano solo due volte in 10 anni.

- **Pubblicato:** 2015-03-10
- **Aggiornato:** 2015-07-22
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/influenza-quanto-ci-ammaliamo-davvero

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Gli adulti non si ammalano facilmente di **influenza**. Lo suggerisce uno studio condotto dall’**Imperial College di Londra** e pubblicato su *PloS Biology*. Le analisi condotte dagli studiosi britannici hanno concluso che in pratica dopo i 30 anni è davvero difficile prendersi l’influenza: accadrebbe in media **solo due volte** in dieci anni.

I ricercatori hanno analizzato campioni di [Sangue](https://www.paginemediche.it/glossario/sangue) provenienti da 151 persone della Cina del sud e hanno esaminato i **livelli di anticorpi** contro nove ceppi diversi di [Influenza](https://www.paginemediche.it/glossario/influenza) che circolavano tra il 1968 e il 2009.
 **Il risultato?** I bambini prendono l’influenza in media ogni due anni, man mano che si cresce**ci si ammala sempre meno** e alla fine, passati i 30 anni, l’influenza si prende in media due volte ogni 10 anni.

**E come spiegare, quindi, i vari malanni di stagione con cui ci scontriamo ogni inverno?** Non si tratta di influenza, spiegano i ricercatori, ma di **virus para-influenzali** causati da altri agenti patogeni diversi dai [Virus](https://www.paginemediche.it/glossario/virus) responsabili delle influenze stagionali vere e proprie.

“*Queste sindromi para-influenzali sono causate generalmente da rinovirus e coronavirus e causano sintomi del tutto simili a quelli influenzali*”, precisa **Adam Kucharski**, a capo della ricerca.

**Ma perché ci si ammala di influenza così raramente?** I ricercatori propongono una duplice spiegazione. Da un lato i bambini hanno maggiori occasioni di vita sociale e di stare a stretto contatto con coetanei, potenzialmente portatori di virus, inoltre hanno un **sistema immunitario** ancora immaturo e più vulnerabile; dall’altro quando si cresce il sistema immunitario impara a riconoscere i vari agenti patogeni e **conserva una memoria storica e immunitaria** che si rivela utile quando si entra in contatto con virus e batteri.

Questo studio, spiegano i ricercatori, è il primo che ricostruisce la storia infettiva di un gruppo di persone analizzando campioni di sangue, tuttavia non manca qualche limite. Lo studio è stato, infatti, condotto su un limitato numero di persone in Cina e si è focalizzato solo sui ceppi **A/H3N2**e non su quelli **A\H1N1**.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
