# Lesioni nel midollo spinale dei topi riparate con le staminali

> Questo il risultato raggiunto da un gruppo di ricercatori dell'Università di San Diego, pubblicato il 28 marzo su Nature Medicine.

- **Autore:** Walter Giannò  (Giornalista esperto in salute e benessere)
- **Pubblicato:** 2016-03-31
- **Aggiornato:** 2016-03-31
- **Tag:** 25,468
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/lesioni-nel-midollo-spinale-dei-topi-riparate-con-le-staminali

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## Riparate lesioni nel [Midollo spinale](https://www.paginemediche.it/glossario/midollo-spinale) dei topi con l’uso delle cellule staminali. 

 Questo il risultato raggiunto da un gruppo di ricercatori dell’Università di San Diego (California, USA), [pubblicato su Nature Medicine](http://www.nature.com/nm/journal/vaop/ncurrent/full/nm.4066.html). L’importanza di tale notizia risiede nel fatto che fino ad oggi nessuna terapia è riuscita a **ripristinare il funzionamento di un particolare circuito nervoso** che è presente anche nel corpo umano e che rappresenta la principale via deputata al controllo dei movimenti. 
  

## Il commento dei ricercatori

 Come spiegato dagli stessi studiosi, la rigenerazione ha riguardato il “fascio corticospinale”, che nell’uomo va dalla corteccia cerebrale al midollo spinale. Nel riassunto della ricerca presente sulla rivista, infatti, si legge che “il tratto corticospinale (CST) è il più importante sistema motorio negli esseri umani ma una sua **robusta rigenerazione**, dopo la lesione del midollo spinale (SCI) non è ancora mai avvenuta”. 
 Tuttavia, “in topi con SCI”, i ricercatori hanno appurato “una robusta rigenerazione degli assoni dei fasci corticospinali, la formazione di sinapsi funzionali e un miglioramento del movimento della zampa anteriore” dopo l’[Innesto](https://www.paginemediche.it/glossario/innesto) di cellule staminali.
 Mark Tusznynski, il coordinatore della ricerca, ha rivelato che “abbiamo usato cellule staminali neurali per verificare se potessero supportarne la rigenerazione e, con nostra grande sorpresa, ne sono state capaci”.
 Nonostante l’ottimo risultato, però, Tusznynski ha tenuto a precisare che “c’è ancora molto lavoro da fare prima di pensare a una sperimentazione sulle persone".
  

## L’importanza della scoperta

 Si tratta, comunque, di una scoperta molto importante che, come sottolineato da Giovanni D’Agata (presidente dello Sportello dei Diritti), “rilancia la speranza in migliaia di **pazienti che hanno subìto gravi lesioni midollari** che li vedono vivere un'esistenza difficile che potrebbe essere radicalmente cambiata dalla nuova frontiera di terapie che questa scoperta potrebbe aprire”.
  

## Cosa sono le cellule staminali

 [Le cellule staminali](https://www.ipscell.com/cosa-sono-le-cellule-staminali/) hanno il compito di creare tutte le altre “responsabili di mantenere i nostri corpi funzionanti, in modo che il cuore batta, il cervello pensi, i reni depurino il sangue”, ecc.
 “Quando una [Cellula](https://www.paginemediche.it/glossario/cellula) staminale si divide - prosegue la fonte citata - può creare altre cellule staminali oppure cellule di altri tipi. Ad esempio, le cellule staminali della pelle possono creare altre cellule staminali della pelle o possono originare cellule più differenziate, con compiti specifici come produrre il pigmento della melanina”. **Le cellule staminali si attivano quando altre vengono danneggiate** o muoiono (che vanno rimpiazzate) in quanto **riparano i tessuti lesionati**. 
 Due, quindi, [le principali caratteristiche](http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/03/13/10-cose-cellule-staminali/): la possibilità di autogenerarsi, attraverso la divisione cellulare e la loro potenza, ovvero la capacità di differenziarsi in uno o più di tipi di cellule con funzioni specifiche.
 Rappresentando, dunque, una sporta di serbatoio di nuove cellule, garantendo un ricambio di quelle vecchie o danneggiate, le cellule staminali attraggono su di sé tanto interesse perché potrebbero, in futuro, migliorare le condizioni di vita di chi soffre di distrofie muscolari o del morbo di Alzheimer.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
