# Meningite: attenzione ai sintomi sospetti

> Nel 2014 sono stati 163 i casi di malattia invasiva da meningococco in Italia. La miglior difesa resta la prevenzione attraverso la vaccinazione.

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-08-02
- **Aggiornato:** 2016-08-02
- **Tag:** 48,289,34,299,51,574,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/meningite-attenzione-ai-sintomi-sospetti

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Roma, 2 ago. (AdnKronos Salute) - "Mal di testa, mal di gola, febbre, disturbi visivi, vomito o rigor nucalis". Sono questi i **sintomi**da non sottovalutare, nel caso si sia preso parte alla Giornata mondiale della gioventù a Cracovia, dopo il decesso per **[Meningite](https://www.paginemediche.it/glossario/meningite) fulminante** di una ragazza italiana. "In questi casi occorre subito farsi visitare", spiega all'Adnkronos Salute Giorgio Palù, direttore dell'Unità operativa di microbiologia e virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, e presidente della Società europea di virologia.
 "Per chi è entrato in contatto con la giovane, invece, è indicata la **profilassi**, che è molto semplice e si attua con una compressa di un chemioterapico, la ciprofoxacina. L'arma migliore però resta la **prevenzione**".

 Nel 2014, secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, sono stati segnalati 163 casi di malattia invasiva da meningococco, con un’[Incidenza](https://www.paginemediche.it/glossario/incidenza) pari a 0,27 casi per 100.000; l'incidenza risulta in linea con i due anni precedenti (0,23 nel 2012 e 0,29 nel 2013). Nella maggior parte delle Regioni l’andamento è pressoché stabile, "invece si segnala nei dati provvisori del 2015 un aumento di casi di meningococco di tipo C in giovani adulti", scrive l'Iss.
 "Ogni anno ci sono alcuni focolai epidemici, come ad esempio quello in Toscana. Certo il caso della giovane morta in Lombardia e poi questo della ragazza romana suscitano scalpore, ma bisogna ricordare - dice Palù - che questo batterio, che è invasivo per natura, può essere fulminante".

 L’incidenza della malattia invasiva da meningococco è maggiore nella fascia di età 0-4 anni e in particolare nel primo anno di vita (in cui l’incidenza supera i 4 casi per 100.000), ma resta elevata fino alla fascia 15-24 anni. "La miglior difesa resta la prevenzione attraverso la **vaccinazione**. L’informazione sul sierogruppo - sottolinea l'esperto -permette di valutare la quota prevenibile con i diversi [Vaccini](https://www.paginemediche.it/glossario/vaccini) disponibili in Italia (contro il sierotipo C, contro i sierotipi ACWY e contro il sierotipo B). E in particolare la vaccinazione contro il meningococco B è un vanto italiano, perché è stata messa a punto a Siena".
 I vaccini anti-meningococco "oggi sono più sicuri dei vecchi, danno una risposta molto forte e, anche se non sono obbligatori, vengono offerti alla popolazione nelle regioni italiane. Dunque è bene vaccinarsi", conclude Palù.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
