# "Non temere", il cortometraggio per informare e sensibilizzare sull'Alzheimer

> Una storia dal forte impatto emotivo quella raccontata da Marco Calvise con il corto "Non temere". Il protagonista è Giuseppe, malato di Alzheimer.

- **Autore:** Massimo Canorro  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2017-03-16
- **Aggiornato:** 2017-03-16
- **Tag:** 51,356,574,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/non-temere-il-cortometraggio-per-informare-e-sensibilizzare-sull-alzheimer

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Malato di [Alzheimer](https://www.paginemediche.it/glossario/alzheimer) ad uno stadio avanzato, Giuseppe è ricoverato in un istituto. Ed ecco che la cinepresa ne coglie i vari momenti, dal rapporto con l’infermiera che lo assiste all’incontro prima con la moglie Anna, e poi con Giulia, sua figlia. Giuseppe, una volta lucidissimo, è “visto” in tutte le problematiche di questa malattia: dalla perdita della memoria all’impossibilità di comunicare alle difficoltà nel compiere anche i gesti più banali. È la sinossi dell’intenso cortometraggio ***“Non temere”***, prodotto e diretto da **Marco Calvise** (che ha curato la sceneggiatura insieme a Paola Savinelli, con produttore esecutivo Nicoletta Cataldo) e girato a Roma, all’interno della casa di riposo Santa Francesca Romana in collaborazione con Factory Lab.
 Il film vede come attore protagonista Francesco Carnelutti, scomparso da qualche anno; le attrici sono Alessandra Costanzo, Domitilla D’Amico e Virginia Gherardini. La fotografia è di Federico Annicchiarico, il montaggio di Rosa Santoro, la scenografia di Matteo Cecconi e i costumi di Francesca Sciuga. Musiche originali di Gianfranco Marongiu.

“Non una favola, bensì un cammino più realistico nei chiaroscuri della demenza”, è stato scritto in merito a *“Non temere”*, un cortometraggio che è in grado di evocare più di una suggestione, riprendendo **la giornata tipo di un malato**, con le enormi difficoltà di moglie e figlia a relazionarsi e comunicare con lui. Soltanto la musica è in grado di vincere lo stato di torpore dell’uomo, “rompendo” il profondo distacco dalla realtà: eloquente, in questo senso, l’emozione di Giuseppe che piange con l’auricolare collegato al cellulare della figlia. Nel frattempo un diario con schizzi eleganti scorre tra le sue mani, declinandosi – nelle ultime pagine – a collage di linee prive di senso, una testimonianza inevitabile della malattia stessa.

Spiega Calvise: “Il progetto nasce da un’esperienza personale, perché purtroppo da oltre dieci anni mio padre è affetto da Alzheimer. Crudo e di forte impatto, aderente alla realtà, questo cortometraggio vuole rappresentare uno **strumento di informazione e di sensibilizzazione**. Proiettarlo in numerose sale in tutta Italia – mettendolo a disposizione a titolo gratuito – serve proprio a questo: spiegare nel dettaglio la malattia, anche ai familiari dei pazienti che, seppur di riflesso, sono profondamente coinvolti”.

## Alzheimer, una piaga sociale

L’obiettivo di questo progetto è quello di stimolare una presa di coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati da questa malattia. Lo stesso Calvise la definisce, infatti, “una piaga sociale che coinvolge, nel suo dramma, l’intero [Nucleo](https://www.paginemediche.it/glossario/nucleo) familiare”.

**Si stima attualmente che i malati di Alzheimer nel mondo siano circa 46 milioni** – dei quali un milione in Italia – e, nonostante la ricerca prosegua, si conosce ancora poco in merito al decorso della malattia. Per questo è fondamentale individuare luoghi e occasioni culturali per far conoscere l’Alzheimer. E un cortometraggio come *“Non temere”* può essere davvero di supporto.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
