# Non temere: la malattia di Alzheimer attraverso gli occhi del malato

> Il cortometraggio "Non temere" accende i riflettori su una malattia di cui si conosce ancora troppo poco: cosa significa vivere e convivere con il morbo di Alzheimer?

- **Autore:** Mara Pitari  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2018-07-10
- **Aggiornato:** 2018-07-11
- **Tag:** 356,542,263,597,574,51,62,587,589
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/non-temere-la-malattia-di-alzheimer-attraverso-gli-occhi-del-malato

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Arriva sul sito di Rai Cinema Channel, dove sarà **visibile da oggi al 24 luglio**: è il toccante cortometraggio **“Non temere”,** incentrato sulla vita vissuta con il [morbo di Alzheimer](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/alzheimer), malattia che comporta nella persona colpita una **profonda sofferenza anche di tipo psicologico** e non risparmia familiari e amici.

ll film, prodotto nel 2016 da Insolita Film e da Marco Calvise - anche regista del cortometraggio, è ora in concorso al **Social World Film Festival 2018** nell’ambito della sezione “La città del cortometraggio” e, grazie a una collaborazione tra il festival e Rai Cinema, sarà disponibile per due settimane sul [sito RaiCinema.it](http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e24a626d-b0df-4a35-9e6d-d9c37678983c-cinema.html).

## Sensibilizzare e informare: l'obiettivo del film "Non temere"

Si tratta di un traguardo importante per il cortometraggio il cui obiettivo è sensibilizzare un pubblico quanto più ampio possibile sulla malattia di Alzheimer, **di cui si conosce ancora troppo poco e su cui si interviene spesso in maniera tardiva**. «Per questo è di fondamentale importanza trovare luoghi e occasioni per informare e coinvolgere giovani e società civile», nelle parole del regista Calvise. La piattaforma Rai è una di queste.

[Diventare più sensibili nei confronti di chi soffre di Alzheimer](https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/alzheimer-i-segni-per-riconoscere-la-malattia) vuol dire anche fare i conti con la giornata tipo di un malato, bene interpretata nel film dall’attore Francesco Carnelutti, scomparso nel 2015, con le enormi difficoltà di moglie e figlia a relazionarsi e comunicare con il protagonista, Giuseppe.

**Soltanto la musica è in grado di vincere lo stato di torpore dell’uomo**: è lei la chiave per entrare in quel mondo. E poi c’è un vecchio diario, in cui Giuseppe appunta i suoi ricordi. **Sfogliando il diario il morbo prende forma**. Più le pagine scorrono e più **la scrittura si fa incerta, disordinata, più rada, fino a diventare incomprensibile**. In fondo, le pagine bianche segnano il punto di non ritorno per l’uomo e per sua figlia che ogni giorno si occupa di lui.

Attraverso una vicenda drammatica e piena di suggestioni, il film fa dunque emergere chiaramente **l’importanza di offrire un supporto psicologico anche ai parenti** che si ritrovano ad affrontare il radicale cambiamento della persona malata, la sua progressiva perdita dell’identità e della storia affettiva, un supporto che li possa aiutare a gestire l’enorme carico emotivo e organizzativo che l’Alzheimer causa.

## Morbo di Alzheimer: i numeri in Italia

In Italia sono circa **600 mila i malati di Alzheimer** (46 milioni quelli nel mondo), **pari al 4% della popolazione over 65**. E stimando che nel 2050 gli ultra 65enni rappresenteranno il 34% della popolazione, le previsioni per i prossimi anni indicano un aumento dei casi che renderà **il nostro Paese uno dei più colpiti dalla patologia**. Per i pazienti spesso insorgono problemi per tutte le fasi del percorso, dalla prevenzione alla [diagnosi](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/esami/diagnosi-del-morbo-di-alzheimer) fino alla gestione. Gli ultimi dati ci parlano di **1 milione di persone affette da demenze**, di cui la malattia di Alzheimer rappresenta il 60% circa dei casi.

In fondo ai numeri c’è però la solitudine delle persone coinvolte, e restare chiusi in casa peggiora la situazione: gli esperti e le associazioni dei familiari sottolineano di frequente la necessità di una presa in carico socio-sanitaria del problema, che può essere sviluppata attraverso i canali istituzionali, **l'apporto del volontariato ma anche i riflettori accesi sulla malattia da parte del mondo della cultura e del cinema**: “Non temere” offre il suo contributo proprio attraverso questa terza via.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
