# Parole fertili: nasce il progetto per le coppie che desiderano un figlio

> Parole fertili è il nuovo progetto di storytelling dedicato alla condivisione di storie sulla ricerca di un figlio.

- **Autore:** Paginemediche 
- **Pubblicato:** 2016-10-05
- **Aggiornato:** 2016-10-05
- **Tag:** 27,4,264,267,281,282,257,70,605
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/parole-fertili-nasce-il-progetto-per-le-coppie-che-desiderano-un-figlio

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L’Italia è il Paese europeo in cui nascono meno bambini: si assiste ormai da tempo a una diminuzione del tasso di fecondità, nonché ad un progressivo aumento dell’età media delle donne al [Parto](https://www.paginemediche.it/glossario/parto).
 Fra le diverse opzioni terapeutiche per le coppie che hanno difficoltà ad avere bambini vi sono le **tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita** (PMA), una serie di procedure che comportano il trattamento di ovociti umani, di spermatozoi o embrioni grazie alle quali, solo nel 2014, si sono registrate più di 10.000 nascite con una percentuale che è passata dallo 0,6% al 2,2%.

 “Dal 2004, anno di promulgazione della legge 40, molti passi avanti sono stati fatti nel nostro Paese e oggi molte sono le strutture che possono offrire terapie sempre più complesse e tecnologicamente avanzate” spiega Andrea Borini, presidente della Società Italiana di Fertilità e Sterilità, SIFES e MR. “Con l’ingresso delle PMA nei nuovi LEA, **l’[infertilità](https://www.paginemediche.it/medici-online/interviste/fertilita-infertilita-e-fecondazione) è riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia**”. Una malattia che lascia segni indelebili, dal forte impatto emotivo, talvolta accompagnata da un profondo senso di colpevolezza e negazione.

 Dalla presa di coscienza di queste considerazioni e degli effetti che una tale condizione può avere sul vissuto di una persona nasce “**Parole fertili**”, un nuovo progetto di storytelling, uno spazio online per raccontare senza filtri la propria esperienza, dedicato alla condivisione di storie sulla ricerca di un figlio.
 Il progetto è “aperto a tutte le storie, anche le più difficili, anche quelle di chi, senza figli, cerca altre modalità di reinventarsi fertile” chiarisce l’antropologa Cristina Cenci, fondatrice del Center for Digital Health Humanities. “*[Parolefertili.it](http://parolefertili.it/)* nasce per favorire la riappropriazione della propria storia di vita ferita dalla minaccia di sterilità. Chi è riuscito ad avere un figlio spesso ha bisogno di raccontare per elaborare il percorso e farlo suo. Per chi sta cercando di avere un figlio, **il racconto biografico può diventare un momento di riflessione, sfogo e conforto**. Chi non è riuscito ad avere un figlio e ha trovato o sta cercando nuovi equilibri può trovare nel racconto un’occasione per sentirsi meno solo, per riuscire a immaginare un futuro”.

 Sono state donate già una decina di storie, dalle quali emerge un dato sconcertante: **l’uomo è il grande assente**. La figura maschile, infatti, spesso è un’apparizione fugace che considera l’infertilità come un fallimento dal quale prendere le distanze. Come interpretare questa mancanza di storie maschili? “Sicuramente non con l’indifferenza o con il disinteresse al ruolo paterno” afferma la Cenci. “Forse più con la difficoltà ad entrare in un dominio espressivo che è ancora occupato dal femminile. Questa assenza segnala un problema più ampio di discriminazione di genere nei luoghi sociali della parola che ruotano intorno alla nascita e più in generale alla cura”.

 “La metafora di *Parolefertili.it* – conclude Cristina Cenci – è il **dono**: della propria storia di vita, delle proprie emozioni, di come ci si può sentire sempre e comunque fertili, anche senza diventare madre o padre. L’invito è a donare ma anche ad adottare queste storie per rispecchiarsi e ritrovarsi nel racconto degli altri. *Parolefertili.it* è una delle modalità con cui le storie possono prendersi cura: offrendo significati, ispirazione, coraggio, forza, parole per vincere la paura e lo sconforto”.
  

## L’infertilità nell’uomo e nella donna

 “Non esiste una fertilità della donna o dell’uomo: a meno di patologie molto severe, esiste una **sterilità di coppia**”. Affronta così il delicato tema la Dott.ssa Rossella Nappi, Professore associato dell’Università degli Studi di Pavia e responsabile del Centro di Ricerca per la Procreazione Medicalmente Assistita della Clinica Ostetrica e Ginecologica del San Matteo di Pavia.

 L’esperta focalizza la sua attenzione sull’importanza di **stabilire un’[alleanza donna-ginecologo](https://www.paginemediche.it/benessere/sesso-e-sessualita/la-donna-e-la-sua-femminilita-dalla-parte-del-ginecologo)**, volta a favorire una cultura della prevenzione e della protezione della fertilità. Gli ormoni, tanto spesso demonizzati e associati erroneamente a conseguenze negative per la salute “non causano certamente tumori ma, in taluni casi addirittura prevengono la loro insorgenza”.

 Nell’ottica della prevenzione, “la PMA può essere una **scelta naturale** se viene effettuata alla fine di un percorso personalizzato volto alla comprensione dei fattori che inducono la difficoltà riproduttiva. Il livello di invasività delle terapie ormonali è oggi certamente modesto, a fronte degli ottimi risultati che si possono ottenere in termine di gravidanze. La vera sfida è spiegare che non bisogna arrivare troppo tardi ad un centro PMA per la paura di sentirsi diversi, ma anzi il percorso di diagnosi e [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) della PMA è un sollievo dallo stress dell’infertilità in un viaggio dentro sé stessi, per evolvere verso quello che l’incontro tra natura e cultura vorrà offrire al progetto di vita di ciascuno”.
  

## Tecniche di PMA: il ruolo dell’uomo

 Come ricorda il Dott. Andrea Salonia, Professore Associato di Urologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Divisione di Oncologia Sperimentale, Unità di Urologia, URI-Urological Research Institute, IRCCS Ospedale San Raffaele, bisogna prestare molta attenzione alla figura maschile che, a differenza di quanto si possa pensare, ha un ruolo centrale nella procreazione medicalmente assistita. “**Anche l’uomo è un attore fondamentale del percorso di PMA**, meritevole di una attenta valutazione diagnostica e di una eventuale e adeguata terapia. Troppo spesso, però, subisce l’imposizione del ruolo femminile anche rispetto al progetto genitoriale”.

 **Per approfondire guarda anche: “Procreazione assistita“**  

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
