# Protesi più somiglianti all'arto naturale aiutano anche nel movimento

> Studio Sapienza-Fondazione Santa Lucia

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-03-01
- **Aggiornato:** 2016-03-03
- **Tag:** 42,57,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/protesi-piu-somiglianti-all-arto-naturale-aiutano-anche-nel-movimento

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Roma, 1 mar. (AdnKronos Salute) - **Sviluppare [Protesi](https://www.paginemediche.it/glossario/protesi) con un'intelligenza superiore, capaci di rilevare l'errore e correggerlo in corsa,** esattamente come fa il nostro cervello in natura. È questo l'obiettivo in cui si inserisce lo studio appena concluso da un team di ricercatori della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia di Roma, che hanno scoperto i segni elettroencefalografici legati alla percezione di uno sbaglio. Una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sul 'The Journal of Neuroscience', e che permetterà di sviluppare [Protesi](https://www.paginemediche.it/glossario/protesi) 'smart'.

 Venti volontari, immersi attraverso occhialini 3D nell'ambiente virtuale di un Cave System - una stanza con pareti retroproiettate - hanno sperimentato il compito di afferrare un bicchiere sul tavolo mediante un braccio-avatar vissuto come parte del proprio corpo. **L'arto virtuale era programmato per compiere correttamente il gesto nel 70% dei casi ed erroneamente nel restante 30%.**Attraverso un caschetto normalmente utilizzato nei sistemi di interfaccia cervello-computer, i ricercatori hanno osservato i segnali elettrofisiologici dell'attività cerebrale durante lo svolgimento dell'azione.

 "Abbiamo rilevato - spiega Enea Pavone, coordinatore del team di ricerca - che quando il soggetto percepiva l'errore si verificava un'amplificazione dell'attività corticale, con una modifica dei segnali elettrofisiologici sia dal punto di vista delle frequenze che dei tempi. In più i test scientifici ci hanno confermato **l'importanza di realizzare [Protesi](https://www.paginemediche.it/glossario/protesi) che siano percepite dal soggetto in modo sempre più naturale come parte del proprio corpo**".

 **L'importanza della percezione della protesi come parte del proprio corpo (embodiment) è l'altro risultato interessante della ricerca, riferisce una nota dell'università Sapienza.** Ai volontari sottoposti all'esperimento veniva infatti anche chiesto di comunicare verbalmente l'intensità con cui percepivano il braccio-avatar come parte di sé. In più, all'estremo opposto dell'esperienza di embodiment le stesse azioni, con le medesime percentuali programmate di 70% di azioni corrette e 30% erronee, sono state ripetute da un avatar posto di fronte ai volontari, che in questo caso dovevano solo osservare.

 **I segnali elettrofisiologici si sono rilevati sempre meno chiari, quanto meno le persone monitorate percepivano l'azione come compiuta con il proprio corpo.**"Questo dato - prosegue Pavone - spiega l'importanza non solo estetica di realizzare protesi bioniche sempre più simili all'arto naturale del soggetto, per dimensioni, aspetto esteriore, posizionamento e orientamento rispetto a tutto il corpo".

 "Aver osservato e isolato i segnali elettrofisiologici del cervello, quando percepisce che sta commettendo un errore - commenta Salvatore Maria Aglioti, responsabile del Laboratorio di Neuroscienze sociali e cognitive che raggruppa il team di ricercatori coinvolti nello studio - ci fornisce **informazioni importanti per lo sviluppo di una nuova generazione di interfacce cervello-computer e di protesi intelligenti,** che superano la logica binaria tipica di qualsiasi linguaggio digitale.

 **Possiamo così puntare a realizzare tecnologie capaci d'intervenire sulle attività motorie con più alternative comportamentali,** in grado di correggere in tempo reale l’errore che si sta verificando. E' il passaggio da macchine che eseguono un comando di movimento, a macchine intelligenti che svolgono un’azione come in natura".

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
