# R&S: investimenti in aumento negli ultimi due anni

> Secondo un'indagine di Bain & Company, il 75% delle aziende è intenzionato ad aumentare le spese in R&S nei prossimi anni.

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-06-23
- **Aggiornato:** 2016-06-23
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/r-amp-s-investimenti-in-aumento-negli-ultimi-due-anni

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Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Numeri che testimoniano un 'Rinascimento della ricerca' in Italia, quelli diffusi oggi a Roma all'assemblea pubblica di Farmindustria al Teatro Argentina.
 Gli **investimenti in R&S** sono aumentati del 15% negli ultimi due anni, le domande di brevetto cresciute del 54% nel 2015, con più di 300 prodotti biotech in sviluppo.
 Sempre nel 2015 gli investimenti in ricerca nel Paese sono stati 1,4 miliardi (7% del totale in Italia), gli addetti hanno raggiunto quota 6.100 e le imprese hanno contribuito con 700 milioni agli studi clinici presso le strutture del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

 Si è aperta una nuova fase: secondo un'indagine di Bain & Company il 75% delle aziende è intenzionato ad aumentare le spese in R&S nei prossimi anni e il 20% a confermarle. E si può fare ancora di più.
 Con regole certe, sottolinea l'industra del farmaco riunita nella Capitale, l’Italia "potrebbe diventare **calamita di innovazione** e hub europeo degli studi clinici". Perché l’industria del farmaco tricolore può contare su vantaggi competitivi: a partire dalla **qualità**delle risorse umane, passando per la grande capacità di **innovazione** già presente nelle imprese con il modello 4.0. Una capacità tutta italiana di competere a livello globale e portare sempre più made in Italy nel mondo.
 E qui l'industria del farmaco si fa forte dei **numeri**: nel 2015 gli addetti nella farmaceutica sono aumentati dell’1%, soprattutto in produzione e ricerca (+3%), arrivando a 63.500. I nuovi assunti sono stati 6.000, il 20% in più rispetto ai 5 anni precedenti. E la metà è under 30, a dimostrazione che le imprese guardano al futuro scommettendo sull’entusiasmo dei giovani.

 La produzione ha registrato un balzo in avanti, oltre 30 miliardi, grazie alla forza trainante dell’**export**(22 miliardi, pari al 73%). Esportazioni che dal 2010 sono cresciute del 57% rispetto a una media dei Paesi UE del 33%.
 Gli investimenti sono arrivati a 2,6 miliardi (1,4 in R&S e 1,2 in produzione), con un aumento del 15% in due anni. "Il valore della R&S è il valore della vita. Oggi siamo nell’**età dell’oro dell’innovazione** e non possiamo vivere come se fossimo in quella del bronzo", ha detto Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria.
 "Nella ricerca l’Italia può essere **leader**- prosegue - come dimostra l’incremento degli investimenti e le eccellenze che si affermano a livello internazionale ad esempio nelle [Biotecnologie](https://www.paginemediche.it/glossario/biotecnologie), nelle terapie avanzate, nei [Vaccini](https://www.paginemediche.it/glossario/vaccini), negli emoderivati e negli studi clinici. E nella produzione conferma nel 2015 di essere un hub europeo, a un'incollatura dal primo posto della Germania, con la possibilità di superarla nel medio periodo".

 Un'industria in salute, capace di competere a livello internazionale, che ha bisogno però di una nuova governance per garantire la sostenibilità del sistema.
 "Basta con ricette economicistiche basate su visioni a silos e spazio invece alla valutazione delle terapie in funzione dei risultati clinici e del costo complessivo della cura. E che dire dei risparmi per il Ssn grazie ai farmaci innovativi che curano, migliorano la vita o guariscono completamente dalla malattia? Per una **politica del farmaco** orientata al futuro - conclude Scaccabarozzi - sono necessarie misure coraggiose come, ad esempio, prevedere che il miliardo e mezzo e più restituito dalle aziende con il payback sia investito per i farmaci innovativi".

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
