# Riconoscere l'Alzheimer attraverso il linguaggio

> I primi sintomi dell'Alzheimer si manifestano già nel linguaggio: chi è affetto da declino cognitivo lieve tende a utilizzare più parole del necessario.

- **Autore:** Massimo Canorro  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2017-03-14
- **Aggiornato:** 2018-07-03
- **Tag:** 574,51,468,356,597,575,565,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/riconoscere-l-alzheimer-attraverso-il-linguaggio

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“Una delle più grandi sfide che stiamo affrontando nella **lotta all’ Alzheimer** è quella di rilevare nel dettaglio – fin dalla giovane età – i cambiamenti che avvengono nella persona, distinguendoli dai mutamenti che già conosciamo e che si verificano con l’invecchiamento. Molti degli studi condotti finora si sono concentrati sui cambiamenti nella memoria, ma non possiamo sottovalutare**i mutamenti che si verificano a livello di linguaggio**”. Queste le parole di Janet Cohen Sherman, ricercatrice di riferimento del *Massachusetts Hospital*, nel corso del suo intervento al congresso annuale dell’*American Association for the Advancement of Science* (l’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze).

## Il linguaggio delle persone con disturbo cognitivo lieve

A sostegno di questa dichiarazione ci sono i risultati di una ricerca condotta dal suo team dalla quale emerge che le persone affette da “**declino cognitivo lieve**” – una forma di deficit della memoria e dell’apprendimento – tendono ad utilizzare più parole del necessario e a prendersi più tempo del dovuto per trovare i termini più adatti (rispetto a soggetti sani). Ciò non sta a significare che chi è affetto da declino cognitivo lieve si ammalerà di Alzheimer, quanto che il rischio di sviluppare una forma di [Demenza](https://www.paginemediche.it/glossario/demenza) – in casi come questi – oscilla tra le tre e le cinque volte in più rispetto ad una persona sana.

Nel dettaglio l’indagine diagnostico-linguistica ha coinvolto 68 individui: 22 di giovane età (sani), 25 anziani (sani) e 22 affetti da “declino cognitivo lieve”. A tutti loro è stato chiesto di risolvere un esercizio lessicale, inserendo tre parole: “penna”, “inchiostro”, “carta”. Mentre i partecipanti “sani” non hanno ravvisato grande difficoltà ad inserire questi termini in una frase semplice e di senso compiuto (“Scrivo sulla carta usando la penna a inchiostro”), **le persone affette da “declino cognitivo lieve” hanno fornito soluzioni vaghe e ridondanti**, non riuscendo a combinare i termini in maniera elementare né ad esprimere almeno una semplice frase di senso compiuto. E ancora impiegando – all’atto pratico – più tempo e più parole del necessario per ottenere il risultato finale. Ciò che la ricerca suggerisce, pertanto, è che queste “anomalie di linguaggio” potrebbero rappresentare le prime avvisaglie di demenza oppure, nei casi più gravi, del morbo di Alzheimer.

## Alzheimer, quali sono i campanelli d’allarme

**Il morbo di Alzheimer rappresenta la più comune causa di demenza** (costituisce il 55-60% di tutti i casi). Si tratta di un processo degenerativo che colpisce in maniera progressiva le cellule cerebrali, causando quell’insieme di sintomi che rientra nel nome di demenza, ovvero il declino crescente e complessivo delle funzioni cognitive nonché il deterioramento della personalità e della vita sociale.

Attualmente non esiste una prevenzione certamente efficace nei confronti del morbo, i cui sintomi – come illustrato nel dettaglio dall’*Alzheimer’s Association* statunitense – spaziano dalla perdita di memoria alle difficoltà nelle attività quotidiane, dai problemi di linguaggio al disorientamento nel tempo e nello spazio fino alla diminuzione della capacità di giudizio. E ancora, mutamenti di personalità, mancanza di iniziativa, cambiamenti di umore e/o di comportamento possono rappresentare dei campanelli d’allarme da non sottovalutare.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
