# Sanità 4.0: nell’inchiesta di Report anche Paginemediche

> Nel corso dell’inchiesta sulle nuove frontiere della sanità, Michele Buono ha messo in evidenza molte delle innovazioni che potrebbero migliorare l’efficienza e l’efficacia del nostro servizio sanitario.

- **Autore:** Paginemediche 
- **Pubblicato:** 2018-12-21
- **Aggiornato:** 2018-12-22
- **Tag:** 426
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/sanita-4-0-nell-inchiesta-di-report-anche-paginemediche

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15 Miliardi di euro l’anno è il risparmio sulla salute pubblica a cui potrebbe portare una sanità 4.0; un bel gruzzolo che potrebbe essere reinvestito per dare impulso all’edilizia, alla ricerca, all’università, a quelle start-up che si occupano di informatizzazione o ai centri di formazione. Questo significa **rivoluzionare la sanità, ma anche la qualità della salute**: è quanto evidenzia Sigfrido Ranucci nel corso dell'ultima puntata 2018 di Report andata in onda lo scorso 17 dicembre su Rai3 e visibile su RaiPlay a [questo link](http://bit.ly/2R9IwDO).

Nel corso dell’inchiesta "Sanità 4.0", condotta da **Michele Buono**, sono state eplorate le nuove frontiere della sanità, mettendo in evidenza molte delle innovazioni che potrebbero migliorare l’efficienza e l’efficacia del nostro servizio sanitario, tra cui intelligenza artificiale, sensori, dispositivi portatili. **Tutto integrato come in un’orchestra dove è il paziente a dirigere le note della propria salute**.

Dall’inchiesta emerge una situazione paradossale che viviamo in Italia: a fronte di una grandissima quantità di dati che vengono oggi raccolti su un paziente, non esiste una digitalizzazione degli stessi o comunque una conservazione digitale che renderebbe molto più utile il loro utilizzo. “*È come se in un’organizzazione ad alta produttività si scrivessero delle email e poi queste email venissero stampate e inviate per posta con francobollo*”, sottolinea Michele Buono.  

[Guarda qui l'inchiesta completa "Sanità 4.0".](http://bit.ly/2R9IwDO)

Ma l’ottimizzazione è possibile e lo dimostrano paesi come Israele, dove il paziente è davvero al centro del sistema, dove solo il 12% dei pazienti viene ospedalizzato perché è possibile fare medicina predittiva e seguire i pazienti a distanza attraverso la telemedicina, secondo un modello di innovazione che funziona perché – come si evidenzia nell’inchiesta di Report – non viene messo in discussione il contatto fisico che comunque continua ad esistere, ma anzi viene massimizzato. È un concetto questo che Michele Buono sintetizza in maniera chiara l’indomani nel [Facebook Live di Report](https://www.facebook.com/ReportRai3/videos/204107337199339/), riportando questo esempio: durante la notte un bambino ha la febbre altissima, invece di correre al pronto soccorso *immediatamente*può sfruttare un collegamento a distanza con un medico che in un sistema organizzato come quello di Tel Aviv è in grado di accorgersi se la condizione è gestibile anche a distanza o richiede un reale ricovero.

Per fare questo occorre **innovarsi e innovare**. Roberto Ascione, CEO di Healthware, sostiene che questo quoziente di innovazione oggi viene portato soprattutto dalle start up e che i sistemi sanitari di tutto il mondo possono attingere a questa innovazione per ripensare i propri processi, sperimentando proprio insieme con le start up, scambiandosi esperienze e informazioni per accelerare le idee.

L’Italia può sicuramente contribuire a creare una sanità 4.0 con soluzioni innovative come **Paginemediche** **che** **connette medici e pazienti online e offre un’esperienze di salute personalizzata a partire dai dati.**

Complimenti a Michele Buono, Report e Rai3 per aver condotto questa inchiesta e aver diffuso in Italia i temi della digital health anche attraverso la nostra esperienza.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
