# Sindrome di Alzheimer, arriva capsula per contrastare la malattia

> Una novità destinata a cambiare la vita di chi è affetto da Sindrome di Alzheimer che giunge a pochi giorni dalla settimana mondiale del cervello.

- **Autore:** Rosaura Bonfardino  (Giornalista esperta in salute e benessere)
- **Pubblicato:** 2016-03-23
- **Aggiornato:** 2017-02-24
- **Tag:** 468,198
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/sindrome-di-alzheimer-arriva-capsula-per-contrastare-la-malattia

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Una scoperta che farà parlare a lungo di sé, che giunge **a pochi giorni dalla [Settimana mondiale del Cervello](https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/settimana-del-cervello-2017-porte-aperte-alle-attivita-neurologiche)**. Una novità destinata a **cambiare la vita di chi è affetto da Sindrome di Alzheimer**.
 Arriva infatti dalla Svizzera una capsula che si impianta sottocute e che è in grado di rilasciare in modo graduale delle molecole che hanno la capacità di distruggere gli accumuli tossici che causano la demenza.

## Lo Studio

A scoprirla e metterla a punto (come riportato da [TgCom](http://http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/alzheimer-per-ripulire-il-cervello-arriva-una-capsula-con-anticorpi_2166495-201602a.shtml)) un gruppo di ricercatori del Politecnico federale di Losanna, sotto la guida di Patrick Aebischer. Si tratta di un piccolo involucro che rilascia in modo una sostanza che va a svolgere la sua funzione all'interno del cervello, distruggendo i beta-amiloidi, responsabili - come anticipato - della [Demenza](https://www.paginemediche.it/glossario/demenza) di Alzheimer. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Brain.

## La capsula

Costruita in materiale totalmente biocompatibile e grande solo pochi millimetri, contiene cellule modificate geneticamente e deputate proprio al rilascio di un flusso costante e lento di anticorpi.

## Il test sui topi

La ricerca è stata condotta su dei topolini suscettibili alla malattia, cui sono stati **impiantati sottocute le capsule**. La loro azione è stata monitorata per 39 settimane. Alla fine del periodo di studio è stato notato che nel cervello dei roditori si era enormemente ridotta la concentrazione di proteina beta-amiloide.Una innovazione che se avrà i risultati sperati anche sugli esseri umani, potrebbe essere un'importante risposta per contrastare e **tenere a freno la malattia**. L'Alzheimer ad oggi colpisce circa il 5% della popolazione al di sopra dei 65 anni e che costituisce la causa più comune della demenza senile.

## Altre ricerche passate

Se è vero che non esistono cure reali per contrastare la malattia, negli ultimi mesi sono state diverse le ricerche condotte per provare a dare una risposta alla malattia. Dallo spray a base di insulina che rilascia insulina, che viene veicolata direttamente al cervello, all'utilizzo di una bevanda nutrizionale su pazienti con AD molto precoce (pre-demenza). Un aiuto per conservare la memoria, incrementare la capacità di pensare e svolgere le normali attività quotidiane. Una risposta anche dalla frutta e in particolare dalla [prugna Kakadu](https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/kakadu-la-prugna-che-fa-bene-ai-malati-di-alzheimer), ricchissima di vitamina C, antiossidante fondamentale per il nostro organismo, per la sua importante funzione a livello cerebrale e di rafforzamento del sistema immunitario.

 **Per approfondire guarda anche “Malattia di Alzheimer“**

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
