# Trapianti: niente più farmaci antirigetto

> I risultati della ricerca sono promettenti. A breve sarà annunciato il caso del primo paziente al mondo che, dopo un trapianto di rene, non avrà bisogno di farmaci antirigetto.

- **Autore:** Adnkronos Salute 
- **Pubblicato:** 2016-07-15
- **Aggiornato:** 2016-07-15
- **Tag:** 468,362,563,11,648
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/trapianti-niente-piu-farmaci-antirigetto

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Roma, 15 lug. (AdnKronos Salute) - Un team di scienziati italiani vicino a poter annunciare "il caso del primo paziente al mondo che, dopo un [Trapianto](https://www.paginemediche.it/glossario/trapianto) di [Rene](https://www.paginemediche.it/glossario/rene) e grazie a una terapia a base di cellule staminali, non ha più bisogno di **farmaci antirigetto**". A dirlo Giuseppe Remuzzi, direttore del dipartimento di Medicina e Dipartimento dei trapianti all'azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coordinatore delle Ricerche all'Istituto Mario Negri Bergamo, oggi a Roma a una conferenza stampa organizzata al ministero della Salute sul secondo caso di donazione samaritana di organi.

 "Al momento - racconta Remuzzi - stiamo riducendo il numero e la dose dell'ultimo medicinale antirigetto che stiamo utilizzando, mentre normalmente sono almeno tre, di cui alcuni danno note**reazioni tossiche**. Le cellule staminali mesenchimali, usate all'interno di un protocollo approvato dall'Aifa, sono state ottenute dal midollo del paziente stesso e trattate nella nostra cell-factory. E stanno funzionando meglio di qualsiasi farmaco, con diversi effetti positivi: prima di tutto, riescono a inibire il [Sistema immunitario](https://www.paginemediche.it/glossario/sistema-immunitario) senza deprimere le difese dell'organismo".

 "Abbiamo scelto di trattare pochissimi pazienti per volta, ma in maniera molto **precisa**- conclude l'esperto - al momento ne abbiamo 6, tutti sottoposti a trapianto da vivente, e per il numero tre, da 4 anni in cura, i risultati" sono promettenti: "Siamo vicini a sospendere tutte le terapie farmacologiche", assicura.
 Si è trattato di una collaborazione "fra ospedale e Istituto Mario Negri, in cui abbiamo affiancato anche la ricerca su modello animale: sarebbe impossibile dar vita a questi progetti senza un filo diretto fra ricerca e clinica. Abbiamo inoltre avuto il via libera delle autorità regolatorie per iniziare a trattare anche pazienti trapiantati di fegato".

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
