# Trapianto di microbiota intestinale contro diabete e demenza

> Il trapianto di microbiota potrebbe costituire un approccio terapeutico efficace su molti fronti, dal diabete al morbo di Parkinson a quello di Alzheimer.

- **Autore:** Mara Pitari  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2019-01-23
- **Aggiornato:** 2019-01-23
- **Tag:** 555,356,561,176,295,24,25,569,573,597,574,48,51,468,498,589,362,289,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/trapianto-di-microbiota-intestinale-contro-diabete-e-demenza

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È ancora una volta il **microbiota** il soggetto prediletto della ricerca scientifica. L’insieme dei microrganismi simbiontici che abita nel nostro intestino è ultimamente al centro di molti studi internazionali e di importanti risultati sul funzionamento del nostro organismo nel suo complesso. L’ultima scoperta arriva dall’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, e rivela che **il trapianto del microbiota potrebbe aiutare a curare il [diabete](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/diabete-sintomi-complicanze-e-terapie) e la demenza**.

## Trapianto di microbiota contro diabete e demenza

Nell’intestino risiedono circa 500 specie di microrganismi: sono [batteri, funghi, virus e protozoi](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/batteri-virus-funghi-e-protozoi-la-microbiologia). Una popolazione composta da **miliardi di microbi** che svolgono **attività metaboliche** e nutrizionali, hanno **funzione protettiva** e stimolano la **risposta immunitaria** di fronte all’attacco di agenti patogeni.

Per questi motivi lo studio del microbiota è diventato di estremo interesse per la medicina, perché a differenza di alcuni fattori che non sono modificabili e che incidono sull’insorgenza di malattie – come l’età e la genetica – **modificare il** **microbioma** (cioè il patrimonio genetico posseduto dal microbiota) **si può**.

Almeno in teoria. Poco tempo fa uno studio condotto dalla ricercatrice italiana Cristina Menni presso il King’s College di Londra ha dimostrato, ad esempio, che l’**accumulo di grasso addominale** non dipenderebbe solo da una dieta scorretta o dalla sedentarietà, ma le molecole rilasciate dai batteri che compongono il microbiota intestinale in risposta al cibo ingerito influirebbe sulla [formazione della cosiddetta ‘pancetta’](https://www.paginemediche.it/benessere/sport-e-tempo-libero/pancia-piatta-gli-esercizi-per-snellire-l-addome). Ma questa è un’altra storia.

Ora, **il trapianto di microbiota, già in uso clinico contro le diarree croniche di origine batterica**, secondo l’ultima ricerca scientifica potrebbe costituire un **approccio terapeutico efficace su molti altri fronti**, dal diabete al [morbo di Parkinson](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/morbo-di-parkinson-sintomi-cause-e-diagnosi) a quello di [Alzheimer](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/alzheimer).

È quanto emerge dallo studio di Auckland, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Cellular and Infection Microbiology. Per arrivare a questa conclusione, il ricercatore Justin O’Sullivan, dell’università neozelandese che ha realizzato lo studio, ha portato avanti una revisione dei dati scientifici ricavati in seguito a dei trial clinici su trapianto di microbiota per la cura di diverse patologie. La prossima frontiera, secondo Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, sarà quindi **selezionare dei “super-donatori**”: persone il cui microbiota è adatto così com’è a curare l'intestino dei pazienti.

## Trapianto di microbiota come cura. Ma servono dei super-donatori

Il trapianto di microbiota si fa **a** **partire dalle feci di donatori sani** che vengono purificate per estrarne la popolazione batterica.

“Negli ultimi due decenni il numero di malattie associate a cambiamenti del microbiota intestinale è aumentato”, ha spiegato O’Sullivan.

Nei test clinici esaminati dai ricercatori è emerso che **il successo del trapianto di microbiota dipendeva in buona parte dal donatore**. Non tutti i donatori quindi hanno un microbiota ugualmente efficace nel favorire la guarigione dalle malattie. Secondo O’Sullivan e colleghi, sarà **essenziale nel prossimo futuro far riferimento esclusivamente ai super-donatori** di feci per verificare in modo attendibile l’efficacia della terapia su diverse malattie. Parallelamente, conclude, sarà importante esaminare a fondo il microbiota di questi super-donatori per capire qual è la chiave della sua efficacia. 

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
