# Tumore alle ovaie, scoperta la firma molecolare delle forme più aggressive

> La scoperta è italiana e potrebbe portare a importanti risultati nella lotta al carcinoma ovarico. Il MiROvaR è in grado di identificare il rischio di ricaduta delle pazienti.

- **Autore:** GoSalute 
- **Pubblicato:** 2016-07-21
- **Aggiornato:** 2016-07-21
- **Tag:** 56,27,281,317,468,582
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/tumore-alle-ovaie-scoperta-la-firma-molecolare-delle-forme-piu-aggressive

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Individuata la firma molecolare che identifica le forme più aggressive del [Tumore](https://www.paginemediche.it/glossario/tumore) all’ovaio, [Cancro](https://www.paginemediche.it/glossario/cancro) dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell’organo.
 La scoperta, effettuata da uno [studio](http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(16)30108-5/abstract) multicentrico italiano pubblicato sulla rivista *The Lancet Oncology,* testimonia l’alta qualità e l’impatto della **ricerca italiana** a livello internazionale, possibile grazie alle competenze biomolecolari, bioinformatiche e cliniche dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare (Marina Bagnoli, Silvana Canevari, Loris De Cecco), con la struttura di Chirurgia Ginecologica (Francesco Raspagliesi) e con altri centri italiani di eccellenza per questa patologia, in particolare l’IRCCS Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Erika Cecchin e Giuseppe Toffoli) e l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli (Sandro Pignata, Daniela Califano e Francesco Perrone).

 In estrema sintesi, alla firma molecolare individuata è stato dato il nome di **MiROvaR** ed è basata sull’espressione di 35 microRNA, in grado di identificare in modo molto accurato il **rischio di ricaduta** delle pazienti, sin dal momento della diagnosi. Il MiROvaR, inoltre, è stato sviluppato partendo dall’analisi di campioni di [Carcinoma](https://www.paginemediche.it/glossario/carcinoma) ovarico, raccolti grazie all’impegno del gruppo MITO (gruppo multicentrico italiano per il disegno di trial clinici di tumori ginecologici).
  

## Il parere dell'esperto

 A proposito della scoperta, la dott.ssa **Delia Mezzanzanica**, responsabile della Struttura di Terapie Molecolari all’Istituto Tumori di Milano, ha spiegato che “il carcinoma ovarico è un tumore poco frequente ma ad elevata mortalità. È di difficile diagnosi, è caratterizzato da un’elevata eterogeneità sia patologica sia molecolare e tende a ripresentarsi dopo la [chemioterapia](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/chemioterapia-che-cos-e-e-quando-si-esegue) sviluppando resistenza ai trattamenti farmacologici. Questo tumore rimane la**prima causa di morte**dei tumori di tipo ginecologico. Negli ultimi anni si stanno studiando le sue caratteristiche molecolari per capire al momento della diagnosi quali siano i tumori più aggressivi, cioè quelli che diventano resistenti alla chemioterapia e recidivano più rapidamente, per migliorare il loro trattamento".

 E ancora: l’efficacia del MiROvaR “nel prevedere il rischio di ricaduta di malattia - ha approfondito Mezzanzanica - è stata poi verificata complessivamente in quasi **900 casi** di carcinoma ovarico mettendo a disposizione della comunità scientifica internazionale la più ampia collezione di dati sull’espressione di microRNA al momento disponibile per questa patologia".

 Si tratta di una ricerca che potrebbe portare a importanti risultati nella lotta al carcinoma ovarico: "L’identificazione precoce delle pazienti ad alto rischio di ricaduta di malattia permetterà di inserirle in**protocolli di [trattamento](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/doxorubicina-liposomiale-pegilata-nel-trattamento-del-carcinoma-ovarico)** più aggressivi così da colpire il tumore in modo più deciso e ritardarne o bloccarne la ripresa - ha concluso Mezzanzanica  -.  L’impiego di MiROvaR nella pratica clinica potrà comunque avvenire solo a seguito di ulteriori verifiche della sua precisione predittiva".
 Lo studio è stato finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e dalla Fondazione CARIPLO.

 **Per approfondire guarda anche: “Cancro alle ovaie“**  

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
