# Una nuova tecnologia aiuterà a combattere il cancro

> Si tratta di una nanosonda che è in grado di individuare e distruggere le cellule del cancro in modo mirato.

- **Autore:** GoSalute 
- **Pubblicato:** 2016-12-15
- **Aggiornato:** 2016-12-15
- **Tag:** 56,317,468
- **URL:** https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/una-nuova-tecnologia-aiutera-a-combattere-il-cancro

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Sviluppata una nanosonda che, una volta inserita nel corpo, è in grado di **individuare e attaccare alcune cellule del cancro** così da identificarle e distruggerle. Questa innovazione medica è stata creata da ingegneri biologici della*Natural Research Nuclear University MePhl* di Mosca e si prefigge l’ambizioso obiettivo di scoprire la formazione della prima [Cellula](https://www.paginemediche.it/glossario/cellula) di [Cancro](https://www.paginemediche.it/glossario/cancro) nel corpo umano, quando la malattia è ancora lontana dal provocare danni irreversibili.

Mikhail Strijánov, presidente della MEPhI, negli ultimi anni ha impegnato i ricercatori nel campo della **nanomedicina**per creare piccolissimi "shuttle" non solo per la diagnosi ma anche per utilizzare le terapie in grado di **trasportare farmaci dentro le cellule tumorali**, mirate a ridurre gli effetti collaterali e massimizzare l'efficacia delle molecole introdotte.

Nel dettaglio, la nanosonda si comporta come un minuscolo "Caronte", in grado di traghettare i farmaci all'interno del [Tumore](https://www.paginemediche.it/glossario/tumore) e cioè un nucleo radioattivo che vive solo poche ore aggredendo il tumore, irradiandolo per un tempo limitato per poi diventare **innocuo per il paziente**, come spiegato da Irina Zavestóvskaya, direttrice dell'Istituto di Ingegneria, Fisica e Biomedicina, integrato nella struttura del MEPhI.
 Una volta dentro, come un "cavallo di Troia", **la nanosonda potrà rilasciare il radiofarmaco in modo mirato**.

L'obiettivo dei ricercatori è quello di portare la ricerca nanomedica verso un'applicazione clinica per la salute dell'uomo con il sistema di nanosonde in un termine massimo di due o tre anni, quando saranno concluse tutte le prove cliniche.

 

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
