# Curarsi è come votare: un dovere e un diritto inalienabile

> Soltanto curandoci bene possiamo migliorare la qualità della nostra vita e concorrere al benessere collettivo.

- **Autore:** Paginemediche 
- **Pubblicato:** 2021-03-09
- **Aggiornato:** 2021-04-02
- **Tag:** 555,356,426,569,211,218,226
- **URL:** https://www.paginemediche.it/salute-digitale/curarsi-e-come-votare-un-dovere-e-un-diritto-inalienabile

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Curarsi è solo un diritto o anche un dovere? Rispondere a questa domanda è piuttosto complicato. Partiamo da un elemento oggettivo e valido in ogni circostanza, la Costituzione Italiana, madre di tutte le norme e le leggi.

Per l’esattezza, l’articolo 32: “**La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività**, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Semplice no? In termini legislativi questo articolo della Costituzione identifica **le cure come un diritto immediatamente precettivo ed efficace erga omnes, senza cioè bisogno che vengano emanate altre leggi per renderlo ‘attivo’**. Ma la giurisprudenza inserisce un distinguo: ci sono dei trattamenti sanitari obbligatori a cui tutti dobbiamo sottoporci perché fondamentali per il raggiungimento del benessere della collettività. I trattamenti di salute mentale, per esempio, o anche alcune vaccinazioni neonatali.

## La centralità del paziente

Chiarito il quadro giuridico, occupiamoci delle persone. Siccome è impossibile attribuire un ‘valore oggettivo misurabile’ al bene-salute, perché è totalmente soggettivo e più o meno desiderabile a seconda del benessere in grado di generare per il singolo. Ovvero: **la nostra salute è tanto importante quanto contribuisce a migliorare la qualità della nostra vita**.

E qui c’è il punto: questa considerazione pone fine al rapporto paternalistico medico-paziente del passato e trasforma il paziente stesso nel reale protagonista dello stato di ben-essere. Non solo: l’aderenza terapeutica a un progetto condiviso col medico concretizza il cosiddetto **empowerment del paziente**. Tradotto: soltanto curandoci bene e come dice il medico possiamo godere del nostro diritto alla salute.

Insomma, **curarsi è come votare: è un diritto inalienabile** perché nessuno può privarcene; è un dovere perché dobbiamo obbligatoriamente fare qualcosa per poter godere del diritto alla salute.

È da qui che siamo partiti quando abbiamo creato Paginemediche: il paziente e chi lo supporta è al centro della nostra galassia perché **è il paziente stesso il centro di ogni azione di salute**. Ed è obbligatorio curarsi perché facendolo facciamo stare bene noi stessi e contribuiamo al benessere di tutta la società.

Ecco perché qui ([Digitalizzare vuol dire prevenire, quindi risparmiare](https://www.paginemediche.it/salute-digitale/perche-digitalizzare-la-sanita-vuol-dire-prevenire)) abbiamo sottolineato l’importanza della prevenzione mentre in questo articolo ci concentriamo sulla centralità del paziente: **è compito di tutti noi concorrere al benessere collettivo.** Farlo attraverso una piattaforma digitale che permette ai nostri medici di verificare i progressi delle terapie e a noi stessi di ‘aderire perfettamente’ alle terapie prescritte è un gesto civico che fa del bene a tutti.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
