Dr.ssa Elisa Marcheselli Dottore Premium

Specialista in Psicoterapia e Psicologia dello sviluppo e dell'educazione

Psicologo - Psicoterapeuta
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26 AGO 2019

Il dolore della mente

Il dolore della mente

A volte l’unica pace viene percepita solo dormendo. Chiudendo gli occhi e calandosi in un torpore mentale fatto di pensieri che si mescolano con l’onirico. Tutti almeno una volta nella vita abbiamo provato un dolore mentale così lancinante, dove l’unica forma di ristoro era calarsi tra le braccia di Morfeo.

Un dolore che può essere scatenato da un trauma, un episodio scioccante, un lutto, una crisi economica, una fine di una storia d’amore. Tanti modi per poter innescare un dolore mentale. A volte il tempo guarisce questo stato, altre volte invece tutto si cronicizza in un loop dove aprire gli occhi per iniziare una giornata diventa una tortura che finisce la sera quando gli occhi si chiudono nel sonno indotto.

In psicologia clinica questo stato ha un nome, conosciuto da tutti ma molto spesso abusato come termine anche tra i giovani, ovvero la depressione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nel 2021 sarà la prima causa di invalidità nell’ambito del lavoro, confermando che è il disturbo mentale più diffuso al mondo, con un costo sociale elevatissimo. Il confronto statistico tra 18 Nazioni, studio apparso sulla rivista BMC Medicine, mostra come la Cina sia il paese meno a rischio per questa patologia, mentre la Francia i Paesi Bassi e gli Stati Uniti sarebbero i più colpiti. Sembrerebbe che il rischio di ammalarsi di depressione sia in relazione ad un reddito medio alto e quindi ad un tenore di vita agiato. Il nuovo manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-V) la definisce come uno stato di profonda tristezza, calo della spinta vitale, perdita di interesse verso le normali attività, pensieri negativi e pessimistici.

È un disturbo molto frequente e diffuso e la sua incidenza è in aumento. La cura della depressione prevede interventi farmacologici e non farmacologici integrati. La ricerca ha dimostrato che, nella maggioranza dei casi, il trattamento farmacologico unito a quello psicoterapico favorisce i migliori risultati terapeutici. In genere i percorsi di psicoterapia in questi casi, sono orientati ad un lavoro su pensieri, situazioni e condizioni che stanno alla base e che hanno scatenato il disturbo depressivo. È importante fornire strumenti per iniziare fin da subito a lavorare sui propri pensieri e sui propri sintomi. In generale i trattamenti psicoterapici per la depressione hanno mostrato una buona efficacia. Il ricovero in ospedale è possibile ed indicato in casi gravi o resistenti, quando le condizioni cliniche lo suggeriscano o quando siano presenti importanti ideazioni suicidarie.

L’importante è prevenire e agire nei tempi giusti prima che questo dolore mentale diventi cronico e in grado di spegnere la forza vitale della persona, come la fiamma di una candela al vento.

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Chi sono
Sono la Dott.ssa Elisa Marcheselli, mi occupo di salute mentale e benessere psico-fisico. Tratto disturbi clinici come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari e di personalità. Aiuto le persone a risolvere disagi emotivi e relazionali in ambito personale e professionale. Studio i comportamenti connessi alla dipendenza da internet e i comportamenti antisociali che nascono dall'uso improprio delle tecnologie (cybercrime, cyberbullismo, sexting, pedofilia on line, hatespeech). Lavoro all'interno dei sistemi organizzativi per favorire un clima positivo e produttivo e per potenziare la performance. Studio ed utilizzo la Tecnologia Positiva, per aumentare il benessere individuale e organizzativo. Promuovo l'uso positivo e consapevole delle nuove tecnologie.