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14 FEB 2020

Il gaslighting: quando si verifica la manipolazione mentale

Il gaslighting: quando si verifica la manipolazione mentale

ll termine gaslighting deriva da un’opera teatrale del 1938 ad opera dello scrittore Patrick Hamilton, “Gas Light”, e dai suoi successivi adattamenti cinematografici. La trama racconta la vita di Paula e Gregory: lei la vittima, lui il carnefice. L’uomo, per far perdere il senno alla donna, faceva sparire oggetti, abbassava le luci, le faceva credere che determinate cose non fossero in realtà mai avvenute portandola quasi alla follia.

Il gaslighting è una forma di abuso molto più comune di quanto si possa pensare. Si verifica ogni volta che qualcuno ci mente, cambiando l’evidenza dei fatti per imporci una realtà, modificata a suo piacimento e tornaconto. Come ricordo sempre, in psicologia non si parla di tutto o niente, i comportamenti si manifestano con un certo grado. Anche il gaslighting non è per forza quello descritto nell’opera teatrale e le intenzioni del gaslighter (la persona che manipola la realtà) non sono sempre violente. Per esempio, un genitore che mente al figlio per alterare la sua percezione dei fatti e trarne vantaggio può essere definito un gaslighter. Pensiamo al caso una vedova racconti al figlio ancora piccolo che suo padre è in viaggio, nonostante il bambino abbia assistito al funerale. Pur agendo in buona fede, la madre porterà suo figlio a dubitare della sua stessa percezione.

La ricerca dimostra che il gaslighter e la vittima sono quasi sempre partner o parenti stretti. Quello della madre è un caso limite; solitamente il comportamento gaslighting è adottato dal coniuge abusante per allontanare il partner nel caso si vivano rapporti conflittuali, forte asimmetria nella relazione, dipendenza o evitamento e relazioni extraconiugali.

È interessante chiedersi se questo tipo di manipolazione può avvenire anche tramite i mezzi online. Riflettiamo su questo fatto: la manipolazione dei social media è già iniziata da tempo, un esempio è in campo militare: un articolo del Guardian descrive l'iniziativa del comando militare USA che ha fatto sviluppare da una società specializzata (Ntrepid) un software per manipolare i social media. Inoltre i mezzi di comunicazione di massa (radio-TV-Web) sono diventati determinanti nella creazione del senso comune. Quel ruolo di mediazione tra la complessità della realtà sociale e l'individuo, ruolo che Lippmann aveva assegnato agli "pseudoambienti", è cambiato.

Secondo il linguista George Lakoff  gli pseudoambienti sono oggi costituiti non tanto da contenuti quanto da codici, simboli e cornici comunicative (frame), vale a dire da metafore che orientano la mente degli ascoltatori/telespettatori nella direzione voluta. Infatti l'efficacia della manipolazione mediatica non dipende dai simboli o dalle metafore in quanto tali, quanto dalla loro capacità di creare un contesto emotivo favorevole all'accoglimento dei successivi messaggi politici o commerciali

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Chi sono
Sono la Dott.ssa Elisa Marcheselli, mi occupo di salute mentale e benessere psico-fisico. Tratto disturbi clinici come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari e di personalità. Aiuto le persone a risolvere disagi emotivi e relazionali in ambito personale e professionale. Studio i comportamenti connessi alla dipendenza da internet e i comportamenti antisociali che nascono dall'uso improprio delle tecnologie (cybercrime, cyberbullismo, sexting, pedofilia on line, hatespeech). Lavoro all'interno dei sistemi organizzativi per favorire un clima positivo e produttivo e per potenziare la performance. Studio ed utilizzo la Tecnologia Positiva, per aumentare il benessere individuale e organizzativo. Promuovo l'uso positivo e consapevole delle nuove tecnologie.