Dr.ssa Elisa Marcheselli

Specialista in Psicologia

Psicologo
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20 NOV 2020

L'esclusione digitale è un problema psico-sociale

L'esclusione digitale è un problema psico-sociale

Il digital divide è il divario che c’è tra chi ha accesso (adeguato) a internet e chi non ce l’ha (per una personale scelta o per altri fattori). Chi non ha accesso alla rete è escluso dai vantaggi della società digitale, che si muove sulle piattaforme dei social networks, degli e-commerce ecc.

Gli studi sociali dimostrano che chi è escluso digitalmente subisce dei danni socio-economici e culturali. Queste riflessioni sono ampliamente avvalorate dall’analisi delle necessità nuove che emergono a causa dell’emergenza sanitaria Covid 19. Il distanziamento sociale e l’isolamento hanno accelerato la necessita dell’utilizzo delle nuove tecnologie per essere inclusi e non esclusi.

Le necessità di digitalizzazione non riguardano solo la socializzazione ma ad esempio l'accesso ai servizi di necessità come l’home banking o i servizi demografici e sanitari, sempre più dematerializzati, nei Comuni. L’inclusione o l’esclusione dal mondo digitale anche a causa dell’emergenza Covid 19 traccerà un solco ancora più netto evidenziando le disuguaglianze, divenendo un problema sociale.

Quali sono le tipologie del digital divide?

Possiamo distinguere tre tipi di divario digitale: globale, sociale e democratico. Il primo si riferisce alle opportunità che possono offrire i paesi più o meno sviluppati; il secondo riguarda le disparità esistenti all’interno di un singolo paese; il terzo riguarda il livello di partecipazione attiva in base all’uso più o meno consapevole delle tecnologie. Tutte e tre hanno in comune il risultato negativo da chi viene escluso digitalmente.

Chi sono gli esclusi digitali?

Tra le categorie più minacciate dall’esclusione digitale vi sono i soggetti anziani (cd. “digital divide intergenerazionale”), le donne non occupate o in particolari condizioni (cd. “digital divide di genere”), gli immigrati (cd. “digital divide linguistico-culturale”), le persone con disabilità, le persone detenute e le persone con bassi livelli di scolarizzazione e di istruzione.

Quando si analizza il fenomeno del divario digitale, è necessario evidenziare una dimensione psico-cognitiva, che riguarda il mancato sviluppo di specifiche competenze minime che impediscono l’accesso al cyberspazio, e una dimensione organizzativa, che riguarda le disponibilità presenti nel luogo di appartenenza.

Per questo è sempre più importante che i professionisti del settore promuovano una formazione specifica di competenze digitali per le categorie a rischio di esclusione. In questo, la psicologia è di ausilio nel promuovere le competenze cognitive necessarie e nello sviluppo di una coscienza e consapevolezza del mezzo tecnologico.

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Chi sono
Sono la Dott. ssa Elisa Marcheselli, mi occupo di salute mentale e benessere psico-fisico. Tratto disturbi clinici come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari e di personalità. Aiuto le persone a risolvere disagi emotivi e relazionali in ambito personale e professionale. Studio i comportamenti connessi alla dipendenza da internet e i comportamenti antisociali che nascono dall'uso improprio delle tecnologie (cybercrime, cyberbullismo, sexting, pedofilia on line, hatespeech). Lavoro all'interno dei sistemi organizzativi per favorire un clima positivo e produttivo e per potenziare la performance. Studio ed utilizzo la Tecnologia Positiva, per aumentare il benessere individuale e organizzativo. Promuovo l'uso positivo e consapevole delle nuove tecnologie.