Dr.ssa Elisa Marcheselli

Specialista in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e Psicoterapia

Psicologo - Psicoterapeuta
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03 LUG 2020

La capacità specifica di risolvere problemi: il Problem Solving

La capacità specifica di risolvere problemi: il Problem Solving

Sapete che nella nostra mente esiste una capacità specifica per risolvere i problemi? Questa capacità si chiamo “Problem Solving”. È una soft skill ovvero una competenza che è possibile apprendere ed implementare. È una competenza molto importante perché ci permette di risolvere i problemi di ogni genere: sentimentali, professionali, personali ecc, ci aiuta ad affrontare le sfide della vita ogni giorno. È importante parlarne perché come ogni competenza se ne siamo consapevoli della sua importanza e della sua utilità possiamo potenziarla e perfezionarla.

È possibile imparare il percorso strategico che porta a dare la risposta migliore alle situazioni critiche oppure nuove. Le persone si possono approcciare ai problemi in vari modi: più riflessivi o più istintivi; più cauti o più trasgressivi. Molte persone vivono costantemente il ripresentarsi dei soliti problemi, per i quali in maniera automatica metto in atto sempre le stesse soluzioni. La nostra mente per un principio di “economia cognitiva” ovvero di risparmiare fatica; tende a mettere in atto le stesse soluzioni per ogni tipo di problema, ma questo può diventare un limite e complicare le situazioni.

Per questo psicologi e neuropsicologi hanno studiato un modello di applicazione specifico per risolvere i problemi che, con passaggi e fasi dettagliate, portano alla risoluzione del problema. Questa capacità può essere quindi insegnata e appresa con l’obiettivo di imparare nuovi modi di approcciarsi alle situazioni complicate con ricadute tangibili nella risoluzione delle questioni.

Le fasi del Problem Solving

Quali sono gli strumenti mentali del “Problem solving”? È consigliabile svolgere per iscritto queste fasi e solo successivamente, dopo aver appreso la tecnica, è possibile farlo solo mentalmente:

  1. Definire l’obiettivo: è una fase cruciale dove deve essere messo in discussione se il problema visto è il reale problema da risolvere. Rispondendo alle semplici domande (5 Whys) è possibile identificare il vero obiettivo da raggiungere.
  2. Analisi delle passate soluzioni messe in atto, che non hanno portato a risolvere il problema: questo aiuta a non commettere gli stessi errori.
  3. Domanda magica su quale sarebbe lo scenario peggiore che si potrebbe realizzare.
  4. Domanda magica sullo scenario migliore che si potrebbe ottenere.

Queste domande aiutano a sbloccare le resistenze mentali, usando la creatività per valutare nuove alternative peggiorative e migliorative.

  1. Tecnica dello scalatore: ovvero porsi l’obiettivo al numero 10 e a ritroso svolgere il percorso (9,8,7,6….) in modo da verificare i passi giusti che portano a realizzare la soluzione.
  2. Azione: a questo punto si mette in atto la prima azione che nella tecnica dello scalatore ci indica la fase di avvio del processo risolutivo.

Questa tecnica si usa anche in ambito aziendale in modalità di lavoro di gruppo. Ingrediente fondamentale per aver successo è seguire ogni passaggio e ogni fase senza saltarne una.

Buona esercitazione!!

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Chi sono
Sono la Dott.ssa Elisa Marcheselli, mi occupo di salute mentale e benessere psico-fisico. Tratto disturbi clinici come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari e di personalità. Aiuto le persone a risolvere disagi emotivi e relazionali in ambito personale e professionale. Studio i comportamenti connessi alla dipendenza da internet e i comportamenti antisociali che nascono dall'uso improprio delle tecnologie (cybercrime, cyberbullismo, sexting, pedofilia on line, hatespeech). Lavoro all'interno dei sistemi organizzativi per favorire un clima positivo e produttivo e per potenziare la performance. Studio ed utilizzo la Tecnologia Positiva, per aumentare il benessere individuale e organizzativo. Promuovo l'uso positivo e consapevole delle nuove tecnologie.