Dr.ssa Elisa Marcheselli

Specialista in Psicologia

Psicologo
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15 GEN 2020

Possiamo riconoscere le menzogne?

Possiamo riconoscere le menzogne?

Da anni filosofi, sociologi, scienziati cognitivisti e psicologi si interrogano sulla natura del mentire. Alcuni lo classificano come una distorsione del pensiero e quindi come una cosa da correggere, per altri è un comportamento indispensabile, di sopravvivenza e soprattutto inevitabile.

La menzogna nel gergo popolare viene intesa come quell’azione verbale rivolta verso gli altri per alterare alcuni dati reali. Ma esiste anche una menzogna rivolta a se stessi definita con il concetto di autoinganno (self-deceptive). Le ricerche dimostrano che le persone che vivono con autoinganni hanno probabilità maggiori di incorrere in dipendenze da sostanze o da gioco.

Per la teoria della dissonanza cognitiva, le persone riescono a mentire a se stesse per autorizzarsi una scelta senza subire il senso di colpa. Ad esempio una persona sceglie di continuare a fumare pur sapendo che il fumo è dannoso ma si autoinganna che per lui quei rischi non esistono o avvalora la propria scelta alimentando la credenza con frasi del tipo “ma mio padre ha sempre fumato" oppure "il mio medico fuma”.

Per la teoria costruttivista è importante capire che l’autoinganno è condizione sine qua non in quanto esistono tante realtà per quanti sono i punti di vista esistenti. Non esiste una realtà oggettiva ma esiste una realtà interpretata e quindi soggettiva che genera in ognuno di noi una visione singolare del mondo. In quest’ottica quindi l’autoinganno è la costruzione soggettiva, più o meno funzionale, della nostra realtà.

Quindi come possiamo accorgerci quando noi mentiamo a noi stessi e come possiamo riconoscere le menzogne degli altri?
Nel primo caso possiamo accorgersi dei nostri autoinganni solo se applichiamo un pensiero critico e costruttivo verso noi stessi, e se siamo allenati ad ascoltare in maniera consapevole e volontaria le nostre sensazioni di coerenza interna tra gli stati emotivi e nostri pensieri. Proprio perché gli autoinganni non sono sempre positivi ed efficaci per le nostre scelte, è importante allenarsi ad analizzare la realtà con punti di vista diversi.

Per scorgere la menzogna negli altri vi voglio rassicurare che siamo dotati di specifici neuroni, denominati neuroni a specchio, che sono programmati proprio per rispecchiare e scorgere le emozioni nell’altro, dandoci la possibilità di sentire la stessa emozione (simpatia) o di comprendere l’emozione dell’altro (empatia). Nel momento che qualcuno produce una menzogna, proprio perché attiva maggiori aree del cervello, può svelare alcune congruenze tra ciò che dice e come lo dice quindi tra il comportamento verbale e non verbale che un attento osservatore potrebbe scorgere. In altri casi esistono gli abili mentitori che possono in qualche modo ingannare l’interlocutore e bypassare le incongruenze tra il verbale e il non verbale.
Quindi l’abile osservatore o l’abile mentitore possono incontrarsi e il più abile a livello comunicativo avrà la meglio sull’altro.

In ogni caso il consiglio è di essere coerenti il più possibile con noi stessi, riuscendo a riconoscere i propri autoinganni ed allenarsi a riconoscere gli autoinganni degli altri.

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Chi sono
Sono la Dott. ssa Elisa Marcheselli, mi occupo di salute mentale e benessere psico-fisico. Tratto disturbi clinici come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari e di personalità. Aiuto le persone a risolvere disagi emotivi e relazionali in ambito personale e professionale. Studio i comportamenti connessi alla dipendenza da internet e i comportamenti antisociali che nascono dall'uso improprio delle tecnologie (cybercrime, cyberbullismo, sexting, pedofilia on line, hatespeech). Lavoro all'interno dei sistemi organizzativi per favorire un clima positivo e produttivo e per potenziare la performance. Studio ed utilizzo la Tecnologia Positiva, per aumentare il benessere individuale e organizzativo. Promuovo l'uso positivo e consapevole delle nuove tecnologie.