Dr.ssa Elisa Marcheselli

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Psicologo
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17 GIU 2021

Sport e disabilità: strumento di integrazione per chi ne ha più bisogno

Sport e disabilità: strumento di integrazione per chi ne ha più bisogno

Le scienze psicologiche riconoscono allo sport un importante valore educativo, consentendo di instaurare relazioni sociali stimolanti. Queste caratteristiche valgono ancor di più per le persone con disabilità sia fisiche che intellettuali. La persona con disabilità, attraverso l’attività sportiva, è in grado di migliorare le proprie capacità cognitive e la vita di relazione, aumentare le proprie capacità fisiche e ottenere gratificazione dai risultati raggiunti, cosa che migliora la stabilità emotiva.

Lo sport aiuta l'integrazione sociale

L’integrazione sociale è fondamentale per garantire una buona qualità di vita a tutti gli individui e lo diventa ancora di più quando si parla di persone con disabilità. Lo sport è sempre stato uno dei mezzi privilegiati per favorire l’integrazione sociale anche nei soggetti meno predisposti ed è risultato tale anche nel processo di inclusione delle persone disabili.

L’attività sportiva aiuta le persone con disabilità a confrontarsi con i propri limiti e a cercare di superarli; in più, favorisce lo sviluppo delle proprie potenzialità che ogni individuo custodisce dentro di sé, incentiva l’esplorazione di nuove attitudini e consente di scaricare tensione e frustrazioni in un modo che sia socialmente accettabile. Lo sport è un’occasione che permette di ottenere risultati positivi, di eccellere in qualcosa, rafforzando l’autostima e il senso di identità, migliorando la percezione di sé stessi. Le regole che sono proprie di ogni attività sportiva, invece, contribuiscono a migliorare la capacità di cooperazione.

Il diritto allo sport

Negli ultimi anni, la crescente popolarità degli sport paraolimpici, e degli sportivi che li praticano, hanno contribuito a sottolineare che le persone con disabilità sono in grado di perseguire qualunque obiettivo e a diminuire la percezione di individui limitati. Quello di praticare sport è quindi un diritto garantito anche da:

  • Carta Internazionale dello Sport e dell’Educazione Fisica dell’UNESCO (Parigi, 1978). Sancisce per tutti i cittadini diritto ad accedere all’attività sportiva e che essa deve essere adattata alle necessità delle fasce più deboli della società, come i bambini e le persone con disabilità;
  • Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata in Italia nel 2009). L’articolo 30 parla esplicitamente di partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi e allo sport. Attraverso il riconoscimento del diritto ad accedere alla cultura e allo sport, invita gli Stati Parti a incoraggiare e promuovere la partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive.

Spesso le famiglie con soggetti disabili e i disabili stessi possono trovare difficoltà ad attuare il diritto allo sport, ma reti associative e professionisti possono venire in aiuto affinché non si rinunci allo sport, promuovendo il diritto alla salute e al benessere psico-fisico.

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Chi sono
Sono la Dott. ssa Elisa Marcheselli, mi occupo di salute mentale e benessere psico-fisico. Tratto disturbi clinici come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari e di personalità. Aiuto le persone a risolvere disagi emotivi e relazionali in ambito personale e professionale. Studio i comportamenti connessi alla dipendenza da internet e i comportamenti antisociali che nascono dall'uso improprio delle tecnologie (cybercrime, cyberbullismo, sexting, pedofilia on line, hatespeech). Lavoro all'interno dei sistemi organizzativi per favorire un clima positivo e produttivo e per potenziare la performance. Studio ed utilizzo la Tecnologia Positiva, per aumentare il benessere individuale e organizzativo. Promuovo l'uso positivo e consapevole delle nuove tecnologie.