Dr.ssa Elisa Marcheselli Dottore Premium

Specialista in Psicoterapia e Psicologia dello sviluppo e dell'educazione

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11 SET 2019

Thin-slicing: dare un giudizio in pochi secondi

Thin-slicing: dare un giudizio in pochi secondi

Oscar Wilde scriveva: “Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta”. I primi istanti di un incontro sono determinanti per la creazione del giudizio successivo sull’altro.

Il nostro cervello è in grado di elaborare in maniera molto veloce le informazioni, in un tempo molto ristretto: trenta secondi; catalogando l’altra persona e inserendola in una specifica categoria di riferimento, costruita in base alle esperienze passate. Alcune ricerche hanno dimostrato che la valutazione di chi ci sta di fronte avviene al massimo in un arco temporale dei primi 5 minuti.

Thin-slicing” è il termine che indica il dare un giudizio in pochi attimi. È la nostra capacità di giudicare attraverso l’intuito, in un brevissimo lasso di tempo (che alcune analisi riducono da due a trenta secondi). In questa fase costruiamo e decostruiamo modelli e schemi, al fine di prendere decisioni comportamentali per rapportarsi con l’altro, estrapolando pochissime informazioni che vengono elaborate a livello inconscio.

Questa nostra capacità di giudizio rapida e istintiva ha origini arcaiche e svolge una funzione adattiva, soprattutto per quanto riguarda la presa decisionale in situazioni di rischio e pericolo dove i tempi di ragionamento devono essere veloci e immediati. E per questo è un processo inconscio, rapido, veloce basato su sensazioni di base. In questa prima impressione, se il giudizio sull’altro sarà positivo inciderà per il 50% sulla gestione della relazione, mentre se sarà negativo inciderà per il 90% con una elevata resistenza a cambiare e modificare la valutazione costruita precedentemente.

Il nostro cervello lavora attraverso il principio dell’“economia cognitiva”, quindi tende a confermare la prima ipotesi elaborata, per risparmiare fatica e per superare la “dissonanza cognitiva”, ovvero il contrasto delle informazioni, tendendo a confermare quella elaborata e persa come vera fin dall’inizio. Ad esempio: se ad un primo incontro conoscitivo, reputo che l’altra persona sia buona, gentile e con sani principi, anche se durante il racconto la mia mente individua elementi contrastanti con questa prima valutazione, tenderà a minimizzare i secondi facendo prevalere i primi. Essere consapevoli di questi meccanismi ci aiuta appunto a non subire i giudizi che la mente produce, e ci permette di fare quello sforzo di verifica delle ipotesi primarie che altrimenti la nostra testa non compierebbe come sforzo naturale.

“Il giudizio è la parte meno interessante dell’ascolto”.

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Chi sono
Sono la Dott.ssa Elisa Marcheselli, mi occupo di salute mentale e benessere psico-fisico. Tratto disturbi clinici come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari e di personalità. Aiuto le persone a risolvere disagi emotivi e relazionali in ambito personale e professionale. Studio i comportamenti connessi alla dipendenza da internet e i comportamenti antisociali che nascono dall'uso improprio delle tecnologie (cybercrime, cyberbullismo, sexting, pedofilia on line, hatespeech). Lavoro all'interno dei sistemi organizzativi per favorire un clima positivo e produttivo e per potenziare la performance. Studio ed utilizzo la Tecnologia Positiva, per aumentare il benessere individuale e organizzativo. Promuovo l'uso positivo e consapevole delle nuove tecnologie.