Dr. Luano Fattorini

Specialista in Gastroenterologia e Chirurgia dell'Apparato Digerente e Endoscopia Digestiva

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19 NOV 2018

La SIBO, sovraccrescita batterica del piccolo intestino

La SIBO, sovraccrescita batterica del piccolo intestino

La SIBO è la condizione clinica caratterizzata da una Sovracrescita Batterica del piccolo intestino. Il nome è un acronimo e viene dall'espressione inglese: Small Intestinal Bacterial Overgrouth. La SIBO è in effetti una Disbiosi, una alterazione infettiva, uno squilibrio della flora batterica intestinale. 

Normalmente il microbiota intestinale conta miliardi di batteri saprofiti variamente distribuiti nei diversi tratti del canale alimentare, in specie e quantità diverse, anche proporzionalmente diverse, a seconda del sito di colonizzazione. La stragrande parte di essi colonizza normalmente il colon, una piccola parte il tenue, pochi lo stomaco e le regioni più a monte.

Il microbiota ha un'importanza notevole nella fisiologia e nell'anatomia patologica dell'organismo. Le sue funzioni sono numerose, sempre più indagate e riconosciute dalle attuali ricerche scientifiche, sia nell'uomo che nell'animale. I Batteri del microbiota hanno funzioni di difesa contro i germi patogeni, sono coinvolti nei processi di digestione e di assorbimento dell'apparato digerente, nella immunità e sono importanti nell'assicurare e mantenere l'integrità e la corretta funzionalità di molte strutture anatomiche e dei tanti processi biochimici che vi si svolgono quotidianamente e che assicurano lo stato di benessere all'intero organismo.

I microrganismi di natura batterica che compongono il microbioma sono migliaia di miliardi, almeno dieci volte superiori di numero alle cellule del nostro corpo, e si distinguono tramite classificazione in phila, in generi, in specie e sottospecie; alcuni sono aerobi, altri anaerobi, gram+ o gram-. Il loro numero, la loro varietà, il loro rapporto proporzionale ed il loro rapporto con l'ambiente digestivo influiscono profondamente sulla normalità e/o sulla patologia del nostro corpo.

Le cause della SIBO

Di fronte a certe situazioni contingenti si possono verificare delle modifiche nel numero, nella qualità e nei rapporti suddetti portando così ad alterazioni funzionali e a malattia conclamata. È il caso della SIBO, condizione patologica in cui si verifica appunto una sovraccrescita di batteri provenienti dal grosso intestino e che vanno a colonizzare il piccolo intestino, ambiente per loro innaturale, dove conseguentemente procurano danni.

Tale condizione può essere dovuta a terapie antibiotiche pregresse, oppure ad un uso prolungato degli inibitori di pompa protonici che modifichino significativamente il pH dell'ambiente intestinale (ipo-acloridria), oppure all'uso prolungato di terapie con antidepressivi, oppure a lunghi periodi di stress.

Un altro caso in cui può verificarsi la SIBO è l'incontinenza della valvola ileocecale, magari per pregresso intervento chirurgico, a causa della quale può realizzarsi un reflusso (o mancato blocco di migrazione) di batteri colonici dal colon all'ileo e al digiuno.

I sintomi della SIBO

Il paziente che ne è affetto può presentare una sintomatologia caratterizzata da dolori addominali, dispepsia, alterazione dell'alvo, soprattutto diarrea, talvolta stipsi, meteorismo, flatulenza, talvolta nausea e vomito, inappetenza, dimagramento, astenia, anemia.

La contaminazione batterica del tenue, o SIBO, o iperproliferazione batterica nel tenue, può avvenire anche in concomitanza di altre condizioni morbose come la sindrome del colon irritabile, o nei casi di eccessivo rallentamento del transito intestinale o nella coprostasi; può esservi un'associazione o una reciproca influenza tra tali condizioni funzionali e la SIBO, così come è frequente nella SIBO l'insorgenza o il peggioramento di gastropatie, colonpatie o di cistiti recidivanti.

Associazione con la SIBO può esservi anche in tanti altri casi: nell'intolleranza al lattosio, nella celiachia, nella steatosi e nella cirrosi epatica, nell'enteropatia da radiazioni, nella sindrome dell'intestino corto e dell'ansa cieca, nell'ipotiroidismo, nelle sindromi da immunodeficienza, nell'insufficienza pancreatica cronica, nell'acloridria della gastrite cronica, nei disordini linfoproliferativi e in altri casi ancora.

Diagnosi di SIBO: quali esami fare?

La certezza diagnostica di SIBO si avrebbe ovviamente con la coltura del materiale aspirato dal digiuno del paziente, ma con procedure invasive e parametri di riferimento ancora non ben chiariti.

Comunque la diagnosi di SIBO, sospettata clinicamente, si avvale anche, per una conferma laboratoristica, del H2- Breath test al glucosio e/o al lattulosio, oppure (o in aggiunta) della ricerca dello scatolo e dell'indacano nelle urine.
ll Breath test è un test del respiro, si esegue sull'aria espirata dal soggetto cui viene fatto preventivamente ingerire una bevanda contenente una certa sostanza; per circa 3-4 ore vengono raccolti campioni dell'aria espirata in un apposito palloncino; in tali campioni viene ricercata e quantificata la presenza di idrogeno (o di metano), indice di patologia se presente al di sopra di una certa soglia.

Un'altra utile indagine si può fare nelle urine del soggetto sospetto; vi si cerca la presenza e la quantità di due metaboliti del triptofano (e indolo), prodotti nei processi digestivi in cui sono implicati i batteri, e cioè lo scatolo e l'indacano; i valori trovati nell'esame possono essere normali oppure alti e patologici, espressione di una disbiosi intestinale.

Terapia e trattamento della SIBO

La terapia della SIBO consiste in un ciclo di antibiotici, più utilizzata la Rifamixina a dosi generose (1200 mg/dì) e per un periodo di 7-14 giorni, ma molto utili si sono dimostrati anche la ciprofloxacina, il metronidazolo, il tinidazolo, l'amoxicillina + ac. clavulanico, e recentemente la norfloxacina con ottime percentuali di efficacia.

Buoni risultati sono stati ottenuti anche con un adeguato regime di prebiotici e di probiotici.

L'efficacia della terapia praticata si può verificare, oltreché con la risoluzione del quadro clinico, ripetendo dopo un certo periodo di tempo l'indagine diagnostica che registrerà, a guarigione avvenuta, la normalizzazione dei valori di idrogeno (o metano) nell'aria espirata e dello scatolo e indicano urinario.

LUANO FATTORINI

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Specialista in Gastroenterologia - Specialista in Chirurgia dell'Apparato Digerente e Endoscopia Digestiva - Diploma in Ecografia e EcocolorDoppler - Medicina Generale Effettuo Visite e Consulenze di Gastroenterologia per Appuntamento telefonico; Effettuo Ecografie di tutti i distretti e EcololorDoppler, sempre su appuntamento (0586 817074 oppure 3662600977)