Dr. Luano FattoriniDottore Premium

Specialista in Gastroenterologia e Chirurgia dell'Apparato Digerente e Endoscopia Digestiva

Medico Specialista Privato
Livorno (LI) | Vedi mappa
646 Risposte | 14 Articoli |
follower
Indietro
03 LUG 2019

La terapia per l'eradicazione dell'Helicobacter Pylori

La terapia per l'eradicazione dell'Helicobacter Pylori

La presenza dell'Helicobacter Pylori (H.P.) impone una terapia di eradicazione del batterio in ogni caso, anche quando non vi è sintomatologia nel paziente, eventualità molto diffusa. Sappiamo infatti che la presenza del batterio nello stomaco è la causa dell'ulcera peptica, della gastriite o della neoplasia dello stomaco (adenocarcinoma, linfoma gastrico), ma sappiamo anche che l'infezione da H.P. è spesso asintomatica e produce col tempo la gastrite cronica e le sue varie possibili complicanze. Inoltre vengono ormai associate all'Helicobacter Pylori anche alcune patologia extragastriche. Vi è perciò una sicura indicazione alla eradicazione in ogni caso si accerti la presenza dell'Helicobacter Pylori, indipendentemente dalla sintomatologia accusata dal soggetto.

Inoltre mi pare opportuno segnalare che, prima di iniziare un trattamento con antiinfiammatori non steroidei, l'eradicazione di Helicobacter Pylori riduce l'incidenza di ulcere e complicanze associate ad un sanguinamento. La diagnosi di infezione da H.P. può essere fatta in vari modi:

La rivalutazione diagnostica post-terapia, di avvenuta eradicazione o di suo fallimento, può essere eseguita dopo almeno due settimane di sospensione degli IPP.

La terapia è oggi approdata, dopo tante proposte di linee-guida, ad almeno tre possibilità di protocollo, con relative associazioni farmacologiche:

  • la terapia cosiddetta triplice concomitante
  • la cosiddetta terapia triplice sequenziale
  • la terapia cosiddetta quadricipite, aggiungendo il bismuto biscitrato agli antibiotici (in Italia in unica compressa - "3 in 1").

Terapia triplice concomitante: come funziona

La terapia triplice concomitante prevede:

  • amoxicillina 1 gr + claritromicina 500 mg + IPP (farmaco inibitore di pompa protonica) 20 mg, mattina e sera per 10-14 giorni oppure
  • claritromicina 500 mg + metronidazolo 500 mg + IPP 20 mg , mattina e sera per 10-14 gg oppure
  • levofloxacina 250-500 mg + amoxicillina 1 gr. o metronidazolo 500 o claritomicina 500 + IPP mattina e sera per 10-14 giorni.

La terapia è detta concomitante perché la somministrazione dei farmaci avviene contemporaneamente e per il medesimo periodo di tempo. L'IPP maggiormente utilizzato è l'esomeprazolo, ma si possono utilizzare anche altre molecole di IPP.

Tale terapia è gravata, in una certa percentuale, di insuccesso per la presenza (minore o maggiore del 15% a seconda dei Paesi - in Italia è > del 15%) di casi resistenti alla claritromicina e/o al metronidazolo.

Terapia sequenziale: come funziona

La terapia sequenziale consiste nella somministrazione dei farmaci in due periodi distinti e sequenziali (5-7 giorni di IPP associato ad amoxicillina e, successivamente, altri cinque- sette giorni ad altri tipi diversi di antibiotici e cioè claritromicina + metronidazolo o tinidazolo), mantenendo la concomitanza di somministrazione dell'IPP.

Tale tipo di protocollo è risultato, dalle statistiche rilevate, avere ottenuto minori percentuali di eradicazione rispetto al concomitante.

Terapia quadruplice: come funziona

La terapia consiste nell'associazione di due antibiotici, e cioè della tetraciclina (2000 mg/die) e del metronidazolo (1500 mg/die), e del bismuto subcitrato (480mg/die). Tale terapia rappresenta al momento la migliore come efficacia, rimanendo ancora da definire la percentuale di intolleranza o effetti collaterali spiacevoli, dato il periodo ancora troppo breve di osservazione sui grandi numeri.

All'occorenza può essere utilizzata anche in questo caso, ma come seconda scelta, la Levofloxacina con il Bismuto. La terapia di appoggio e rinforzo con probiotici, più volte proposta, indagata e confrontata, non sembra al momento aver prodotto effetti più favorevoli e additivi rispetto alle terapie dei protocolli sopraindicati.

Da ricordare che il controllo dell'avvenuta eradicazione (o il suo fallimento) va fatto non prima di 4 settimane dalla fine della terapia utilizzando breath test o antigene fecale e previa sospensione di bismuto ed antibiotici da almeno 28 giorni e di inibitori di pompa protonica da almeno 14 giorni.

L'esame nel sangue degli anticorpi anti H.P. non diagnosticano un'infezione in atto; la loro presenza indica soltanto una avvenuta infezione nel passato. Può essere positivo quindi anche senza infezione HP in corso.

Ultimi post
Gonfiore e meteorismo dell'addome: cosa può dirci l'ecografia?
Gonfiore e meteorismo dell'addome: cosa può dirci l'ecografia?
10 Gennaio, 2019
La SIBO, sovraccrescita batterica del piccolo intestino
La SIBO, sovraccrescita batterica del piccolo intestino
19 Novembre, 2018
Microbioma umano: il mondo dei microrganismi
Microbioma umano: il mondo dei microrganismi
23 Settembre, 2017
Chi sono
<p>Specialista in Gastroenterologia - Specialista in Chirurgia dell'Apparato Digerente e Endoscopia Digestiva - Diploma in Ecografia e EcocolorDoppler - Medicina Generale</p> <p>Effettuo Visite e Consulenze di Gastroenterologia per Appuntamento telefonico; Effettuo Ecografie di tutti i distretti e EcololorDoppler, sempre su appuntamento (0586 817074 oppure 3662600977)</p>