Dr. Luano Fattorini

Specialista in Gastroenterologia e Chirurgia dell'Apparato Digerente e Endoscopia Digestiva

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23 SET 2017

Microbioma umano: il mondo dei microrganismi

Microbioma umano: il mondo dei microrganismi

È stato recentemente pubblicato il caso di una colite ulcerosa di grado medio severo che ha trovato giovamento dal trapianto di feci appartenenti ad un soggetto sano. Il soggetto malato ha potuto ottenere la completa restitutio ad integrum della mucosa intestinale affetta dalla grave forma morbosa.

Altro interessante caso, in estrema sintesi, da studi sperimentali su topi in USA, nel campo dell'obesità: un soggetto obeso cui viene effettuato trapianto di microbiota da donatore sano e normopeso va incontro a normalizzazione del peso corporeo; viceversa topi normopeso germ-free colonizzati con la flora batterica derivata da animale obeso presentano un aumento del grasso corporeo.

Infine un'altra strabiliante applicazione terapeutica: il trapianto di microbiota fecale nella gravissima infezione da Clostridium difficile e successiva guarigione in casi resistenti agli antibiotici e alla Vancomicina, spesso l'unica terapia farmacologica finora efficace.

Che cos'è il microbioma

Tali stupefacenti risultati sono attribuiti al microbioma, in particolare al microbiota presente in determinate proporzioni e in determinate composizioni batteriche nell'ambiente colico e nelle feci di ogni individuo. Tre straordinari esempi delle possibili futuribili implicazioni terapeutiche dell'utilizzo dei probiotici nella clinica.

Il microbioma, il mondo dei microrganismi che coabitano e interagiscono all'interno del nostro organismo, soprattutto dell'apparato digerente, ha un'importanza ed un ruolo la cui dimensione si rivela ogni giorno più grande e complessa dalla attuale ricerca e nell'ambito dell'odierno dibattito scientifico e gastroenterologico.

Il microbioma è un "mondo" affascinante, generalmente poco conosciuto e ancora tutto da scoprire, complesso, costituito da innumerevoli batteri saprofiti, ad azione non patogena ma, al contrario, benefica e necessaria per il nostro organismo; sono i microbi cosiddetti "indigeni", "commensali", batteri, virus e funghi "buoni" o nelle quantità e proporzioni "buone" o meno buone a seconda della normalità o della patologia (il cosiddetto microbiota, il micobioma e il metaboloma). Il loro numero è enorme, una quantità di microorganismi notevole, distribuita in modo diseguale da parte a parte nel tubo digerente, in un modo tale che varia anche notevolmente a seconda dei tratti diversi di esso, un numero tale che comunque complessivamente risulta addirittura superiore al numero delle cellule che compongono il nostro corpo: sono miliardi e miliardi di microrganismi (10 cellule batteriche elevato alla 12.a potenza per grammo di tessuto dell'intestino crasso).

Si potrebbe dire, per paradosso, che il nostro corpo, più che ospitare, è ospitato da questo straordinario mondo il cui significato e le cui funzioni sono lungi tuttavia dall'essere completamente svelate nonostante la fervida ricerca e i tanti studi attualmente in corso d'opera che, come dicevo con gli esempi dell'inizio di articolo, fanno sì che si profilano fin d'ora interessanti acquisizioni nell'ambito della fisiologia, umana e animale, e promettenti nuove applicazioni nell'ambito della clinica, gastroenterologica e non solo.
Essi giocano certamente un ruolo nel metabolismo degli zuccheri e delle proteine, intervengono nel metabolismo degli acidi biliari, degli acidi grassi a catena corta, nella sintesi di certe vitamine, nella immunomodulazione, e sono coinvolti nello sviluppo dell'immunità sistemica e locale.

Il regno dei batteri è sconfinato. I batteri che compongono il microbiota dell'ambiente gastroenterico sono prevalentemente anaerobi e sono molto diversamente raggruppati in phila (almeno 30 phila), ogni phylum ha diverse classi, ordini e famiglie, a loro volta composte da diverse, ed in diverse proporzioni a seconda dei casi e delle condizioni cliniche, generi e specie particolari di batteri con caratteristiche e funzioni diverse e particolari.

Generi e specie di batteri del microbioma

I microrganismi finora più conosciuti sono i Lactobacilli e i Bifidobacteri (che rappresentano il 14-17% della flora batterica totale). Essi compaiono nelle diverse e svariate concentrazioni e composizioni dei tanti prodotti e confezioni che affollano oggi il mercato dell'industria farmaceutica e delle farmacie. Le ricette e le confezioni proposte presentano le combinazioni e le dosi più varie, così come le indicazioni e le modalità di assunzione, anche se non sempre del tutto validate e scientificamente fondate.

Ma molte altri generi e specie o sottoceppi di batteri sono ormai conosciuti e riconosciuti avere importanti ruoli nei processi metabolici, nella digestione, nell'assorbimento delle sostanze nutritizie e nel sistema immunitario. Per esempio i Firmicutes e i Bacteroides (è importante il rapporto numerico tra loro), ma anche la Prevotella, l'Enterococcum faecium, il Bacillus subtilis, lo Streptococcus termophilus, il Ruminococcus, il Bifidus longum e brevis, il L.plantarum, il L.fermentum (nel danno epatico da alcool) o il L.casei e il L.crispatus, il Saccaromyces boulardii, il Lactobacillus rhamnosus e il lyo e l'acidophilus e i Fusobacteria, l'Escherichia coli e tanti tantissimi altri (si contano almeno 1000 ceppi diversi di batteri nella flora intestinale ma sono ancora di più). Da notare che alcuni ceppi possono, in certe condizioni e/o circostanze contingenti, trasformarsi in agenti patogeni, dannosi e pericolosamente infettanti

Le possibili cause dell'alterazione della flora batterica

Ognuno di essi ha particolari proprietà e funzioni e molti, si sa, producono importanti sostanze come il GABA, un neurotrasmettitore, l'acido butirrico o butirrato, e mediatori per il buon funzionamento dell'intestino, come la dopamina, o l'acetilcolina, o la serotonina e la nor-adrenalina, importanti anche per il cervello ed il sistema nervoso.

Lo squilibrio, l'alterazione della flora batterica influisce negativamente sul benessere dell'individuo, produce danni alle tante funzioni dell'apparato digerente e favorisce la proliferazione e l'attacco dei batteri patogeni con tutte le conseguenze sulla salute dell'individuo.
È opportuno ricordare che molte sono le condizioni che possono determinare uno squilibrio: tra queste, frequenti, lo stress, le cure con antibiotici, certi regimi e i disordini dietetici, ma anche l'eccessiva e prolungata ipoacidità, anche la cronica riduzione dell'acidità gastrica ottenuta per esempio con l'uso degli antiacidi e gli inibitori di pompa, oppure le terapie prolungate con i farmaci antidepressivi. Un'altra condizione favorente è la sovraccrescita batterica del tenue (SIBO), o la perdita di integrità, o la disfunzione, l'incontinenza della valvola ileo-ciecale, magari compromessa da un pregresso intervento chirurgico.

Bisogna anche considerare la importante barriera protettiva che svolge il microbiota dell'intero apparato digerente, dalla bocca al retto, e la importante azione di contrasto che esercita continuamente contro numerosi agenti batterici che sono potenzialmente dannosi come l'Helicobacter pylori o contro altri agenti come la Candida. E l'influenza che spesso esercita sul grado di permeabilità della parete intestinale a tanti altri agenti nocivi.

Microbiota e probiotici

Le patologie o disturbi di natura gastroenterologica sulle quali è possibile ottenere risultati terapeutici con l'appropriato ausilio dei probiotici sono: malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa, colite di chron), colon irritabile, malattia da reflusso gastroesofageo, disbiosi intestinale, contaminazione batterica del piccolo intestino (SIBO), meteorismo, sindromi diarroiche, alterazioni del transito dell'intestino, stipsi, celiachia, intolleranze e allergie alimentari, pouchite, steatosi epatica, pancreatopatia, ecc...

Ma le patologie relative a organi ed apparati extra app. digerente nelle quali è stato ipotizzato o dimostrato il coinvolgimento del microbiota sono davvero molte, sia in medicina umana che veterinaria e riguardano la cute, l'otorinolaringoiatria, il sistema nervoso e la psichiatria, le dermatiti, le riniti, le laringiti, l'obesità, la sindrome metabolica, la ginecologia, il genito-urinario, l'autismo, l'Alzheimer, il diabete, il linfoma, le malattie cardiovascolari, l'asma, ecc..

Gli studi, le osservazioni, le ipotesi, le ricerche, le proposte sono numerose e il cantiere di lavoro è tuttora aperto. I risultati positivi finora ottenuti fanno ben sperare sulle prospettive future, ma molto vi è ancora da capire e da chiarire per definitive sistemazioni e sicuri traguardi.

Luano Fattorini

Leggi anche:

Feci: i significati della cacca

L'ispezione delle feci si rivela molto utile per la diagnosi di alcune malattie. La presenza di sangue, ad esempio, è sintomo di allarme.

BIBLIOGRAFIA:

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