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Dieta Lemme: cos'è e quali sono le controindicazioni?

La dieta di Lemme si basa sul consumo esclusivo di carboidrati e proteine, eliminando l'apporto di frutta, verdura, dolci e sale.
dieta lemme cos e e quali sono le controindicazioni
Walter Giannò Walter Giannò Giornalista esperto in salute e benessere

È quasi impossibile ormai non sapere chi sia Alberico Lemme, il farmacista di Desio (in provincia di Monza) che, tramite la sua ‘filosofia alimentare’, frutto di 10 anni di ‘ricerche’, sostiene di avere messo a punto una dieta capace di far perdere molti chili ai suoi pazienti.
Soprattutto ai propri clienti VIP, come l’imprenditore Flavio Briatore - che avrebbe perso 17 chili in pochi mesi - e l’ex show girl Simona Tagli - per lei 24 chili via in un mese.
Una dieta che si basa sul consumo esclusivo e soprattutto eccessivo di carboidrati e proteine, eliminando, però, l’apporto di alimenti quali frutta, verdura, dolci e sale.
Briatore, ad esempio, come riportato dal Il Fatto Quotidiano, ha mangiato “a colazione 400 grammi di spaghetti aglio, olio e peperoncino, a pranzo una costata di manzo da 1,2 chili e alla sera 700 grammi di asparagi e spinaci”.

Le due fasi della Dieta Lemme e gli orari da rispettare

Nel dettaglio, si tratta di una dieta che consta di due fasi: l’una con la finalità del dimagrimento, la seconda con l’obiettivo del mantenimento.
Nella prima, come facilmente intuibile, la dieta si prefigge lo scopo di far perdere peso al paziente fino a raggiungere quello ideale.
Nella seconda, invece, Lemme indirizza verso una dieta bilanciata da seguire in tre mesi, durante i quali il paziente può mangiare senza mettere peso.
Stando a questa dieta, dunque, si possono perdere fino a 7 - 10 chilogrammi al mese.

La ‘filosofia alimentare’ di Lemme ha, inoltre, come caratteristica la necessità di rispettare gli orari in cui mangiare: 

  • Ore 9.30: colazione;
  • Tra le 10.00 e le 11:00 merenda;
  • Tra le 12.00 e le 14.00: pranzo;
  • Tra le 16.00 e le 17.00: merenda;
  • Tra le 19.00 e le 21.00: cena.

A proposito della merenda, questa consiste nel mangiare un limone a spicchi accompagnato da un tè.

Cosa mangiare e cosa no

Innanzitutto, giusto precisare che la dieta del farmacista Lemme non prevede determinate quantità di cibo da ingerire, perché non è tanto importante il numero delle calorie quanto il valore biologico degli alimenti.
Detto ciò, i cibi consentiti in quantità illimitate sono la carne, la pasta e il pesce, mentre la dieta di Lemme invita a fare a meno di zucchero, dolcificanti, aceto, pane, latte e i suoi derivati, e il sale.
Le bevande consentite, invece, sono l’acqua (anche frizzante), il tè e il caffè (entrambi rigorosamente senza zucchero).

Quali sono le controindicazioni?

Nonostante i risultati conclamati e diffusi da Alberico Lemme, non senza un pizzico di arroganza, in molti sostengono che, in realtà, la sua sarebbe una dieta che fa male alla salute.
Per dirne una, si ritiene che alimentarsi così com’è suggerito, potrebbe causare danni (e gravi) ai reni e al fegato, dal momento che, costretti a lavorare una quantità ingente di proteine, si stancherebbero così tanto a tal punto da subire anomalie ‘strutturali’.
Inoltre, se si soffre di cali di pressione, meglio evitare, visto che sale e zucchero sono banditi, con il rischio, pertanto, di causare svenimenti e senso di debolezza.

La dieta Lemme, poi, è assolutamente da tenere lontana per le donne in gravidanza, perché lo squilibrio alimentare che consiglia, sia in termini di qualità che quantità, potrebbe impedire il regolare sviluppo del feto.
Per di più, si tratta di una dieta costosa, perché, già nella prima fase, ha bisogno di almeno 250 euro per comprare tutto il cibo necessario.

Conclusioni e suggerimenti

Nei tanti, forse troppi, dibattiti televisivi, si sottolinea spesso una verità da tenere sempre in considerazione: la filosofia alimentare di Lemme non è una dieta che è stata sperimentata e, quindi, è priva di qualsiasi base scientifica.
Si è, inoltre, rilevato che si tratta di una dieta ad alto tasso proteico, per cui il rischio di far ammalare il fegato e i reni è dietro l’angolo.
Il suggerimento, infine, è - se proprio si vuole sperimentare sulla propria pelle questo metodo - di chiedere il parere del medico di fiducia o di un nutrizionista.

Leggi anche:
La dieta mediterranea, nata dalle osservazioni del dottor Keys, rappresenta il modello per un'alimentazione sana senza rischi per la salute.


Per approfondire guarda anche: “I pericoli di una dieta al alto contenuto di sale“

Il punto di vista
Biochimica clinica

Ciò di cui ci nutriamo può, certamente, influenzare nel breve e nel lungo periodo il nostro stato di salute ed è ormai provato che non tutti gli alimenti possono essere consumati in maniera indiscriminata, anzi per alcuni di essi vale la regola di farne un uso sporadico o modesto, al fine di eludere spiacevoli conseguenze per l’organismo.
 
Anche il Dott. Lemme, popolare fautore della “Filosofia Alimentare”, sostiene di impiegare il cibo come se fosse un farmaco…ne deriva allora che, come per tutte le Terapia Farmacologiche, anche per il “Protocollo Lemme”, vanno valutate Controindicazioni ed Effetti Avversi.
 
È risaputo tra i Professionisti della Nutrizione che una dieta ricca di proteine animali è fortemente associata ad un elevato rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche, nonché di malattie epatiche, renali e neoplastiche.
 
Recenti studi clinici hanno evidenziato, ad esempio, che coloro che seguono un’alimentazione con un eccesso di prodotti animali presentano un rischio di oltre il 70% di morte prematura, rispetto a coloro che seguono una dieta povera di proteine animali. Il rischio di morte è associato a disturbi cardiovascolari, diabete, gotta e cancro. La ragione risiede nel significativo apporto di grassi saturi e colesterolo che è tipico degli alimenti di origine animale; forti preoccupazioni destano, poi, specie per quanto concerne le carni rosse, l’apporto di ormoni e fattori di crescita, che potrebbero aumentare il rischio, qualora venissero consumate smisuratamente, di sviluppare anche alcune forme di neoplasie.
 
È ormai certo che solo un corretto stile di vita e l’adozione di una dieta equilibrata, che sia ricca di alimenti vegetali, eccezionale fonte di fibre, vitamine, minerali ed antiossidanti - con particolare riferimento alla frutta fresca, alla verdura ed agli ortaggi di stagione, ai legumi ed ai cereali a chicco intero - rappresentano la premessa fondamentale al godimento di un ottimale stato di salute. Una dieta bilanciata, inoltre, dovrebbe arricchirsi con le opportune quantità di grassi nobili - noti per la loro azione antipertensiva, antiaritmica, antitrombotica​, antidiabetica ed antinfiammatoria - come quelli provenienti dai prodotti ittici, dalla frutta secca e dai semi oleaginosi, nonché da pregiati oli vegetali per il condimento a crudo, quali olio extra vergine d’oliva, olio di lino, sesamo, soia, vinacciolo, mais, girasole, germe di grano, canapa o arachide, purché estratti a freddo. 

04/05/2017
14/06/2016
TAG: Dieta | Nutrizione | Obesità | Scienza dell'alimentazione