Dr. Roberto SeverinoDottore Premium

Specialista in Oftalmologia

Medico Ospedaliero
Napoli (NA) | Vedi mappa
4 Risposte |
follower
Indietro
19 MAR 2019

Ipermetropia: come correggerla?

Ipermetropia: come correggerla?

L'ipermetropia è un difetto di vista piuttosto comune per cui i raggi luminosi provenienti da lontano e paralleli non convergono sulla retina, bensì dietro. I raggi luminosi, però, prima di giungere sulla retina attraversano tutto il bulbo oculare e varie strutture come cornea, umore acqueo, cristallino, vitreo e retina per cui ognuno di questi organi può deviare il raggio luminoso proprio come una lente. L’ipermetropia, quindi, può essere causata da:

  • un occhio con diametro antero-posteriore più corto, la causa più comune (ipermetropia assile);
  • una cornea che ha una curvatura inferiore alla norma (ipermetropia da curvatura);
  • anomalie di posizione del cristallino;
  • patologie delle suddette strutture quali edema, cataratta, ecc.   

Tale difetto causa disturbi generici quali stanchezza nell’applicazione con offuscamenti della vista, mal di testa, rossore degli occhi e nell’infanzia problemi più seri che saranno esaminati successivamente seguendo una suddivisione in tre fasce di età che a scopo didattico può essere utile ed esplicativa della problematica: infanzia, adulto, senescenza.

Ipermetropia nel bambino

L’ipermetropia nell’infanzia può determinare gravi compromissioni e anomalie della vista. Escludendo, ovviamente per cause di sviluppo, il primo periodo neonatale di 6/8 mesi, essa può determinare ambliopia (cosiddetto occhio pigro) in particolar modo nell’occhio più ipermetrope; può indurre anomalie della motilità oculare, come strabismo accomodativo.
È perciò importante eseguire delle visite oculistiche nell’infanzia e anche in età prescolare se dovessero sorgere dubbi sulla motilità e visione. Solo intervenendo precocemente con presidi di lenti e con occlusione dell’occhio migliore (eseguita con le modalità del caso per stimolare l’occhio deficitario) è possibile recuperare una buona visione.

A tale scopo è importante eseguire anche una visita in ciclopegia, cioè avendo instillato dei colliri (es. atropina) che blocchino l’azione del muscolo dell’accomodazione che, nel tentativo di sopperire al deficit visivo, impedisce di rilevare l’effettiva entità dell’ipermetropia.

Ipermetropia nell'adulto

L’ipermetropia nell’adulto è fonte di notevoli fastidi ovviamente in particolar modo nell'applicazione da vicino. Poiché oggi più che mai l’uomo è dipendente dalla tecnologia e dal computer, tablet e cellulari (si potrebbe dire in chiave evoluzionistica che si è passati dall’Homo Sapiens all’Homo Web) è ovviamente la vista ad essere sollecitata e sottoposta a notevole stress.

La vista deve necessariamente essere ben corretta e non basta; bisogna tener conto di vari fattori: abitudini di vita, sport e lavoro, tempi di applicazione e tipi di applicazione per media distanza e/o vicino, protezione da raggi ecc. La correzione può essere eseguita con lenti tempiali, lenti a contatto (LAC), trattamenti con Laser ed interventi chirurgici. Senza soffermarsi né sui trattamenti laser, né sulle LAC ed interventi chirurgici che prevedono una discussione più lunga e complessa da affrontare in altra tematica, c’è da rilevare che la sola prescrizione della lente tempiale classica oggi è più articolata e più complessa che in passato e richiede una attenta anamnesi o meglio scambio di informazioni tra paziente e medico.

Per la stessa entità di difetto di vista può essere prescritta:

  • una lente monolocale, con antiriflesso, con filtro di protezione per raggi UV, per raggi Blu (emessi da smartphone, tablet, lampade alogene ecc), fotocromatica, polarizzata;
  • una lente monofocale evoluta, con supporto accomodativo per chi svolge molte ore lavorative davanti al computer;
  • una lente occupazionale (evoluzione della lente progressiva) per chi è videoterminalista, in età di primo presbite e persino in pre-presbite;
  • una lente o meglio occhiali personalizzati.

Quel che è certo è che oggi anche nella scelta del tipo di occhiale l’oculista non può demandare il compito semplicemente all’ottico ma dopo un’attenta valutazione delle necessità del paziente, deve fornire delle indicazioni ben precise sul tipo di presidio (occhiale).

Ipermetropia nell'anziano

L’ipermetropia nell’anziano deve relazionarsi anche con la presbiopia e sommandosi ad essa come valore assoluto della lente determina lo svantaggio di dover trovare la soluzione più idonea per non dover usare lenti più doppie, pesanti, fastidiose ed antiestetiche. Per valori di ipermetropia già un po’ elevati, l’incremento del potere della lente produce più aberrazioni, fastidi, stanchezza; per ovviare a ciò si dovrà far ricorso a lenti con indice di refrazione maggiore e quindi più sottili e con meno aberrazioni, ma anche più costose. Anche in questo caso la scelta dell’occhiale è molto articolata e può orientarsi verso vari tipi come già rilevato per il paziente adulto, ma in più bisogna tener presente: l’età più avanzata, eventuali problemi di motilità, eventuali patologie quali cataratte, diabete, retinopatie e problematiche e abitudini personali.

Da quanto detto si evince che oggi, per l’evoluzione tecnologica, l’ipermetropia ha una maggiore complessità di risoluzioni che possono consentire una vita più confortevole e adatta ai tempi di oggi. Ma ci terrei infine a sottolineare che sarebbe più corretto non definirla difetto di vista in quanto per millenni quando l’uomo non conosceva ancora né l’ottica né l’uso delle lenti, madre natura ha dato la possibilità alla specie umana di avere individui con caratteristiche e attitudini particolari che, usufruendo ad esempio dell’ipermetropia, potessero svolgere al meglio attività come marinai, esploratori, ecc. e ad altri di usufruire della miopia per svolgere attività che richiedevano un’applicazione più minuziosa e precisa per vicino. Insomma se non ci fossero stati i cosiddetti difetti di vista non so come sarebbe progredita l’evoluzione della specie umana.

Leggi anche:
Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea che, nel corso del tempo, potrebbe comportare gravi distorsioni visive.
Chi sono
Oftalmologo esperto in chirurgia del segmento anteriore ( cataratta - femto-cataratta - trattamento laser e chirurgico del glaucoma - cheratocono - trattamento laser della miopia/astigmatismo/ipermetropia. Per un trentennio ha lavorato come oftalmologo all'Ospedale Monaldi di Napoli ove era dirigente di UOS per chirurgia segmento ant. La lunga esperienza clinica ha prodotto nel tempo un approccio alle patologie sia del segmento ant. che post. e retinico non solo di tipo tecnologico (oct - angiooct - argonlaser- yaglaser- femtolaser ecc.) ma di tipo più olistico, ponendo particolare attenzione alla totalità dell'individuo. Ogni individuo non va considerato ed esaminato solo dal proprio punto di vista specialistico, il corpo umano non è diviso in compartimenti stagno , tutto è connesso e non va considerato solo il Soma, ma anche la Psiche.
Archivio