Milano, 6 feb. (AdnKronos Salute) - E' stato inaugurato ieri a Milano, alla Casa dei diritti di via De Amicis, il primo checkpoint comunale per la prevenzione dell'Hiv. L'iniziativa era stata annunciata lo scorso 1 dicembre, quando il capoluogo lombardo aveva aderito ufficialmente al progetto internazionale Fast Track Cities, un network di città che si impegnano a mettere in atto azioni comuni contro l'Aids e per la riduzione dello stigma e delle discriminazioni nei confronti di chi ha contratto il virus. L'intenzione si concretizza grazie alle associazioni Asa, Anlaids Sezione Lombarda, Fondazione Lila Milano Onlus, Cig Arcigay Milano e Nps Italia Onlus che, dando vita all'associazione Milano CheckPoint, hanno firmato una convenzione con l'Amministrazione comunale per l'utilizzo degli spazi di via De Amicis.
Il checkpoint è uno spazio extraospedaliero gestito da operatori alla pari, psicologi e medici - spiegano da Palazzo Marino - che sarà aperto 2 giorni alla settimana, il martedì dalle 14 alle 19 e il giovedì dalle 15 alle 19. Il martedì sarà dedicato ai test Hiv ad accesso libero e gratuito, mentre il giovedì alla Prep (profilassi pre-esposizione) con screening sistematico di gonococco, clamidia, Hcv e sifilide su appuntamento, con la presenza costante di attività di counselling. In caso di diagnosi positiva, la persona viene indirizzata in uno dei centri di malattie infettive cittadini, dove viene fatto un test di conferma e si avviano le terapie.
Nel 2017 sono stati diagnosticati 690 nuovi casi di Aids, pari a un'incidenza di 1,1 per 100 mila residenti. La regione che nel 2017 ha segnalato il maggior numero di casi è stata la Lombardia (19,6%), seguita da Lazio ed Emilia Romagna. Nella sola città di Milano sono state effettuate 675 nuove diagnosi di Hiv. Oltre il 70% dei casi di Aids segnalati nel 2017 riguardava persone che non sapevano di essere Hiv-positive.
"Milano è purtroppo la città con più casi di contagio da Hiv in Italia - afferma l'assessore comunale alle Politiche sociali e Cultura della salute, Pierfrancesco Majorino - Per questo motivo l'Amministrazione ha deciso di schierarsi in prima fila per combattere il fenomeno, attraverso l'adesione al progetto Fast Track Cities come prima città italiana. Questo checkpoint è un ulteriore passo in avanti, ispirato alle esperienze già avviate in altre città europee, per porre fine all'epidemia e affrontare le cause di rischio, vulnerabilità e trasmissione, facendo sì che Milano si allinei con le altre città che hanno aperto spazi simili".
L'associazione Milano CheckPoint, dichiara Antonella D'Arminio Monforte, direttrice di Malattie infettive all'ospedale San Paolo, "è orgogliosa di attivare questo primo checkpoint cittadino, che deve essere punto di riferimento per le persone che in qualsiasi momento si ritengono a rischio di aver acquisito l'infezione da Hiv o altre malattie a trasmissione sessuale, e si augura che altri checkpoint possano essere attivati in Italia e nella città di Milano in un futuro prossimo".