Roma, 6 giu. (AdnKronos Salute) - Sono stati 600 i bambini nati con malformazioni congenite su un totale di 25.853 nati da donne residenti nei Comuni di Taranto e Statte, area del sito petrolchimico dell'Ex Ilva, nell'arco di 14 anni, dal 2002 al 2015. I dati emergono dal quinto Rapporto 'Sentieri', promosso e finanziato dal ministero della Salute, dal quale risulta un aumento del 9% in più rispetto ai risultati attesi sulla base del tasso regionale. In altre parole 50 casi in eccesso, quindi una media di 3-4 casi in più ogni anno. E' quanto riferisce l'Associazione italiana di epidemiologia che, sulla sua rivista 'Epidemiologia & Prevenzione" ha pubblicato lo studio, che era stato al centro di polemiche dopo che l'associazione Peacelink e il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, avevano accusato il governo di aver rinviato la presentazione dei risultati di 'Sentieri' a dopo le elezioni europee.
Gli eccessi statisticamente significativi (definibili quindi non casuali) sono emersi per le anomalie del sistema nervoso e degli arti, e ai limiti della significatività statistica per le anomalie del sistema urinario. Questi risultati a Taranto - si legge - aggiungono preoccupazione a quella già alta che c’è da anni.
"Per avere una stima ancora più accurata occorrono dati rilevati e registrati nei punti nascita locali e regionali. La Regione Puglia ha istituito un registro che quindi può dare il suo contributo e al proposito abbiamo in programma un aggiornamento dei dati fino al 2018", commenta Fabrizio Bianchi, dirigente dell’Unità epidemiologia ambientale di Ifc-Cnr. "Un ulteriore passo per saperne di più - sottolinea - è l’approfondimento sul tipo specifico di anomalie e sulla loro distribuzione geografica, ad esempio per quartiere di residenza o per sezione di censimento, di particolare utilità per valutare l’impatto riferibile a fonti specifiche di inquinamento. Ma il problema dei problemi, oggi più che mai, è di prevenire in modo da non contare gli eccessi", conclude.