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09/01/2019

Farmaci: diabetologi, in Usa aumentano decessi per costo insulina triplicato

Adnkronos Salute
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Roma, 9 gen. (AdnKronos Salute) - L'Associazione medici diabetologi (Amd) torna sulla vicenda del giovane americano Alec Smith-Holt, malato di diabete di tipo 1 deceduto, secondo quanto riferito dalla madre all’emittente americana 'Cbs', perché non riusciva a coprire il costo delle dosi di insulina essenziali alla propria sopravvivenza. "Il diabete uccide ancora - sottolinea l'Amd - e in Usa i prezzi delle formulazioni insuliniche più recenti, quelle in uso in Italia, sono quasi triplicati negli ultimi dieci anni. Nonostante esistano 'vecchie' preparazioni insuliniche, oggi quasi scomparse nei Paesi europei, distribuite in alcune catene di farmacie il cui costo è di poche decine di dollari, per molti l’obiettivo di sostenere i costi di tali terapie può essere irraggiungibile".
"Fino a quando le istituzioni e la collettività negli Stati Uniti non riusciranno a fare propria la convinzione che l'accesso alle cure mediche dovrebbe essere un diritto e non un privilegio, continueremo in America a leggere sui quotidiani storie strazianti come quelle di Alec", avverte **Luigi Meneghini, professore dell'Ut Southwestern Medical Center di Dallas**.
"Tragiche notizie come questa - sottolinea Domenico Mannino, presidente dell'Associazione medici diabetologi (Amd) - ci obbligano a riflettere sul ruolo prezioso e irrinunciabile del nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn), universalistico e solidarista e che garantisce la gratuità dell’accesso ai farmaci soprattutto, come in questo caso, ai farmaci salvavita. Con i suoi 40 anni di storia il Ssn è un baluardo a difesa del diritto alla salute che molti Paesi esteri, non a caso, ci invidiano".
"Non possiamo nasconderci difetti, ritardi, difficoltà e tutti i problemi che affliggono il Servizio sanitario nazionale - aggiunge Mannino - tra i quali in primis le grandi disparità tra le diverse zone del Paese. Ma proprio per questo è necessario lo sforzo congiunto di tutti gli attori del sistema per garantire al Ssn un futuro di stabilità a beneficio dei cittadini".
"Oggi, in Italia, un paziente che riceve la diagnosi di diabete, sia di tipo 1 sia di tipo 2, rivolgendosi alla rete di servizi di diabetologia presenti su tutto il territorio nazionale, può contare sulle cure del miglior livello - conclude Paolo Di Bartolo, vicepresidente Amd - Grazie alla qualità del Servizio Sanitario Nazionale in ambito diabetologico, il nostro Paese può sicuramente essere annoverato tra quelli più virtuosi nella cura di questa condizione che, se non trattata adeguatamente, può diventare una grave patologia".
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