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03/04/2018

Pediatria: non sottovalutare infezioni da streptococco, ecco cosa fare

Adnkronos Salute
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Roma, 3 apr. (AdnKronos Salute) - Come comportarsi in presenza di infezioni da streptococco? Gli esperti dell'Istituto pediatrico Bambino Gesù di Roma rispondono ai dubbi dei genitori e danno utili indicazioni nell'ultimo numero del magazine digitale 'A scuola di salute'. Lo streptococco - sottolineano dall'ospedale - oggi ha smesso di far paura grazie al migliorare delle condizioni di vita e la diffusione degli antibiotici, ma tuttavia le complicazioni causate dalle infezioni non vanno sottovalutate, anche alla luce dell'abuso di terapie antibiotiche inappropriate che ha prodotto 'resistenze' che stanno indebolendo l'efficacia dell'azione di contrasto.
Lo streptococco - ricordano gli esperti del Bambino Gesù - è un batterio di forma sferica di cui esistono vari tipi, molti dei quali non provocano malattie. In alcuni casi, tuttavia, possono causare faringotonsilliti, otiti, meningiti, polmoniti, infezioni generalizzate ed endocariti (infezioni della cavità interne o delle valvole del cuore). Anche la scarlattina, la malattia reumatica e un'infiammazione del rene (glomerulonefrite) sono causate dallo streptococco.
Nella maggioranza dei casi, il mal di gola ha un'origine virale e pertanto non necessita di alcun trattamento. In genere - precisano dall'ospedale pediatrico - faringiti e faringotonsilliti causate da virus sono accompagnate da altri segni tipici delle malattie virali, come raffreddore, congiuntivite, raucedine o diarrea. Le uniche faringotonsilliti che richiedono trattamento antibiotico sono quelle di origine batterica, causate dallo streptococco beta emolitico di gruppo A (Sbega).
L'antibiotico di scelta è sempre l'amoxicillina, da somministrarsi per bocca per 10 giorni. La terapia antibiotica deve iniziare entro 9 giorni dal manifestarsi del mal di gola, ma non prima di aver eseguito il cosiddetto tampone, l'esame microbiologico del cavo faringeo. La terapia può abbreviare e attenuare il mal di gola, ma ha in primis lo scopo di prevenire le complicanze.
L'infezione da streptococco può causare anche la malattia reumatica - evidenziano gli esperti - una patologia infiammatoria acuta che in genere si presenta con febbre, dolori e gonfiori articolari. Può interessare anche il cuore, colpendo tipicamente le valvole cardiache (mitralica e aortica) e il sistema nervoso centrale, causando movimenti involontari soprattutto degli arti (la corea di Sydenham, definita più comunemente 'Ballo di San Vito'). Viene riscontrata con maggiore frequenza fra i 5 e i 15 anni, mentre è assai rara al di sotto dei 4 anni.
La diagnosi della malattia reumatica si effettua grazie ai criteri diagnostici di Jones, che includono tra gli altri l'interessamento valvolare da malattia reumatica dimostrato mediante ecocardiografia. Il trattamento della fase acuta si basa sull'eradicazione dello streptococco Sbega tramite antibiotico, sull'uso di anti-infiammatori non steroidei (per eliminare febbre e dolori articolari) e su un breve ciclo di cortisonici in caso di coinvolgimento del cuore.
Anche le Pandas (acronimo inglese con cui si identificano i disordini neuropsichiatrici autoimmuni associati) sono associaste alle infezioni da streptococco. Si tratta di rari disordini che riguardano l'età pediatrica (tra i 2 e i 12 anni) e si manifestano con tic o altri comportamenti compulsivi, esordio improvviso e acuto dopo un'infezione da streptococco (per esempio una tonsillite o una scarlattina), periodi di remissione e anomalie neurologiche come iperattività motoria o movimenti involontari. Nonostante le Pandas siano note da diverso tempo - concludono dal Bambino Gesù - non c'è assoluta certezza che l'infezione da streptococco sia l'unica causa, o comunque la principale, alla base di questo tipo di disordine.
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